Sciopero Globale delle Donne 2017: non il solito 8 marzo

Non sarà un 8 marzo come tutti gli altri. Quest’anno le mimose e le frasi banali passeranno in secondo piano per lasciare spazio allo sciopero, uno sciopero fatto di donne che coinvolge 40 Paesi in tutto il mondo.
L’8 marzo 2017, lo Sciopero Globale delle Donne, metterà in risalto la forza delle donne, capaci di muovere le masse e lottare per i propri diritti.
E voi Donne? Sì parlo proprio con voi! Vi unite allo sciopero?

Sciopero Globale delle donne- Non una di meno

Come nasce lo sciopero globale delle donne?

Più di centomila donne hanno manifestato a Rosario, in Argentina, durante le tre giornate del 31º Encuentro Nacional de Mujeres 8-10 ottobre 2016. La marea femminista ha invaso le strade: “Nos declaramos en estado de rebeldía permanente”. Alla conclusione del corteo, davanti alla Cattedrale, è scattata la provocazione e la repressione della polizia.
Per la seconda volta, era già successo l’anno precedente al 30° Encuentro a Mar del Plata, anche in quell’occasione la manifestazione delle donne è terminata con la repressione violenta della polizia. Quando il corteo è passato davanti alla Cattedrale, un cordone di fanatici religiosi ha cominciato a circondare il posto, recitando preghiere. Le donne che partecipavano alla marcia si sono ritrovate faccia a faccia con loro e con la polizia che ha cominciato a sparare proiettili di gomma. Entrambe le manifestazioni hanno resistito fino all’ultimo minuto.

31° Encuentro Nacional de mujeres a Rosario

[Credits photo: rednosotrasenelmundo.org] 31° Encuentro Nacional de mujeres a Rosario

Il giorno successivo, al termine della 31° edizione, la Commissione Organizzatrice ha indetto una conferenza stampa per fare un bilancio dei tre giorni di proteste:
“E’ stato un evento enorme, che ha visto la partecipazione di più di 100.000 donne, con giornate culturali, workshop e centinaia di attività. Sottolineiamo che, nel nostro percorso storico, questo è stato il più affollato di tutti gli incontri, frutto della più ampia unità e della necessità di migliaia di donne di esprimere le loro rivendicazioni. Questa Commissione Organizzatrice ha lavorato per 11 mesi per garantire che l’incontro avvenisse con successo, in modo pacifico e sicuro”.

Gli atti di violenza sulle donne sono perpetrati nei giorni seguenti, tra questi ricordiamo quello più brutale che ha sconvolto un intero Paese, lo stupro e la morte per impalamento della giovane sedicenne Lucia Perez.

Sciopero 19 ottobre 2016 contro il femminicidio di Lucia Perez

Sciopero 19 ottobre 2016 contro il femminicidio di Lucia Perez

Le donne argentine sono giunte così allo sciopero del 19 ottobre 2016 in segno di protesta contro il femminicidio di Lucia; hanno voluto gridare “Ora basta!” (“Ya basta”). È stato il primo sciopero ufficiale delle donne nella storia dell’Argentina e dell’America Latina. Il Paese si è bloccato per un’ora.
La manifestazione è riuscita a collegare la violenza machista alle forme di violenza e precarietà subite in ambito lavorativo, economico e sociale. Hanno rimarcato l’esistenza di una “pedagogia della crudeltà” verso il corpo della donna. Sono riuscite a mobilitare donne e associazioni in tutto il mondo.

Le manifestazioni di massa contro i femminicidi (3 giugno 2015 e 2016) con lo slogan #NiUnaMenos e lo sciopero del 19 ottobre #NosotrasParamos hanno ottenuto come risultato un appello internazionale a favore dello “Sciopero Globale delle Donne”, nella giornata dell’8 marzo 2017.

#NiUnaMenos sciopero Buenos Aires 3 giugno 2015

Sciopero #NiUnaMenos a Buenos Aires il 3 giugno 2015

Lo strumento dello sciopero ha permesso di dare risalto alla trama economica della violenza patriarcale. Inoltre ha ribaltato i ruoli fino ad allora consolidati; le donne hanno dato una dimostrazione di potere molto forte, passando dalla condizione di vittime a soggetti politici e produttrici di valore. L’eco delle proteste e la connessione tra Paesi hanno avuto un’accelerazione repentina grazie anche ad un’ulteriore ricorrenza, che cade il 25 novembre: “la giornata contro la violenza sulle donne”.

Il tessuto locale e globale ha prodotto “una nuova pratica di internazionalismo femminista”.

