Aranzulla: Salvatore di nome e di fatto

Quante volte ci ha salvato il nostro Salvatore? Innumerevoli. Quante volte ci è piombato un suo articolo, non dal cielo, ma dal web, proprio quando avevamo un problemino da risolvere con qualche dispositivo tecnologico? Io ormai ho perso il conto.

Diciamolo, personalmente non sono proprio ferratissima quando si parla di smartphone,
pc e tecnologie varie, ma se negli ultimi tempi ho imparato a destreggiarmi meglio con questi strumenti lo devo in gran parte a lui…o ad amici che hanno letto i suoi post prima di me e che hanno “diffuso il verbo”.
Ma chi è davvero Salvatore Aranzulla e quali sono le ragioni del suo successo?

aranzullaSalvatore, detto Salvo per gli amici (e molti di noi possono quasi considerarlo un amico vista la sua prontezza a salvarci in momenti critici!), è nato il 24 febbraio del ‘90 in un paesino del catanese e a soli 12 anni aveva già scoperto delle falle in siti come Google, Microsoft e Poste Italiane. Insomma, fin da piccolo ha dimostrato di essere un vero e proprio genio dell’informatica e così a 14 anni ha deciso di aprire un suo blog in cui dava delucidazioni e consigli pratici su temi informatici, mantenendo un linguaggio semplice e accessibile a tutti, tipico da quattordicenne.

La sua capacità di fornire spiegazioni utili e alla portata di tutti, gli ha permesso di raggiungere un grande successo nel giro di poco, tanto che tra il 2007 e il 2008, a 18 anni, il suo blog raggiungeva circa 300.000 lettori ogni mese. Nonostante si sia poi laureato in Economia aziendale e management alla Bocconi e abbia anche una grande passione per la pasticceria, ad oggi ha comunque deciso di continuare a gestire il suo blog a tempo pieno, aiutato da collaboratori esperti.
Consultando il web e le interviste che gli sono state fatte, si può leggere qua e là che guadagna cifre importanti. Soprassediamo sui numeri precisi e cerchiamo semplicemente di capire qual è il motivo del suo successo e quali spunti ci può offrire la sua esperienza.

Dunque: qual è il suo segreto? Ovviamente è solo uno dei tantissimi blogger che parlano di informatica, ma come mai quando noi chiediamo a Google come risolvere qualche problema legato ai dispositivi tecnologici, è il suo nome che balza immediatamente in cima alla lista dei link che ci vengono proposti, e non quello di altri blogger, magari anche più competenti da un punto di vista tecnico?
Subito ci dovrebbero venire in mente quelle strane sigle fatte di tre lettere: “SEO” (Search Engine Optimization) e “SEM” (Search Engine Marketing).
Ma che cosa sono, come funzionano e volete che sia solo il nostro Salvo ad utilizzare queste strategie? No di certo, tutti i blogger di rispetto tentano di adottare gli strumenti SEO e SEM, ma forse Salvatore, con il suo team, è quello che al momento li sa gestire meglio per quanto riguarda gli argomenti di informatica che destano questioni tra la maggior parte degli utenti.

Prima di passare al caso specifico di Aranzulla, cerchiamo però di rinfrescarci la memoria sul significato di queste sigle. Premetto che non sono ancora una conoscitrice esperta di queste strategie (anche se spero di diventarlo presto), tuttavia non posso fare a meno di provare a spiegare di che cosa si tratta per chi non ne ha un’idea.
La Search Engine Optimization (letteralmente ottimizzazione del motore di ricerca), è l’insieme delle tecniche che servono per migliorare e promuovere il posizionamento di un sito web all’interno delle SERP (le pagine dei risultati con i dieci link blu, per intenderci). Solitamente vi è un professionista addetto a questa attività specifica, chiamato anch’esso SEO e che si occupa di studiare una SEO Copywriting efficace, ovvero di scrivere articoli che non solo siano “Google friendly” e rispettino le regole di buona scrittura del web, ma che contengano anche le cosiddette “keywords”. Queste, sono le parole chiave con le quali gli utenti effettuano le ricerche sul web e i professionisti SEO devono porre una grande attenzione alle keywords di maggior tendenza nel loro ambito per far in modo che i propri articoli o blog si ritrovino tra le prime SERP.

Perseguire delle efficaci strategie SEO offre la possibilità di godere di una maggiore visibilità. Essere visibili sui motori di ricerca permette di raggiungere una vasta gamma di contatti. A questo segue la possibilità di avere continue opportunità di essere intercettati, letti, contattati dagli utenti e di conseguenza di avere un ritorno, che sia economico o di altro tipo. La SEO insomma, è uno strumento che può essere utilizzato da blogger e gestori di siti web anche di piccole e medie imprese e, se ben gestito, può essere davvero molto efficace e contribuire alla costruzione della brand reputation, senza nemmeno richiedere costi troppo elevati.

