L’ultima follia di Hollywood: Woody Harrelson e Lost in London

Quel luminoso firmamento che è la storia del cinema mondiale non è puntellato solo di divi e capolavori. Da qualche parte lassù, infatti, splendono anche le luci di azzardi e fallimenti.

Nonostante i loro estenuanti cicli produttivi e le cattive congiunture economiche, classici di culto quali “Via col vento” e “C’era una volta in America” erano comunque riusciti a conquistare il grande pubblico, persino dopo tribolazioni (nel caso di Sergio Leone) durate quasi un decennio. Per altri cineasti, purtroppo, la sorte è stata ben diversa.

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Una scena tratta da “I cancelli del cielo” di Michael Cimino (1980)

Fra tutti, basti pensare alla carriera di Michael Cimino, stroncata dal flop de “I cancelli del cielo“. Atipico kolossal western – come sosteneva lo studioso Franco La Polla – l’opera del regista puntava a criticare la retorica del sogno americano proprio attraverso il genere “yankee” per eccellenza, così da evidenziarne i tratti fiabeschi e irreali. Il pubblico, tuttavia, era stato inclemente, tanto che a fronte dei 44 milioni di dollari spesi per produrre il film, la United Artists ne incassò 3.5 nei soli Stati Uniti per poi dichiarare bancarotta subito dopo.

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Woody Harrelson

Restando sempre sul tema degli azzardi cinematografici, la più recente “box office bomb” è di certo quella ideata, diretta e interpretata dall’attore Woody Harrelson, noto a molti per i personaggi di Martin Hart (co-protagonista nella serie TV “True Detective“) e Mickey Knox (in “Assassini Nati“).

Il film in questione è “Lost in London“.

Partorito dopo una folle serata londinese del 2002, terminata con una breve detenzione, “Lost in London” sarebbe stato il primo lungometraggio a venire realizzato durante la sua stessa proiezione.

E’ stato girato a Londra il 19 gennaio di quest’anno – fra le due e le quattro di notte – e mostrato in contemporanea in circa 550 sale fra Stati Uniti e Regno Unito, incluso il Picturehouse Central della capitale britannica. L’esperimento è stato possibile grazie allo streaming simultaneo delle riprese e al collegamento satellitare con i cinema scelti per la premiere.

100 minuti, una troupe di circa 30 persone, due taxi, una volante della Metropolitan Police, un furgoncino Volkswagen e tanta follia, questi gli ingredienti della “stramberia purissima” (come l’ha definita Ryan Gilbey del Guardian) che per Harrelson si è rivelata un fortunato successo, nonostante gli scetticismi di moltissimi suoi colleghi – da Jennifer Lawrence a Matthew McConaughey.

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Il payoff di “Lost in London”: il primo film di sempre ad essere proiettato in diretta

Contro ogni pronostico, le recensioni di critica e pubblico sono state positive, e anche i meno entusiasti si sono comunque sforzati di riconoscere il potenziale innovativo della mossa di Harrelson. Le tre stelle assegnate dal Telegraph (uno dei pareri più neutri) nella sua review non tralasciano infatti il concetto fondamentale: l’opera dell’attore americano ha infranto un limite.

Per creare l’hype giusto – oltre alla naturale novità del suo esperimento – Harrelson non ha dimenticato il proprio umorismo. Come si evince dal trailer del film, nella breve clip il regista lancia un appello a tutti gli spettatori, continuamente alternando battute e foto di storici disastri (l’esplosione dell’Hindeburg) allo black humor sull’epilogo della storia.
Se tutto questo andrà male“, dice scherzando, “credo che un tuffo dal Waterloo Bridge sarà l’unico modo per finire la mia carriera“.

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