Lo Sciopero Globale delle Donne in Italia

In Italia lo sciopero delle donne è stato promosso dalla rete Non una di meno che il 26 e 27 novembre 2016 ha portato per le strade di Roma più di duecento mila tra donne e uomini contro la violenza maschile sulle donne. Il 4 e 5 febbraio scorso a Bologna è proseguito il confronto su otto tavoli tematici per redigere il Piano nazionale antiviolenza e preparare 8 punti per l’8 marzo.
Nella giornata internazionale della donna si sciopererà realmente o simbolicamente con assemblee, cortei in numerose città, presidi e piazze tematiche, flash mob e proteste sul web (tweet storm) .
Oggi si fermeranno lavoratrici precarie, autonome, dipendenti e disoccupate. Sono stati organizzati diversi scioperi ed assemblee nelle strutture sanitarie, nelle aziende, nelle università e nelle scuole, grazie alla copertura sindacale per 24 ore, nei settori pubblico e privato di Cgil Flc e delle organizzazioni sindacali di base (Cobas, Usb, Slai, Cobas, Usi, Sgb).

Lo Slogan:   ‘Se le nostre vite non valgono, noi ci fermiamo!‘

Aderiscono allo sciopero anche la Women’s March di Washington e il D.i.Re.

Cos’è la rete Non una di meno?

Il percorso NON UNA DI MENO nasce a Roma dal confronto tra diverse realtà femminili e femministe che da diversi mesi discutono su alcune aree tematiche: il piano legislativo, i CAV (Centri di accoglienza e aiuto alla vita), percorsi di autonomia, l’educazione alle differenze, la libertà di scelta e l’IVG (Interruzione Volontaria della Gravidanza).
Questo progetto è stato promosso da varie associazioni:

  • Io Decido – Rete Romana – è una rete cittadina aperta, allargata, che negli ultimi tre anni si è mobilitata nelle strade, nei territori, negli ospedali, nelle università e in molti altri luoghi, cercando di strappare piccole conquiste e spazi potenziali di lotta e rivendicazione comuni sul tema della salute, diritto universale per tutt*, contro la violenza di genere e molto altro. Dal 2014 ha coinvolto CAV, associazioni sindacali, sportelli antiviolenza, spazi di donne, spazi sociali, collettivi, laboratori d’inchiesta. Tra le altre: Cagne Sciolte, Casa delle donne Lucha y Siesta, Casa Internazionale delle Donne, Centro Donna Dalia, Centro Donna Lisa, Chayn Italia, Cobas Policlinico, Cooperativa Sociale Be Free, Csa Astra, Degender Communia, Freedom For Birth, Infosex-Esc , Lab. Puzzle, Sportello Una stanza tutta per se.
    Affermano “Abbiamo deciso di partire di nuovo da noi, dai nostri corpi, dai nostri desideri e dalla nostra autonomia, sull’onda delle manifestazioni in Spagna che, con la parola d’ordine #yodecido, si oppongono alla riforma restrittiva della legge sull’aborto”.
    “In Italia esiste una legge -frutto delle lotte- che garantisce la possibilità per le donne di abortire liberamente e gratuitamente: la legge 194, che viene però quotidianamente resa inefficace dalla presenza enorme di medici obiettori (il 90% solo nel Lazio)”.
  • UDI– Unione donne in Italia – nasce come “Unione Donne Italiane” dalla esperienza femminile della Resistenza tra il 1944 e il 1945. È tra le principali protagoniste delle lotte per la conquista di diritti fondamentali per le donne quali il diritto al voto, all’istruzione, al lavoro, ai servizi sociali. Dagli anni settanta il suo percorso si intreccia con la variegata realtà del neofemminismo insieme al quale impone all’agenda politica italiana aspetti cruciali dell’esperienza femminile tra cui l’aborto, la violenza sessuale, i consultori. Nel 2003 cambia la sua denominazione per esteso in “Unione Donne in Italia”. Nelle sue articolazioni nazionali e territoriali interviene, nell’ottica dell’autodeterminazione, in tutte le questioni che riguardano la vita quotidiana delle donne di cui diffonde storia e cultura.
  • D.i.Re– Donne In Rete contro la violenza – è la prima e unica rete italiana a carattere nazionale di Centri Antiviolenza non istituzionali e gestiti da associazioni di donne. Raccoglie 77 centri antiviolenza e case delle donne che in trenta anni di attività hanno accompagnato e sostenuto migliaia di donne ad uscire dalla violenza e conquistare la libertà. Il loro obiettivo è costruire percorsi di libertà per le donne.

Cos’è la Women’s March di Washington?