Si parla invece di SEM quando le strategie di posizionamento sono a pagamento, ovvero quando si acquisisce visibilità attraverso i risultati sponsorizzati di Google. Questo sistema prevede che il proprietario del sito debba pagare per ogni click che riceve, fino a esaurimento del proprio budget. Non vi è una strategia migliore dell’altra: dipende sempre da che obiettivo si vuole raggiungere, se si è disposti a investire molto una tantum per massimizzare il risultato nel breve termine o se si preferisce avere un beneficio prolungato nel tempo a costi non troppo elevati nell’immediato.
Ora che abbiamo una panoramica un po’ più chiara di cosa si intende quando ci sono di mezzo queste due sigle, torniamo al caso di Salvatore.

A chi si rivolgono i suoi articoli? Alle persone che non sono molto esperte di tecnologia e informatica, ma che possiedono dispositivi tecnologici e sono alla ricerca di consigli su come destreggiarsi meglio o su come risolvere problemi pratici in quanto le loro conoscenze sono limitate. Oramai pc, smartphone, tablet, lettori mp3 ecc. sono nelle mani di tutti, dai piccoli agli anziani. E se i bambini oggi trovano naturali certe cose, già per i ragazzi della nostra età può essere complicato capire certi meccanismi se non si ha una mente allenata e al passo con l’innovazione. Figuriamoci per le generazioni più “mature” quanto è difficile “entrare nella mentalità” della tecnologia. Salvatore, fin da piccolo, ha intuito che il mercato di questo settore è in crescita continua, poiché aumenta di pari passo con l’innovazione tecnologica e necessita quindi di persone in grado di offrire delucidazioni.

Ma cosa deve esserci alla base di queste delucidazioni? Semplicità, chiarezza e…sì, rassicurazioni! Spesso il linguaggio di chi si occupa per lavoro di queste tematiche è astruso e incomprensibile a chi non ne ha le basi, perché fatto di codici, sigle, parole inglesi o che semplicemente che non fanno parte del gergo quotidiano. Salvatore quindi non solo cerca di semplificare queste terminologie parlando “potabile”, come si suol dire, ma inizia i suoi articoli rassicurando il lettore. Facendogli capire che lui è lì apposta proprio per risolvere il suo problema, confortandolo e consigliandogli di mantenere la calma perché niente è impossibile!aranzulla-1

Questo fa sì che dopo una, due, tre volte che abbiamo letto un articolo di Salvo, magari “per caso”, che ci rassicura, le volte successive saremo proprio noi ad andare alla ricerca dei suoi consigli di proposito, perché ci aspettiamo già che lui sappia come aiutarci.

Ma come fa ad essere sempre tra i primi posti nelle SERP? Grazie alle sue strategie SEO e alla collaborazione del suo team specializzato. Aranzulla, svolgendo accurate ricerche sul web per quanto riguarda le keywords più in voga del momento e le domande più frequenti degli utenti in ambito tecnologico, è riuscito a posizionarsi al primo posto come divulgatore informatico in Italia “con 9 milioni di lettori al mese e 20 milioni di pagine viste al mese” (dati aggiornati al 2015, facendo riferimento a http://www.ilgiornale.it/news/politica/fatturo-1-milione-euro-offrendo-consigli-sul-web-1081679.html).
Certamente le critiche al suo metodo e al suo blog non mancano: i tecnici del settore sostengono che non sia qualificato per essere definito un divulgatore scientifico in questo ambito ed è anche per questo che la pagina su Wikipedia che gli era stata dedicata, è stata nel giro di poco tempo anche rimossa.
Rimane comunque il fatto che Salvatore è stato molto bravo: ha saputo conciliare una sua passione (o forse anche più semplicemente una sua abilità) con il bisogno odierno delle persone che si ritrovano ad utilizzare device tecnologici, più o meno avanzati, ma di cui non sono ancora molto pratici.
La sua storia può essere un incoraggiamento per chi ha un’idea e la vede criticata soltanto perché definita troppo “alla portata di tutti”.

Prima di concludere vi lascio alcuni spunti di lettura per approfondire:
http://blog.tagliaerbe.com/2014/09/salvatore-aranzulla.html
http://www.aranzulla.it/
http://urbanpost.it/ecco-voi-salvatore-aranzulla-il-nerd-catanese-da-un-milione-di-euro/

[Credits Photo: aranzulla.it; commentimemorabili.it]
Giulia Chinaglia

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