Arte online al MET

Dopo la National Gallery of Art di Washington, il Rijksmuseum di Amsterdam e il MoMa di New York, è la volta del Metropolitan Museum di New York: l’archivio del museo diventa accessibile online.
I visitatori possono adesso fruire di una gran quantità di immagini direttamente attraverso il web.

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Il Metropolitan Museum ospita, infatti, tra gli altri, opere di grande spessore come gli schizzi di Leonardo Da Vinci e i noti autoritratti di Van Gogh, che adesso possono essere quindi osservati dall’utente attraverso un semplice click. L’iniziativa è stata presentata il 7 febbraio dal direttore del museo Thomas P. Cambpell: dal giorno di apertura del servizio, è a disposizione del visitatore virtuale  un numero sempre maggiore di opere, in quanto il servizio è in continuo aggiornamento.213e2c8d11a5f8f1ce98bfc783099540e89472fe

Ma la condivisione non si ferma qui. Le opere possono essere cercate dal sito attraverso un semplice motore di ricerca, inserendo differenti filtri, come il nome dell’autore, l’anno, la corrente artistica, ecc.
Una volta effettuata la ricerca, il risultato ottenuto è quello dell’immagine con annesse una serie di informazioni riguardanti la contestualizzazione dell’opera. Sempre dal sito, è possibile effettuare il download gratuito delle immagini in alta risoluzione e ricondividere su qualsiasi sito, blog o social. Si tratta dell’innovativa licenza Creative Commons Zero  per la distribuzione delle immagini, la quale contempla due libertà: to share, quindi la condivisione, e to remix, ovvero la rielaborazione da parte dell’utente dei contenuti. Il sito persegue un duplice obiettivo: la diffusione della conoscenza di opere prestigiose e, al tempo stesso, l’incentivare le visite al museo.

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L’iniziativa ha di per sé una grande portata a livello mondiale: le opere diventano fruibili anche per coloro che sono impossibilitati alla visita, favorisce la creazione di una rete di cultori in materia, concorrendo nel promuovere l’educazione all’immagine.
Risulta inoltre uno strumento utile per gli “addetti ai lavori”, come insegnanti, ricercatori settoriali, che facilmente possono reperire dal sito riproduzioni grafiche di grande qualità delle XXXX.
Allo stesso tempo risiede nella condivisione stessa il rischio di svilire l’essenza dell’opera d’arte, ovvero l’esperienza sensoriale che suscita la tela stessa. La liquidità del sistema e la filtrazione della ricerca possono portare l’utente a sorvolare eventuali approfondimenti, come quelli presenti nei cataloghi d’arte delle grandi biblioteche, proprio a causa dell’istantaneità del click.

Miriam Fiato

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