Giornalismo Costruttivo: un approccio che dovrebbe diventare un’abitudine

good newsSin da piccola ho sempre avuto un sogno nel cassetto: creare una specie di telegiornale, rubrica, o rivista che riporti solo notizie positive. Di recente ho scoperto, con immenso piacere, che la mia idea è stata “rubata” da altri. Rubata per modo di dire ovviamente, e anzi, ben venga che un pensiero del genere non sia venuto in mente solo a me e che sia stato concretizzato da qualcuno, prima ancora che io capissi come fare.

Personalmente non amo ascoltare i Tg o leggere i quotidiani e ritrovarmi sempre inghiottita da una serie di notizie negative che mettono ansia, frustrazione e fanno sentire impotenti. Soprattutto mi rifiuto di pensare che al mondo succedano solo cose brutte, tristi e aberranti. So che non è così, so che ovunque c’è del buono e so che anche altre persone, come me, hanno bisogno di sentirselo dire. Altrimenti rischiamo di cadere in preda alla sfiducia verso tutto e tutti e a trasmetterla con il passaparola. E se tutto ciò che sentiamo è circondato da un’aurea negativa, ne va anche della nostra positività e del modo in cui percepiamo, osserviamo e viviamo il mondo che ci circonda.

Ho sempre pensato che quando ci vengono presentate delle notizie negative, queste siano una sola faccia della medaglia. I fatti molte volte vengono descritti in maniera distorta soltanto per suscitare nel pubblico maggior curiosità e scalpore, per far parlare di più e, per così dire, “creare notizia” anche là dove non c’è. Oppure vengono raccontati da un solo punto di vista, impedendo al lettore di farsi un’idea chiara, veritiera e a tutto tondo.

Qualche mese fa ho avuto modo di ascoltare Pierluigi De Rosa, giornalista e comunicatore pubblico, che a Bologna ha tenuto un seminario a Palazzo Hercolani per gli studenti della LM Compass. Il titolo del suo intervento poneva l’attenzione sulla situazione della Comunicazione Pubblica oggi, a sedici anni dalla legge 150 del 2000. Sono rimasta favorevolmente colpita da una tematica: il Giornalismo Costruttivo e le Positive News.

Di cosa si tratta? Perché è un approccio rivoluzionario?

De Rosa, parlando di Positive News, ha spiegato che esse creano nuovi valori-notizia, nuovi criteri di notiziabilità: vengono rappresentati gli aspetti positivi della realtà sociale, le cose che funzionano e non solo ciò che non funziona. Inoltre in molti casi, al semplice elenco di problemi, iniziano ad affiancarsi anche le soluzioni.

La forza delle Positive News permette di superare i principi del “good news, no news” o “if it bleeds, it leads” o ancora la legge delle tre “S” (sesso, sangue, soldi).

Secondo Berger e Milkman, le buone notizie si caratterizzano per un elevato livello di engagement dei lettori; inoltre non sono da confondere con le soft news, ovvero notizie più leggere che riguardano curiosità, fatti di cronaca rosa o approfondimenti di costume.

Vediamo di seguito alcuni esempi di rubriche o notiziari nati su questa linea.

Il Corriere della sera dal primo gennaio mette a disposizione un’edizione speciale gratuita chiamata “Buonenotizie” (buonenotizie.corriere.it), che “racconta un paese di storie positive”. La premessa del giornale è la seguente: “il paese nel 2016 è stato messo a dura prova da tragedie naturali e da drammi sociali. Ma la mobilitazione tra cittadini e imprese cresce ed è sempre più organizzata. Ecco alcune storie che danno fiducia per ripartire”.

Leggendo gli articoli qui riportati si possono ritrovare le più svariate tematiche: dalla testimonianza di come i paesi colpiti dal terremoto hanno saputo risollevarsi, ad iniziative intraprese da piccoli imprenditori per collaborare e dare una spinta positiva all’economia di un certo settore, al racconto di cosa fanno associazioni di volontari per il sostegno di bambini in difficoltà e ammalati. Le Storie con la “S” maiuscola sono davvero tante e danno speranza al lettore. Come scrive Giacomo Schiavi, “ci avviciniamo a un cambio di scenario nell’anno che comincia: il bene fa sempre più notizia. […] Vale anche per noi dei giornali: le news costruttive stanno diventando una realtà. Si segue sempre meglio un esempio che un discorso. Questi che ‘Buongiorno Italia’ offre ai lettori del Corriere per iniziare in modo costruttivo il 2016 sono esempi concreti di chi si è dato da fare per il Bene Comune”.

Vi è un altro notiziario di questo tipo: si chiama “Mezzopieno”. Il suo scopo è quello di diffondere “notizie positive e pratiche virtuose di impegno e di riscatto”. Nella homepage sta scritto anche: “Dando voce agli aspetti positivi della realtà rende onore alla bellezza, alla capacità e alla bontà, restituendo dignità e rispetto ad un mondo spesso considerato solo naif o buonista. La pubblicazione gratuita ha l’obiettivo di far conoscere le storie e le iniziative positive e di successo che alimentano e cambiano il mondo partendo dalla buona volontà”. (mezzopieno.org)

Il link per il quotidiano online è il seguente: http://mezzopieno-news.tumblr.com/.

