Sony Entertainment sull’onda dello tsunami VR

Durante la cosiddetta “settima generazione” dell’intrattenimento elettronico, le tre maggiori gaming house al mondo sono state impegnate in una “guerra di trincea” per quasi un decennio. Se escludiamo l’anomalia Nintendo – la cui console Wii ha venduto circa 102 milioni di pezzi, pur essendo stata dismessa nel 2013, tre anni prima delle sue rivali PS3 e Xbox 360 – l’infografica di seguito mostra un sostanziale pareggio fra le altre due big del mercato, Sony e Microsoft, con l’Xbox indietro nelle vendite di un solo milione di pezzi rispetto ai risultati della concorrente.

Ma questa è già storia.

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Infografica di Business Insider relativa alle console più vendute al mondo (dal 1983 ad oggi)

Oggi, all’acme dell’ottava generazione, ogni variabile in gioco (a partire dagli hardware di PS4 e Xbox One) propenderebbe a conservare lo status quo dei precedenti trascorsi fra SCE e Microsoft, ma secondo la stampa di settore e i dati di mercato, pare invece che Sony stia superando gli avversari grazie ad un asso nella manica: il Playstation VR.

La realtà virtuale viene da sempre considerata una delle ultime frontiere dell’intrattenimento, ancora in attesa di essere colonizzata. In verità, il 2016 è stato per la VR ciò che il 1969 era stato per la corsa allo spazio: dal marzo scorso, infatti, una dietro l’altra, le aziende leader hanno spinto sul mercato i loro nuovi sistemi. Il 28 marzo 2016 è stato il day-one dell’Oculus Rift, il 5 aprile dello stesso anno è poi toccato al Vive di HTC e infine al Sony Playstation VR il 13 ottobre.

Come ha fatto però la Sony, arrivata in ritardo sul mercato VR, ad essere più efficiente delle rivali?
Analizzare il marketing mix della compagnia giapponese può aiutarci a rispondere.

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Presentazione del Sony Playstation VR all’E3 (13 giugno 2016)

Partiamo dal prodotto.
Il giornalista Ben Sin di Forbes sostiene che il Sony VR sia – rispetto ai prodotti concorrenti – “il più accessibile fra tutti“. Non richiede un pc ultra-performante per operare alla massima potenza, il set-up del sistema è semplice (dura una decina di minuti) e possiede un hardware migliore rispetto ad altre piattaforme quali ad esempio la Samsung Gear VR. Ulteriore pregio del prodotto Sony è il comfort. Il PSVR è infatti progettato in modo da risultare comodo anche a quegli utenti che, per esempio, hanno bisogno degli occhiali durante l’utilizzo del dispositivo.

E ora veniamo al prezzo.
Su Amazon, il Vive svetta con i suoi 799.99 dollari. A ruota seguono l’Oculus a 599.99 e da ultimo, al minor prezzo, il Playstation VR – acquistabile per 570.99 dollari (sebbene il suo prezzo medio si aggiri intorno ai 399.99 dollari).

Per gli aspetti di promozione e placement il quadro sembra molto più dinamico.
A dare a Sony una marcia in più su questi fronti pare sia stato l’alto livello di engagement degli utenti giapponesi nei confronti del Playstation VR. Pur rappresentando oggi il mercato con la priorità inferiore per Sony (a differenza della scorsa generazione), i dati di Wareable riferiscono che nella settimana del lancio nipponico l’intero lotto da 50.000 unità è andato sold-out, tanto che è difficilissimo (almeno a Tokyo) riuscire ancora a trovare il dispositivo in questo periodo.

Molto più interessante è sapere che, nella stessa settimana, il prodotto di punta della Sony (la Playstation 4) ha confermato in Giappone vendite per 30.154 unità, cioè circa ventimila pezzi in meno rispetto a un prodotto che si supponeva destinato in ogni caso ad un mercato “di nicchia“.

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“Rush of Blood”, lo spin-off di “Until Dawn” rilasciato al lancio di Playstation VR

L’ultima menzione, infine, è destinata alle sorti del pubblico.

Gli utenti di Playstation 4, in particolare, potrebbero divenire nel futuro prossimo uno dei nuovi target per le campagne promozionali del VR e gli elementi a sostegno di tali sviluppi non sono pochi. Uno fra tutti, l’astuta mossa della Supermassive Games – che ha lanciato assieme al Playstation VR uno spin-off intitolato “Rush of Blood” (disponibile solo per PSVR) e che muove dalla trama del suo prodotto di punta, la premiata graphic adventure “Until Dawn”.

Antonio Amodio

 

 

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