Vivere in Erasmus a Bilbao: l’esperienza di Federica

Oggi proseguiamo il nostro viaggio oltre confine e andiamo a Bilbao, dove Federica, studentessa Compass, sta svolgendo il suo progetto Erasmus + Studio. Un’intervista che ci permetterà di conoscere un nuovo angolo di Spagna dal punto di vista di una studentessa universitaria.


Ciao Federica! Eccoci qui curiosissimi di sapere della tua vita durante l’Erasmus, nella speranza che questa intervista possa essere spunto di riflessione per tanti studenti che ogni giorno valutano l’idea di partire, proprio come hai fatto tu. Iniziamo!

In quale città ti trovi e per quanto tempo resterai?
Mi trovo ora a Bilbao e resterò fino al 13 di giugno.
Proprio qualche giorno fa, a malincuore, ho preso il volo di ritorno in Italia.

Com’è stato il primo impatto quando sei arrivata? Hai avuto particolari difficoltà?

Ho avuto molta fortuna quando sono arrivata qui per la prima volta. Mi è venuto a prendere in aereoporto il mio coinquilino e da lì siamo diventati subito amici. Mi sono sentita subito a casa. Poi, dopo due giorni a Bilbao, ho iniziato a frequentare un corso intensivo di spagnolo che, oltre ad avermi aiutato moltissimo con la lingua, mi ha permesso di conoscere tantissimi altri studenti Erasmus che sono diventati poi dei grandi amici per me.

Una volta arrivata, come hai impostato la tua esperienza universitaria? Quali sono state le materie e le attività scelte?

Ho deciso di fare un altro corso di spagnolo per poter davvero immergermi a 360 gradi nell’esperienza e alcuni esami inerenti la pubblicità, ambito di mio forte interesse.

Hai riscontrato delle differenze rispetto al sistema universitario italiano?

L’università è completamente diversa da quella italiana. Tutti gli esami hanno una parte pratica che vale almeno metà del voto finale. Questo aspetto mi ha permesso di acquisire molte abilità che difficilmente avrei appreso diversamente. Ho seguito, ad asempio, un corso di disegno grafico ed adesso posso dire di saper usare egregiamente Illustator e Indesign, due dei più noti programmi di grafica pubblicitaria.

A fronte di questa tua esperienza, pensi che l’uno possa essere migliore dell’altro? Quale?

Sicuramente credo che un sistema educativo improntato sulla pratica sia più utile per il mondo del lavoro, dove ci troveremo a rispondere a situazioni e problemi reali. Nello stesso tempo una buona base teorica non guasta. Credo che la perfezione potrebbe essere una via di mezzo: acquisire le giuste nozioni teoriche ed avere anche la possibilità di metterle in pratica ancor prima di entrare nel mondo del lavoro, attraverso i corsi universitari.

Se dovessi descrivere la tua esperienza di studentessa in erasmus con una sola parola quale sarebbe?
Indimenticabile! 

Parliamo un po’ dell’aspetto “socializzazione”: hai incontrato altri studenti italiani in Erasmus con i quali hai condiviso l’esperienza? Stai frequentando anche studenti spagnoli?

Ho conosciuto tantissimi studenti italiani, dato che la Spagna è una delle mete preferite degli italiani, ma ho passato poco tempo con loro. Quello che mi ero ripromessa durante questa esperienza Erasmus era di conoscere gente proveniente da altri paesi e confrontarmi con loro sul diverso stile di vita, le tradizioni e le usanze dei diversi paesi. Mi piaceva molto l’idea di avere amici che non fossero italiani, che cancellassero tutti i miei stereotipi e che mi permettessero di aprire la mente. E così è stato. Nel primo semestre uscivo con un gruppo di ragazzi tedeschi, olandesi, russi e francesi. Lo scambio culturale è unico. Inoltre volevo praticare l’inglese e lo spagnolo, cercando di “dimenticare” l’italiano. Ho conosciuto anche gente del posto. Devo dire che gli spagnoli, o meglio i baschi (non chiamiamoli spagnoli che si offendono!) sono molto gentili e simpatici. All’università mi sono sempre sentita a mio agio con i miei compagni e con alcuni di loro ho anche condivo alcune serate.

E rispetto al carico di studio, come valuti l’esperienza a Bilbao rispetto alla nostra Alma Mater?

