Erasmus a Parigi

Come promesso, ecco in arrivo la terza intervista agli studenti Compass in Erasmus. Con le prime due interviste vi abbiamo portato in Spagna. Questa volta ci spostiamo in Francia con Giulia.
La nostra collega è originaria di Palermo, ha iniziato il secondo anno di laurea magistrale in Francia ed è rientrata da una settimana, pronta per iniziare l’ultimo semestre con noi.

erasmusCiao Giulia! Abbiamo deciso di intervistarti per scoprire qualcosa in più sulla tua
esperienza all’estero.
Molti studenti del Compass (e non solo), presenti e futuri, sono curiosi di sapere com’è davvero questa avventura chiamata Erasmus e la tua testimonianza può aiutarli in questa fase di riflessione sul partecipare o meno al bando.
Sei pronta a rispondere alle nostre domande? Eccole!

In quale città sei stata e per quanto tempo?

Il mio scambio è stato fatto in Francia, a Parigi. Sono partita a settembre e sono andata via a febbraio. Cinque mesi di scambio in questa splendida città.

Per quanto riguarda l’alloggio, è stato facile trovare casa? Se uno dei nostri studenti dovesse fare un’esperienza proprio nella tua città, che consigli gli daresti per ottimizzare la sua ricerca?

Come è risaputo, Parigi è una città molto cara. Ma ho avuto molta fortuna nel cercare una casa. Ho trovato un appartamento davvero carino nel dodicesimo arrondissement, un quartiere molto tranquillo, confortevole e comodo per raggiungere sia l’università sia il centro di Parigi. Ho condiviso l’appartamento con un’altra ragazza italiana, anch’essa in Erasmus. Nella città i mezzi di trasporto non mancano e funzionano perfettamente. In soli circa 10/15 minuti puoi raggiungere facilmente il centro, sia tramite la metro sia con gli autobus. Per quanto riguarda la ricerca della casa, un consiglio che posso darvi è quello di entrare in contatto, sin da subito, con chi ha già fatto questa esperienza in passato. Grazie ad una testimonianza che ho trovato proprio qui, sul blog Compassunibo, sono entrata in contatto con una ragazza che ha fatto il mio stesso scambio qualche anno fa. Ha saputo darmi ottimi consigli.

Presso quale università hai studiato? Quali corsi hai scelto di frequentare?

Ho studiato presso l’UPEC, Université Paris – Est Créteil. L’Università si trova a Créteil, a circa 20 minuti da Parigi, raggiungibile in metro. Ho deciso di seguire i corsi del master 1 in “Communication politique et publique en France et en Europe”. Ho trovato i corsi molto interessanti e piacevoli da seguire.

Quali sono le maggiori differenze che hai notato tra Compass e l’università attuale, per quanto riguarda i corsi, i metodi di insegnamento e le modalità di esame?

Le differenze fra il sistema universitario italiano e francese sono parecchie. All’inizio non è stato semplicissimo. Bisogna solo prendere un po’ di abitudine con la lingua e i metodi di insegnamento, i quali differiscono molto da quelli italiani. Mi trovavo in una classe di circa 30 studenti; la frequenza ai corsi è obbligatoria. Viene data molta importanza alla pratica e al confronto personale. Lo scambio delle proprie opinioni su ciò che si apprende a lezione è molto importante. Questo è stato uno degli aspetti che ho apprezzato di più. Sono pochi i libri su cui studiare. Si studia apprendendo a lezione e prendendo gli appunti. Inoltre nel mio corso era presente il “contrôle continu”, ovvero un sistema di valutazione basato su dei controlli appunto che vengono fatti durante lo svolgimento del corso. Si tratta soprattutto di controlli scritti, compiti in classe o dossier da mandare via mail al professore.

Come descriveresti il tuo rapporto con i docenti nell’Università che ti ha ospitata?

Ho avuto rapporti ottimi con alcuni docenti. Molti di loro sono gentili e comprensivi. Sono consapevoli della nostra barriera linguistica. Il metodo di valutazione è uguale per tutti, sia allo scritto che all’orale. Così come ho avuto un ottimo rapporto con il tutor francese, molto gentile e sensibile. Mi ha aiutata su molti aspetti, spiegandomi tante cose a livello burocratico e organizzativo dell’università.

E il rapporto con i tuoi nuovi colleghi?

Ho trovato dei colleghi veramente simpatici e molto gentili. Mi hanno aiutata nei momenti iniziali di difficoltà. Con molti di loro ho stretto dei rapporti di amicizia. Attraverso i lavori di gruppo, ho avuto l’occasione di conoscerli e di entrare in contatto con loro.

Solitamente il “problema” di chi parte per un Erasmus è quello di socializzare di più con propri connazionali (o in genere con altri studenti Erasmus) che con gli studenti del luogo: tu come te la sei cavata?

