Non rischiare… datti un freno!

Sfido chiunque a Bologna, soprattutto i più giovani e soprattutto i fuorisede, a dire di rispettare appieno le regole della sicurezza stradale quando va in bicicletta. Ahimè la risposta è molto chiara, anche in ragione del fatto che molto spesso queste regole non si conoscono neanche.

Ricordo che quando decisi di cominciare a spostarmi in bicicletta, cominciai a pormi delle domande di discutibile intelligenza come “sui marciapiedi posso andare?” o “i semafori devo rispettarli anch’io?”. Ovviamente questi dubbi mi affioravano alla mente ogni volta che sfrecciavo tra le strade del centro di Bologna in sella alla mia bici, sulla quale ho rischiato un bel po’ di volte di andare addosso a un pedone, di fare un frontale con una macchina perché in controsenso (io, non la macchina!) e così via.

Ho deciso di raccontare questa mia poco interessante esperienza personale perché ho scoperto che tanto personale e singolare non è. Anzi, è una storia che ho sentito da più e più miei coetanei.

E questa esperienza mi è funzionale per parlare di un problema che riguarda la vita di tutti i giorni, di ognuno di noi. Diffondere un minimo di conoscenza delle regole base da seguire quando si va in bicicletta è necessario per sviluppare una maggiore consapevolezza della responsabilità che ognuno di noi ha nel momento in cui ci mettiamo in sella.

Parlare di sicurezza stradale per i ciclisti è difficile. Non tanto per la difficoltà dell’argomento, quanto per le modalità di divulgazione e informazione tramite le quali esso viene proposto. Il tema, di certo, non può essere considerato di grande appeal per l’opinione pubblica, soprattutto tra i più giovani (ammettete: quanti di voi hanno sbuffato al pensiero di leggere un articolo sulla sicurezza in bicicletta?!).
Per questo è necessario formulare delle proposte che sviluppino strategie mirate e modalità innovative per promuovere e incentivare le giuste regole che dobbiamo seguire noi ciclisti.
Strategia mirata e modalità innovative. Avevo sentito che su questi due binari si stava sviluppando il progetto di un gruppo di studentesse e studenti in Comunicazione Pubblica e d’Impresa, nel quadro del corso di Marketing Sociale. Allora, armato di carta e penna, mi sono messo in sella alla mia bici e sono andato a imbucarmi a una loro riunione di gruppo. Giusto per scambiare quattro chiacchiere con loro.

gruppo_datti_un_freno

Gli studenti della LM Compass ideatori della campagna

“Abbiamo deciso di dedicarci al tema della sicurezza in bicicletta perché è il mezzo più utilizzato dai giovani, soprattutto dagli studenti fuorisede che scelgono un mezzo di trasporto comodo, economico e rispettoso per l’ambiente” dicono i ragazzi.

L’obiettivo del progetto è quello di promuovere un uso consapevole della bicicletta, per evitare di incorrere in rischi che possono essere scansati seguendo poche, semplicissime, regole.

“Prima di sviluppare il progetto vero e proprio – dice Martina Iannelli – abbiamo fatto un’indagine tra coloro che vivono a Bologna circa le proprie abitudini in bicicletta. Ne è emerso che sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 35 anni a pedalare nel centro di Bologna. E proprio questi ultimi sono risultati i meno informati sulle norme di sicurezza stradale per i velocipedi”.

logo-datti_un_freno  Il nome del progetto già dice tutto, “Datti un freno!”. Lo scopo è far conoscere il codice della strada ai velocipedi e promuovere l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza.

“Moltissimi ragazzi non hanno idea o hanno una conoscenza ‘per sentito dire’ di quelle che sono le regole basilari per andare in bicicletta. Questo è molto grave. È una mancanza di senso di responsabilità e di sicurezza, perché è troppo facile poi scaricare le colpe di possibili incidenti agli automobilisti” dice Carmelo Martino.

“Un freno in ogni ruota, il campanello, luci bianche o gialle nella parte interiore, luci rosse e catadiottri nella parte posteriore, pedali catarifrangenti. Questo è il semplicissimo kit basilare di cui bisogna dotarsi per pedalare in sicurezza” dice Lucia Orrù “e le regole da rispettare sono altrettanto semplici, contenute nell’articolo 182 della decreto D.lgs. 30 aprile 1992”.

Ma come arrivare a far capire ai giovani ciclisti l’importanza di una guida in bici con responsabilità?

“Abbiamo ideato una serie di iniziative offline e, soprattutto, online” dice Marco Bartolacci. “Per poter comunicare efficacemente con i giovani dai 18 ai 35 anni, non possiamo prescindere dal legare entrambe le sfere, che singolarmente risulterebbero inefficaci”.

Pagina Facebook. Profilo Instagram. Canale YouTube. Blog. Le finestre online non mancano. A queste si affiancano brochure, gadget ed eventi da realizzare in concerto con i possibili partner della campagna.

“Per sviluppare la campagna di sensibilizzazione siamo dovuti necessariamente partire da chi, in questo campo, ci lavora da anni” dice Federico Arcidiacono. “Per questo siamo entrati in contatto con le due associazioni forse più conosciute e presenti a Bologna, L’Altra Babele e Dynamo, ma anche con i rivenditori di biciclette e con il circuito che riguarda il mondo dei velocipedi. Oltre che, ovviamente, con le principali istituzioni locali”.

“Grazie a questi accordi, la campagna Datti un freno! potrebbe avere una grande risonanza” dice Maura Marincolo. “Siamo stati invitati a prendere parte agli incontri organizzati da L’Altra Babele in via Petroni, nel cuore della Bologna studentesca. I gadget con il logo della campagna saranno disponibili a tutti in ogni rivenditore di biciclette. Abbiamo proposto al C.R.E.E.C. (Consorzio Regionale Emiliana Esercenti Cinema, ndr.) di trasmettere nelle sale cinematografiche lo spot che abbiamo realizzato”.

Le idee non mancano. L’entusiasmo neppure. I ragazzi mi salutano con una speranza: quella di portare la campagna fuori dall’Università, realizzarla concretamente per migliorare la sicurezza comune.

Dopo questa chiacchierata, ho capito ancora di più di aver rischiato seriamente di fare e farmi del male andando in bicicletta. I ragazzi mi hanno raccomandato di seguire quelle poche, semplici, regole che però possono fare la differenza.

E allora, lettore, mi raccomando: prima di andare addosso a un pedone, prima di fare un frontale con una macchina perché in controsenso (tu, non la macchina!), prima di passare con il rosso al semaforo… Datti un freno! 

Domenico Maria Musso

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...