Start up: occasione (non solo) per i giovani per dare forma ai propri sogni – Parte I

Voglia di auto-realizzazione, coraggio e desiderio di mettersi in gioco, volontà di sperimentare, di far parte di un progetto che riteniamo più grande di noi, unitamente a passione, entusiasmo e tensione nel vedere sempre “oltre” quello che ci circonda, di espandere quello che può essere immaginato come l’orizzonte dei nostri pensieri, rappresentano solo in parte ciò che il concetto di “start up” significa per i giovani, e non, contemporanei.

La start up è un concetto proteiforme, ma alcuni elementi sono imprescindibili:

è un qualsiasi tipo di azienda di nuova costituzione o già esistente che

  1. intende realizzare un prodotto o servizio con un elevato contenuto innovativo,
  2. è alla ricerca di un mercato da servire per avere un crescita rapida e sostenibile,
  3. affronta l’incertezza, la concorrenza e un tempo limitato per affermarsi, ed infine
  4. presenta un modello di business profittevole e scalabile.
    (un business model scalabile significa che la propria attività è facilmente replicabile ed è pertanto possibile aumentare le dimensioni e il giro di affari in maniera anche esponenziale).
    TEDtalks Bill Gross, founder of Idealab (startup incubator)

Nella gran parte dei casi i prototipi innovativi ideati dalle start up, sono finanziate da venture capitalist, angel investors o anche da semplici privati (magari attraverso il crowfunding), che credono nel progetto e decidono di investirci somme di denaro che vanno dalle poche centinaia di euro alle decine di milioni.

credit-yourstory-com

Credit: Yourstory.com

Da sottolineare che è un fenomeno strettamente legato alla nascita e alla proliferazione delle startup, e motivo di competizione tra i paesi, o meglio le città, che si vogliono mostrare al pubblico mondiale quali major players dell’innovazione: il programma di accelerazione.

Per entrare in un acceleratore, la startup deve avere già un prodotto/prototipo, le fasi di selezione sono numerose e la tensione durante la presentazione davanti alla platea di advisors è sicuramente alta. Una volta ottenuto l’accesso ad un acceleratore, nei mesi del programma il progetto imprenditoriale cresce a ritmo accelerato, insieme alle skills dei componenti del team:

credit-crains-chicago-business

Credit: Crain’s Chicago Business

questo grazie all’affiancamento di mentor e advisors, all’accesso ai principali eventi di networking,che creano contatti nel mondo del business, e all’ottenimento di investimenti chiave per lo sviluppo.

Credit Businessinsider.com.png

Credit: Businessinsider.com

Secondo lo “European Accelerator Report 2015”, realizzato da Gust e Fundacity, un documento che fornisce una panoramica sui programmi di accelerazione attivi nel corso del 2015, in Europa ci sono 113 acceleratori contro i 111 di Stati Uniti e Canada.
E’ dal 2005 che il fenomeno start-up ha preso piede anche nel vecchio continente, sull’onda del successo di YCombinator uno tra i più noti acceleratori statunitensi.
Per parlare di qualche numero: i capitali investiti nel 2015 hanno raggiunto quota 37,53 milioni di euro e 2.574 progetti sono stati finanziati.
A guidare la classifica degli investimenti è la Gran Bretagna: con i suoi 9,99 milioni di euro, al quinto posto invece l’Italia con 2,90 mln; la Gran Bretagna vanta anche il primato tra gli acceleratori più attivi, di cui Enterpreneurial Spark domina indisturbato la classifica delle startup accelerate nel 2015 con 660 progetti, mentre l’Italia si trova al ventesimo posto con H-Farm e le sue 25 startup finanziate; scorrendo la classifica, tra le italiane in lista troviamo nell’ordine iStarter, Luiss Enlabs, b-ventures, Industrio Ventures e Nana Bianca.

Rimanendo nel perimetro italiano, le startup stanno crescendo anno dopo anno, arrivando nel 2016 a 5943 startup iscritte al Registro delle Imprese.
Altro importante dato è la presenza di giovani under 35 pari al 22,3% sul totale, una percentuale considerevole se confrontata a quella delle società di capitali con prevalenza giovanile, che sono solo il 6,7%.
Importante è una mappa di orientamento che illustri le regioni e le città più “fertili”: quelle dove si concentra il maggior numero di startup in Italia sono al primo posto la Lombardia con il 21,6% del totale, seguita dall’Emilia-Romagna, il Lazio, il Veneto e il Piemonte. Mentre parlando di città, quella con il maggior numero di startup è Milano, dopo la quale seguono Roma, Torino, Napoli e Bologna.

credit-www-pmi-it

Credit: pmi.it

Rimane un ultima ma importante domanda a cui rispondere: di cosa si occupano le startup? In Italia la maggior parte, esattamente il 71,3%, produce servizi per le imprese. In particolare: il 30% produce software e consulenza informatica; il 14,8% si occupa di attività di ricerca e sviluppo; l’8,2% offre servizi d’informazione. Il 18,9% delle startup è presente nel settore industriale, e nel dettaglio: il 3,7% fabbrica computer, prodotti elettronici e ottici; il 3,4% produce macchinari; il 2,1% si occupa di apparecchi elettrici. Le startup impegnate nell’ambito del commercio sono invece circa il 4,4%.
Per concludere orientando lo sguardo verso l’orizzonte internazionale, il report di Gust e Fundacity indica il settore dell’Internet of Things tra gli “Hot Markets” del 2016; il 72% investe su sistemi Saas (software as a service) mentre il 65% investe in fintech e applicazioni mobile. Le tre aree di interesse per gli acceleratori risultano essere Big data analitycs (63%), E-commerce (59%), Health (55%), servizi cloud (50%), Wearable devices (49%), Education (41%) Cleantech (35%).

L’universo fatto di startup, acceleratori, idee coraggiose, appassionati innovatori e networking è un fenomeno globalmente virale, che può offrire maggiori opportunità di veder realizzato un sogno, la propria visione.
Interessante è conoscere alcuni di quei sogni realizzati nelle fucine italiane, e internazionali, ma questo sarà tema del mio prossimo post.

Alice Querzoli

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...