Sicuramente il carico di studio è minore, ma quello di lavoro lo compensa. Qui non si studia sui libri, se non su letture o slide del professore. Tutte le lezioni sono basate sul confronto, la discussione in classe e la pratica. Molto spesso ci danno i compiti da fare entro una settimana. Sembra di essere tornati a scuola!

Il tuo erasmus prosegue ancora… non hai voglia di rientrare in Italia?

No, assolutamente. Mi trovo benissimo in questa città, che ormai sento come casa mia. Sono davvero dispiaciuta che questa esperienza finirà tra pochi mesi perché posso davvero dire che sia stato l’anno più bello di tutta la mia vita.

Quali luoghi consiglieresti di visitare? E quali resteranno, dopo questo periodo di erasmus, nel tuo cuore?

In primis Bilbao. È una città piccola ma con il suo fascino. La cultura basca è davvero diversa da quella spagnola ed è tutta da scoprire. La parte che più mi ha affascinato è la costa a strapiombo sul mare, che ricorda molto i paesaggi irlandesi. Uno dei posti più belli da vedere è sicuramente San Juan de Gaztelugache, un piccolo promontorio dalla vista spettacolare sopra il quale sorge un antico monastero. Nel mio cuore resterà sempre il casco viejo, dove ho passato le migliori serate in compagnia dei miei amici.

Pensi che possa essere un territorio stimolante anche a livello lavorativo per un giovane studente?

Credo che possa essere stimolante dal punto di vista lavorativo perché, anche se piccola, è una città multiculturale, dove le offerte di lavoro non mancano e dove si ha davvero la possibilità di spaziare in diversi ambiti lavorativi.

Consiglieresti questa meta? Se sì, perché?

Consiglierei assolutamente questa meta. In questo mesi ho avuto la possibilità di viaggiare in quasi tutta la Spagna e posso dire che, dopo aver visto davvero tante città, Bilbao è la città ideale dove trascorrere il proprio Erasmus. Questa città, infatti, è perfetta perché è a portata d’uomo. Non è troppo piccola ma neanche troppo grande e caotica.
Tutto può essere tranquillamente raggiunto a piedi e questo permette alle persone di incontrarsi per la città con grande facilità. Inoltre, è una città circondata da montagne ma, allo stesso tempo,  a pochi passi dal mare. Questo aspetto per me, che amo il mare, è stato fondamentale. Poter prendere la metro e sapere che dopo neanche mezz’ora sei al mare è impagabile per me. Nonostante le sue modeste dimensioni questa città offre alle persone tutto ciò di cui hanno bisogno: ci sono moltissimi pub e discoteche, eventi culturali tutte le domeniche, si possono praticare gli sport più variati e ci sono moltissimi posti all’aria aperta dove rilassarsi e godersi il panorama. Si, lo ammetto: mi sono innamorata di questa città!

Cosa pensi ti abbia lasciato questo periodo all’estero?

Oltre ad aver lasciato dentro di me un ricordo indelebile, penso che questa esperienza mi abbia davvero permesso di crescere come persona. Ho imparato moltissimo grazie al confronto con le tantissime persone che ho conosciuto durante questo periodo Erasmus. Ho imparato a vivere in un altro paese, con un’altra cultura, sempre a contatto con persone che non parlavamo la mia lingua. Ero sola e me la sono sempre cavata da sola in tutte le situazioni. Ho riscoperto la mia voglia di viaggiare e di scoprire il mondo. Inoltre questa esperienza mi ha regalato delle amicizie uniche che mai avrei pensato sarebbero diventati così importanti per me.

Immagino dopo tutto questo periodo in Spagna, tu abbia ormai imparato qualche espressione tipica: vuoi sceglierne una per salutare tutti i nostri lettori?

Certo! Vale, venga, agur! 

L’esperienza raccontata da Federica sicuramente ci dà una chiara idea sul grande potenziale che può sviluppare in noi vivere in Erasmus, in particolare attraverso il confronto con culture diverse da quella italiana. Il suo è un invito a partire, viaggiare, scoprire, conoscersi e conoscere nuove realtà, al fine di maturare una nuova consapevolezza di sé stessi e del proprio futuro. Auguriamo a tutti gli studenti Erasmus buona fortuna ed invitiamo tutti a considerare questa esperienza come un ottimo punto di partenza per la propria formazione.

Grazie Federica! Buona fortuna per la tua esperienza universitaria!

Miriam Fiato

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