I membri di questa marcia si descrivono così : “Noi restiamo uniti in solidarietà con i nostri compagni e figli per la protezione dei nostri diritti, della nostra sicurezza, la nostra salute e le nostre famiglie – riconoscendo che le nostre communities vivaci e diversificate sono la forza del nostro Paese”.
La loro missione è sostenere i movimenti di resistenza e di difesa che riflettono le loro molteplici e intersecate identità. Chiedono a tutti i difensori dei diritti umani di unirsi a loro. Affermano “Questa marcia è il primo passo verso l’unificazione delle nostre Comunità per creare un cambiamento dal basso. Non ci fermeremo finché le donne non avranno ottenuto parità ed equità a tutti i livelli di leadership della società. Noi lavoriamo pacificamente, ma dobbiamo riconoscere che non c’è vera pace senza giustizia ed equità per tutti”.

It is not our differences that divide us. It is our inability to recognize, accept, and celebrate those differences.
— Audre Lorde

Gli appuntamenti l’8 marzo a Bologna!

Presentazione del libro “Lasciatele vivere”
ore: 17:30
Biblioteca SalaBorsa – Aula Biagi (Piazza Nettuno, 3 – Bologna)
Ingresso libero
Presentazione del libro a cura di Valerina Babini – Voci sulla violenza contro le donne. Proiezione del docu-film di Germano Maccioni, Di genere umano. Insieme alla curatrice e al regista interviene, tra gli altri, la prof. Elena Luppi delegata alle Pari Opportunità dell’Università di Bologna.

Cosa farò da grande?
ore: 16:00
Sala Eventi Mediateca (Via Caselle, 22 – San Lazzaro Bologna)
Ingresso libero
Incontro su “Le ragazze e l’educazione tecnico scientifica”. Tra i relatori, anche il Prof. Carlo Tomasetto, docente di Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell’Educazione dell’Università di Bologna.

Assemblea in rosa. Salute sicura
ore: 11:00
Teatro San Salvatore – ingresso Gabinetto regionale Polizia Scientifica (Via Volto Santo, 3 – Bologna)
Ingresso libero
Tra i relatori, la prof.ssa Carla Faralli di Filosofia del Diritto dell’Università di Bologna e Presidente Comitato Emilia Romagna Susan G. Komen Italia.

Paura non abbiamo
ore: 20:00
Cinema Lumiere (Via Azzo Gardino, 65/b – Bologna)
Ingresso libero
Il cinema Lumiere ospita l’anteprima del documentario “Paura non abbiamo” per la regia di Andrea Bacci, prodotto in collaborazione con UDI Bologna. Partendo dalla storia di Anna e Angela, che l’8 marzo 1955 furono arrestate a Bologna e incarcerate un mese per aver distribuito la mimosa, il film narra l’Italia degli anni Cinquanta attraverso le lotte per i diritti delle donne e del lavoro, la repressione poliziesca nei confronti di lavoratori e lavoratrici, i racconti dei prigionieri politici che transitarono nell’ex carcere di San Giovanni in Monte.

Il Centro interculturale Zonarelli  organizza un’intera giornata, l’8 marzo, dedicata agli “Echi di buone economie ed empowerment femminile”, in collaborazione con le associazioni delle donne straniere di Bologna. Vi saranno esposizioni di opere d’artigianato e manufatti creativi, realizzati dalle donne delle associazioni partecipanti; la proiezione del video “Essere donne” realizzato da membri dell’associazione Rahma e Giovani P.S.M. Nazionale; poi il Magnifico Teatrino Errante con performance di poesie in movimento. A seguire il documentario “Eco de Femmes” di Carlotta Piccinini, sull’economia solidale delle donne delle aree rurali del Maghreb, protagoniste dell’omonimo progetto di cooperazione internazionale allo sviluppo realizzato da GVC Onlus. Sarà presentato anche il graphic novel di Antonella Selva (dell’associazione Sopraiponti), “Femministe, una storia di oggi” e si proseguirà con un dibattito sul microcredito e l’empowerment femminile. Infine potrete assistere ad esibizioni ed interventi artistici tra danza, musica e letture.

A Palazzo d’Accursio sarà allestita fino al 15 marzo la mostra del fotoreporter bolognese Federico Borella, “Sheroes”, sulle donne sfregiate dall’acido ad Agra in India.

Altri incontri nei quartieri…
Quartiere Santo Stefano
Quartiere Borgo Panigale
Quartiere Savena

Per tanto Donne! E perché no Uomini! Voi tutti, siete contro ogni tipo di violenza perpetrata sul corpo e la mente delle donne? Credete nell’equità e nella parità di diritti?

Se sì, questa è la giornata giusta per far sentire forte e chiara la vostra voce!

Sciopero Lotto Marzo . Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo.

Alessia Pignatti

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