L’isola di piombo: i costi sociali della Brexit per l’Irlanda del Nord

Il futuro dell’Ulster è sempre più in salita.
Per l’ennesima volta la regione autonoma britannica dovrà affrontare i corsi e ricorsi della sua lunga e travagliata storia, e oggi a precipitare le tensioni potrebbero contribuire gli effetti della Brexit. Vediamo subito perché.

Nel giugno 2016, il 56% degli elettori in Irlanda del Nord aveva scelto – in netto contrasto con le volontà inglesi – di restare all’interno dell’Unione Europea e ciò, già un anno fa, era stato recepito da entrambi i blocchi ideologici in seno al governo di Stormont Road come un segnale d’allarme. I risultati di questa preoccupazione, tuttavia, si sono manifestati solo di recente. E nel modo peggiore.

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Risultati del Brexit Referendum nell’Irlanda del Nord (giugno 2016, BBC NI)

Il 15 gennaio scorso, il PSNI (Police Service of Northern Ireland) aveva diramato un comunicato per isolare Brians Well Road, una piccola strada di Poleglass (a Nord di Belfast) dove gli artificieri avevano ritrovato un ordignoprogettato per uccidere” civili e poliziotti.

Sei giorni dopo, era stato lo stesso Gerry Adams – storico leader di Sinn Fein e sostenitore degli accordi del Venerdì Santo – ad affermare che “l’atto del governo May è un atto ostile nei confronti dell’Irlanda del Nord […] atto ostile non solo perché ricrea un confine fra Ulster ed Eire che era stato abolito dagli accordi di pace, ma per il suo impatto complessivo sull’esito di tali accordi.”  Gli accordi del ’98 – aveva sostenuto Adams – “contengono una serie di patti sui diritti umani che verrebbero a cadere se il Regno Unito non riconoscesse più la Corte Europea dei Diritti Umani, come accadrebbe dopo la Brexit.”

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Gerry Adams, leader di Sinn Fein dal 1983

Prima che una guerra combattuta lungo fratture religiose e lavorative, il conflitto anglo-irlandese è stato antagonismo ideologico: gli unionisti da un lato, favorevoli alla permanenza nel Regno Unito; dall’altro i repubblicani, decisi a combattere per l’Irlanda indipendente e sovrana.

Se ora i Troubles sono pronti a ricominciare, la domanda è: la soluzione politica resta un’opzione? A quanto pare .

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Michelle O’Neill, ex-ministro della salute nel precedente governo dell’Ulster e attuale leader di Sinn Fein per l’Irlanda del Nord

L’esito delle elezioni anticipate in Irlanda del Nord infatti, se da un lato getta un’ombra inquietante sul versante della lotta armata, dall’altro tende alla ricostruzione del governo congiunto tra lo Sinn Fein e il Partito Democratico dell’Ulster. Sono soprattutto i risultati conseguiti dallo Sinn Fein a far pensare che una prospettiva condivisa sia tutt’altro che improbabile.
I motivi sono due.

Innanzitutto, il tempo.
Secondo le norme fissate da Londra, il parlamento dell’Ulster ha tre settimane per formare una maggioranza di governo. In caso contrario, il governo britannico ricorrerebbe a due soluzioni. Indire nuove elezioni o imporre il notorio direct rule, vale a dire controllare direttamente l’Irlanda del Nord, sospendendo de facto l’autonomia che il paese ha conquistato a caro prezzo.

Il secondo elemento che punta alla soluzione politica è poi lo storico risultato raggiunto da Sinn Fein. Il sorpasso dei repubblicani nei confronti degli unionisti del DUP e dell’UUP non ha precedenti, e si è concretizzato nella figura di Michelle O’Neill – la prima donna, all’interno di SF, a non aver conosciuto il conflitto sulla propria pelle.
Mai stata in prigione, a differenza del padre a lungo incarcerato, e mai coinvolta in violenze a sfondo politico.

Le cifre ufficiali hanno assegnato 28 seggi al DUP e 27 allo Sinn Fein.
I numeri, tuttavia, lasciano in secondo piano una verità che potrebbe dare una miglior visione del quadro generale. A seguito della Brexit, infatti, sono stati ben nove i seggi che il Partito Democratico Unionista ha perso dalle ultime votazioni. Oltretutto, calcolando anche i seggi dei partiti minori, il blocco repubblicano e indipendentista può contare su 39 deputati contro i 38 di quello unionista pro-britannico.

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Risultati delle elezioni politiche anticipate 2017 nell’Irlanda del Nord (Marzo 2017, Independent)

Proveremo a ricostituire il governo congiunto con il DUP“, ha dichiarato la O’Neill, ma dall’altra parte delle barricate c’è già chi chiede sottovoce le dimissioni di Arlene Foster, la vera “sconfitta” alle ultime elezioni e leader del DUP.

Sia nell’Eire che a Belfast, oggi sono in molti a chiedere uno status speciale per l’intera isola, status che rispetti le clausole degli accordi presi nel 1998 e che non alteri le intenzioni dell’epoca (anche britanniche), votate a una possibile e mediata unità d’Irlanda nel futuro (col supporto attivo dell’Eire, oltre che nell’Ulster). Se questo non sarà possibile, lo Sinn Fein provvederà a richiedere un referendum plenario in tutta l’Isola, con l’obiettivo della riunificazione totale.

La Brexit, di per sé, non è stata la catastrofe che i mercati dell’Europa continentale si aspettavano. I costi economici sono stati minimi. Il problema ora – specialmente per l’Irlanda del Nord – riguarda il prezzo storico-sociale di una tale decisione politica, e delle guerre che potrebbe resuscitare.

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Alle 13:00 del 23 ottobre 1993 un ordigno dell’IRA esplode a Shankill Road (North Belfast). Il bilancio è di 10 morti e 53 feriti.

Antonio Amodio

Fonti:

Repubblica:
http://www.repubblica.it/esteri/2017/03/04/news/irlanda_del_nord_storico_risultato_degli_indipendentisti_dello_sinn_fein_guidati_da_michelle_o_neill-159741621/
http://www.repubblica.it/esteri/2017/01/21/news/gerry_adams_con_brexit_salteranno_accordi_per_pace_ulster-156572184/

BBC News:
http://www.bbc.com/news/uk-northern-ireland-38629910
http://www.bbc.com/news/uk-northern-ireland-36614443

The Guardian:
https://www.theguardian.com/uk-news/2017/jan/22/belfast-police-officer-injured-in-terrorist-shooting

Belfast Telegraph:
http://www.belfasttelegraph.co.uk/news/northern-ireland/i-thought-i-was-going-to-die-says-policeman-targeted-in-forecourt-shooting-35504596.html

The Spectator:
http://www.spectator.co.uk/2016/07/that-brexit-apocalypse-it-just-isnt-happening/

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