Bruxelles ma belle: studentessa pendolare

Decisi di partire una volta ottenuta la laurea triennale in Politica ed Integrazione Europea, nell’ottobre 2013.
Avevo bisogno di capovolgere la mia routine, di cambiare città e di respirare un’altra aria.
Decisi quindi di partire per Bruxelles e di iscrivermi ad un corso di laurea magistrale.

Purtroppo però l’ULB (Université Libre de Bruxelles) non accettava applications invernali, e dovetti quindi aspettare l’anno accademico successivo.

Nel frattempo iniziai a lavorare come addetta alle vendite da Decathlon (mi avrebbe permesso di mettere un po’ di soldi da parte per la partenza), scelsi la stanza nel campus e il corso di laurea: Relazioni Internazionali, curriculum Mondializzazione e Politiche Pubbliche.

Il 26 agosto 2014 iniziò l’esperienza belga.

I corsi, iniziati a metà settembre, prevedevano raramente libri di supporto allo studio; tutti i corsi erano incentrati su tematiche di ricerca, si lavorava spesso in gruppo e gli esami si svolgevano sotto forma di paper da consegnare o presentazioni in aula.

Il campus era molto grande e all’avanguardia; la biblioteca su nove piani suddivisa per facoltà era il miglior ambiente dove studiare, e i parchi presenti tra un dipartimento e l’altro offrivano un po’ di svago e di riposo tra una lezione e l’altra.

Un’università multiculturale, che contava più studenti esteri che belgi, soprattutto nei corsi di Scienze Politiche.

Ho incontrato persone provenienti da Venezuela, Cile, Uzbekistan, Francia e Olanda e, trovandoci tutti nei panni di “migranti”, fu molto più facile socializzare; si formò infatti un bellissimo gruppo di amici.

Superata la sessione invernale, ricominciarono immediatamente le lezioni del secondo semestre.
Tutti i corsi prevedevano una suddivisione in gruppi degli studenti, e purtroppo, visto il numero elevato di persone (circa 400), risultò difficile accontentare tutti sulla scelta delle tematiche.

Non mi piacque, riuscii a tenere il ritmo per tre mesi e poi decisi di abbandonare.
Non era quello che mi aspettavo né quello che effettivamente scelsi; mi sentii terribilmente frustrata.
E’ molto difficile immaginarsi un’esperienza all’estero “tutta rose e fiori”, a volte bisogna rendersi conto dei propri limiti e accettarli.

Combattuta ma sicura di voler proseguire gli studi, decisi di informarmi su altri corsi di laurea, e fu così che scelsi il Corso di Laurea Magistrale Compass.
Decisi di rimanere comunque a Bruxelles: amavo la città, apprezzavo la cordialità delle persone e l’incertezza del clima, la cioccolata e le patatine fritte; mi sentivo a casa.

Iniziai quindi a lavorare, e affrontai il primo anno della magistrale da pendolare: tornavo in Italia durante le sessioni d’esame.
Rimasi fino al 16 agosto 2016, e decisi di rientrare a causa del clima che si era venuto a creare dopo gli attentati: Bruxelles non era più una città libera.

Pochi concerti ed eventi, le metro chiuse alle 18 e le persone impaurite.
La Grande Place vuota trasmetteva tristezza.

Partire è difficile, è una decisione importante che richiede anche un po´ di coraggio.
Io non sarò stata la studentessa più fortunata, me ne rendo conto, ma lo rifarei altre mille volte.

Natasha Bohane

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Un pensiero su “Bruxelles ma belle: studentessa pendolare

  1. la vita di una città è ben più di concerti ed eventi. bruxelles sarà libera finché i suoi cittadini non avranno paura di andare gli uni verso gli altri e continueranno la loro vita come hanno fatto dopo quella mattina di marzo.

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