Altri blog di questo tipo che si trovano sul web sono:

That’s good news” (thatsgoodnewsblog.com)

Buonenotizie.it” (buonenotizie.it)

Good news” dell’Huffpost (huffingtonpost.it/news/buone-notizie/)

Il sorriso quotidiano” (ilsorrisoquotidiano.it) ecc.

A questo punto è importante sottolineare che alle “Buone notizie” talvolta si affianca anche il “Giornalismo Costruttivo”, sebbene le due cose non siano da confondere. Quest’ultimo infatti è una nuova forma di reporting che si propone di trovare le soluzioni a vari problemi sociali e di metterle in evidenza. Lo fa attraverso la mobilitazione dei lettori stessi che, in prima persona, hanno il compito di fornire proposte concrete, innovative e propositive.

Di seguito vi riporto alcuni link ad articoli in cui viene spiegato in maniera dettagliata di cosa si tratta. Come emerge dal primo post citato, possiamo capire che la differenza principale tra il Giornalismo Costruttivo e le Positive News sta nel fatto che il primo è un vero e proprio “metodo che viene applicato al COME raccontiamo le cose”, mentre il secondo pone l’attenzione al COSA.

(https://www.constructivejournalism.org/italian/

https://blog.wan-ifra.org/2016/01/14/is-constructive-journalism-finally-taking-off

http://www.buonenotizie.it/giornalismo-costruttivo/

http://www.buonenotizie.it/attualita/2017/03/05/anche-gli-italiani-hanno-bisogno-di-un-giornalismo-costruttivo/)

Per essere precisi possiamo quindi dire che non sempre le Buone Notizie che leggiamo (escluse le soft news s’intende), rientrano nel metodo del Giornalismo Costruttivo, ma in molti casi le due cose possono coincidere. Dipende molto dalle intenzioni che i giornalisti degli articoli si sono posti: se hanno preferito focalizzarsi su una notizia il cui contenuto è semplicemente positivo, o se hanno voluto mettere in luce il buono che si nasconde anche in eventi catastrofici e l’approccio propositivo che si può adottare in tali occasioni.

Per spiegarmi meglio riporto un articolo scritto dopo gli eventi di Parigi a proposito del Giornalismo Costruttivo. Nel Blog “That’s good news” vi è un post intitolato “La notte di Parigi raccontata da un giornalismo costruttivo avrebbe fatto la differenza” (thatsgoodnewsblog.com/parigi/). Dopo gli attentati del 13 novembre 2015 nella capitale francese, sono dilagati nel web articoli, video, servizi, reportage che mettevano in luce esclusivamente la crudeltà e gli orrori causati dai terroristi. Questa reazione è più che lecita, specialmente in occasione di eventi così sconvolgenti. Tuttavia ha portato soltanto ad un aumento dell’odio nei confronti degli attentatori, ad una sfiducia generalizzata verso le persone di religione islamica, ad una paura dell’altro, ad un senso di impotenza in situazioni del genere.

Non si è minimamente accennato, ad esempio, al gesto di solidarietà che quella sera ha avuto un impatto altrettanto forte tra gli abitanti di Parigi. Immediatamente infatti è stato lanciato l’hashtag “#PorteOuverte”  grazie al quale gli abitanti della città davano il proprio indirizzo di casa per accogliere chi si ritrovava in strada in quel momento. La riflessione cui ci porta quindi l’articolo è che se in quell’occasione i giornalisti e i comunicatori avessero fatto più giornalismo costruttivo,  non solo avrebbero lasciato aperto uno spiraglio di speranza tra i lettori e chi si ritrovava in quel delirio, ma avrebbero anche contribuito alla diffusione di quella bellissima iniziativa di solidarietà e alla sua conoscenza.

Ma allora cosa possiamo fare noi, nel caso in cui dovessero ripetersi altre situazioni del genere?

Nello stesso blog troviamo un altro articolo che ci offre spunti molto interessanti e che vi consiglio di leggere (thatsgoodnewsblog.com/l’importanza dei social media nella crisi).

È stato scritto in occasione del terremoto che quest’estate ha colpito la zona di Amatrice e si focalizza sull’importanza che i social network, primi Facebook e Twitter, possono avere in questi momenti. Anche se non si è giornalisti, si può comunque fare del giornalismo costruttivo diffondendo i messaggi in cui vengono richiesti aiuti concreti (in quel caso ad esempio picconi, pale e cric per scavare sotto le macerie) o comunicando avvisi importanti (ad esempio quali strade è più o meno sicuro percorrere).

Invece di pubblicare la nostra rabbia nei confronti dei politici che non hanno investito il denaro nella ristrutturazione delle case rendendole antisismiche o di intasare le bacheche con i nostri racconti di come noi ci siamo sentiti in un altro terremoto o ancora di scrivere ogni due secondi che anche noi abbiamo percepito una nuova scossa, potremmo dedicarci all’aiuto concreto delle persone che stanno davvero soffrendo.

Concludendo: giornalisti, comunicatori e non, invito tutti voi ad adottare un atteggiamento costruttivo, sia online che offline, sia in momenti di crisi sia in momenti di felicità, sia che la cosa vi tocchi da vicino sia che non vi riguardi.

È una questione di umanità e solidarietà.

[Credits Photo: pexels.com]

Giulia Chinaglia

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...