I principi di scarsità: come il marketing influenza le nostre scelte

Tutti i giorni siamo portati a compiere scelte di qualsiasi genere: da come vogliamo vestirci, a cosa preferiamo acquistare, o ancora dove ci piacerebbe andare in vacanza. In tutte queste circostanze siamo sempre noi che prendiamo la decisione finale, oppure no? Siamo davvero noi che decidiamo tutto della nostra vita o c’è qualche fattore esterno che contribuisce a farci ragionare?

Il marketing è lo strumento che più di tutti influisce quotidianamente nelle nostre scelte, in particolare attraverso i principi di scarsità, che si suddividono in due tipologie: principio di scarsità temporale e principio di scarsità numerica.

Ryanair è un classico esempio di come funzioni nel marketing il principio di scarsità temporale. La strategia della compagnia low cost è quella di presentare diverse offerte con una scadenza limitata (come scritto nella didascalia in alto della figura). In questo modo, i clienti interessati sanno che hanno poco tempo a disposizione per usufruire di questa offerta e, nella loro mente, attribuiscono un valore maggiore a tale offerta solo per il fatto che entro pochi giorni non sarà più disponibile.

screen_ryanair

Per quanto riguarda invece il principio di scarsità numerica nel marketing, basti pensare al sito web Booking. In questo caso, la tecnica di Booking è quella di inserire le didascalie riquadrate in rosso nella figura, al momento della prenotazione. Facendo notare che rimangono poche camere disponibili e che altre persone stanno visualizzando la stessa tipologia di camera, il cliente viene colto da un senso di ansia e competizione ed è più facilmente portato ad acquistare la camera per paura che possa terminare la disponibilità ad opera di qualcun altro.

screen_booking

Questi due esempi tratti dalla vita quotidiana possono essere utili per intraprendere una riflessione su come il marketing, senza che noi ce ne accorgiamo, possa influenzare tutti i giorni le nostre scelte, rendendo “speciale” qualcosa che in realtà non lo è affatto. Dunque, siamo noi che prendiamo delle decisioni o è qualcun altro che inconsciamente le prende al posto nostro?

Lorenzo Amorosi

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