Showaround, la nuova frontiera dello sharing travel

Treccani alla mano, con l’etichetta di “sharing economy” siamo soliti riferirci ad un “Mercato di dimensioni ridotte caratterizzato dallo scambio di beni e servizi tra più persone, con conseguente abbattimento dei costi”.

Si tratta quindi di un modello economico che a partire dai reali bisogni dei consumatori promuove una formula di business strumentale all’accesso ancor prima che alla proprietà. Tradotto: perché acquistare a prezzo pieno un prodotto/servizio quando posso ugualmente beneficarne dalla fruizione condivisa con altri soggetti?

La sharing economy è alla base di molte, brillanti start up che hanno rivoluzionato il mondo dei servizi 2.0.

È il caso di BlaBlaCar, Couchsurfing, AirBnb e molti altri. Tra questi, Showaround sembra avere i connotati per potersi candidare tra le novità più graffianti del 2017. Showround.com è infatti una piattaforma di “travel sharing” destinata alla pianificazione di un’esperienza di viaggio condivisa. La grande novità è costituita dal coinvolgimento dei cosiddetti “locals“, ovvero i residenti delle località di destinazione chiamati a vestire temporaneamente i panni della guida turistica.

630x355Semplicemente geniale.

Geniale nel rivolgersi a un segmento di mercato alla costante ricerca di un equilibrio tra “spirito viaggiatore” e fragilità economica. Geniale nel cucire un viaggio taylor made tarato sulle indicazioni di un “cliente” già intrinsecamente ben disposto. Geniale infine nel sapersi approcciare a una tematica così eterogenea percorrendo la più difficile delle strade: la semplicità.

Showaround venne in realtà fondata nel 2015, ma dopo un anno di assestamento Linas Sablovskis (Ceo e founder) ha deciso di ridisegnare la strategia di comunicazione per il definitivo lancio dell’applicazione mobile (novembre 2016). Ad oggi, la piattaforma può contare su circa 70.000 guide distribuite su oltre 50 capitali internazionali. Numeri importanti, soprattutto se soppesati in relazione ad un solo biennio di attività.

Così concepita, la piattaforma sembra inoltre offrire un servizio equamente vantaggioso per tutti i suoi utilizzatori. Da un lato, i turisti potranno infatti contare sul supporto e la consulenza di una guida scientemente selezionata per coerenza di target e interessi. Dall’altro, i locals saranno incentivanti non soltanto da una fonte di guadagno collaterale, ma da tutti gli elementi di contesto ad essa afferenti (socialità, scambio culturale, proporzionalità tra competenze e quotazioni).

Le credenziali di un potenziale successo sembrano esserci tutte. Non mancano certo i punti deboli, la maggior parte dei quali è da ricondurre all’incertezza e inaffidabilità del genere umano (come faccio a fidarmi di un local mai visto prima?), ma una cosa è certa: dopo casa, cucina e automobili, Showaround ha ufficialmente inaugurato la nuova stagione dello “sharing travel”. Il prossimo step sarà la condivisione del bagaglio?

 

Matteo Giulietti.

 

 

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