Clickbait: antigiornalismo oppure futuro?

La prima regola del giornalismo è dare sempre le informazioni nella forma più semplice, più immediata e prima di tutti gli altri.
Il titolo deve svelare il dettaglio più importante e il lead deve estendere quell’informazione. La regola della piramide rovesciata è molto efficace per assicurare una buona comunicazione di tutti i contenuti. Da quando in rete è arrivato il clickbaiting non è sempre così. Vediamo di cosa si tratta.

Con l’avvento del web 2.0, che ha permesso agli users di partecipare alla produzione del contenuto, si arriva all’informazione per lo più dagli account Facebook oppure Twitter, raramente dal sito delle testate. I giornali non possono guadagnare solamente grazie ai social, è necessario che noi entriamo nella pagina, facendo click sul link. Pertanto se tutta l’informazione necessaria è già nel titolo, in pochi accederanno alla notizia.

Deve essere garantita una corretta informazione ai lettori. Sconvolge sempre più il clickbaiting massivo e dilagante – è nostra (dei comunicatori) la responsabilità di essere onesti e di evitare pratiche illecite. Come racconta il video qui sopra, il clickbait non è necessariamente lesivo in sé, a condizione che non sia invadente e che il contenuto sia comunque discreto.

Daniel Rodriguez Urbano

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