Parigi è una meta scelta da molti italiani. Giulia B 2.jpgNon pensavo ci fossero così tanti connazionali. Anche grazie all’organizzazione Erasmus e ai suoi eventi, ho conosciuto molti ragazzi stranieri, soprattutto spagnoli e tedeschi. Ho avuto l’occasione di conoscere quindi tante culture diverse. Però ho deciso anche di frequentare i posti tipici della città frequentati dai ragazzi parigini. Il mio intento è stato anche quello di conoscere la gente del luogo, scoprendo così anche le abitudini e il modo di vivere dei francesi.

È d’obbligo anche qualche domanda sulla “balotta” (termine bolognese per indicare la festa) che inevitabilmente avrai fatto in questi mesi! Ti è mancata Bologna, o tutto sommato hai avuto modo di divertirti anche lì?

Si tratta di due città molto diverse. Bologna mi è mancata tantissimo. È una città piena di giovani e le cose da fare sono davvero tante. È una città più “raccolta” rispetto a Parigi, che invece è una metropoli. La ville Lumière offre una grandissima varietà di svaghi e di divertimento. Di certo non rimani senza nulla da fare a Parigi. Dalla semplicità di certi locali, ho avuto l’occasione di conoscere posti più ricercati e davvero stravaganti, tra cui un locale al quale si accede tramite la porta di un frigorifero di una pizzeria. Varcando la porta, si entra nel bar, dall’arredamento un po’ retrò e pareti in carta vintage. Un posto molto carino e particolare che consiglio a tutti!

Sei riuscita, durante il tuo soggiorno, a fare qualche gita fuori porta per vedere altri luoghi?

Certamente. Sono riuscita a visitare la maggior parte del Nord della Francia. Posti incantevoli come la Normandia. Se avessi avuto qualche altro mese, avrei voluto visitare il sud della Francia. Me ne hanno parlato davvero bene.

Ora pensa a tre parole per definire:

la città in cui ti trovi: Magica, romantica, perfetta.

l’università che stai frequentando: Stimolante, grande iniziativa e capacità

le persone che hai conosciuto: simpatiche, alla mano, disponibili

il popolo che ti ha accolto: disponibile, differenti, a volte un po’ freddi ma non tutti

l’esperienza che hai vissuto: unica, indimenticabile, emozionante

Anche se questa tua esperienza si è conclusa da pochissimi giorni, cosa senti di esserti portata a casa? Quali emozioni, quali ricordi, quali legami?

Ho portato a casa tanti ricordi ed emozioni, oltre ai nuovi amici italiani e stranieri che ho avuto l’occasione e la fortuna di conoscere ed incontrare durante questo scambio. Porterò questa esperienza e soprattutto questa città nel cuore. Una città magica, una città di cui è impossibile non innamorarsi.

Consiglieresti agli altri studenti di fare un’esperienza del genere? Perché?giulia-b-1

Assolutamente sì! Consiglio a tutti di fare questa esperienza. Ti fa crescere tantissimo e impari tante cose, sia a livello personale, che professionale e sociale.

C’è qualcosa che ti è mancato dell’Italia? Se sì, cosa?

Il cibo! Da buona siciliana il cibo mi è mancato tantissimo. Impossibile, quando si è all’estero, non pensare alle arancine o alla pasta al forno della mamma!

La nostra intervista sta per giungere al termine, vuoi aggiungere qualcosa che non ci hai ancora detto?

Fate quest’esperienza ragazzi perché veramente ne varrà la pena! Buttatevi in questo nuovo mondo che vi piacerà tantissimo: nuove conoscenze, mentalità, culture, divertimento. Un mix di aspetti e di qualità che vi darà tanta carica e che vi porterete nel cuore.

Mandaci una saluto “speciale”, tipico del posto in cui sei stata! Può anche essere un proverbio, un modo di dire, o semplicemente una frase che magari in questi mesi è diventata per te una sorta di “tormentone”.

Bonne chance et amusez-vous bien les amis!!

Grazie per la tua testimonianza, non ci resta che augurarti buona continuazione al Compass!!
In conclusione possiamo dire che dalle interviste dei nostri tre amici, Vincenzo, Michael e Giulia, emergono tre cose principali.

La prima è che l’Erasmus, nonostante qualche difficoltà (che è normale si incontri), è davvero un’esperienza formativa, arricchente e irrinunciabile.
La seconda è che viaggiare aiuta a crescere, a conoscere, a scoprire e ad imparare a cavarsela da soli.
La terza è che, in ogni caso, un briciolo di fortuna serve sempre. Pertanto, per riprendere i loro saluti, auguriamo a tutti voi che siete partiti da poco, state per partire, o partirete in futuro:

“Pues…suerte!” (Vincenzo),
Suerte hombre!” (Michael),
“Bonne chance!” (Giulia)

e…Buona fortuna anche da parte mia e da parte di tutta la redazione Compassunibo!!!

Giulia Chinaglia

[Credits Photo: vulcanostatale.it]

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...