L’attività fisica come strategia di salute e benessere. Iniziative di promozione a partire dai giovani

In occasione del Convegno “Per una salute da costruire insieme”, tenutosi alcuni mesi fa a Roma, è stata presentata l’edizione italiana della “Strategia per l’attività fisica OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità 2016-2020” per l’Europa.
Si tratta di Linee guida elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la cui edizione italiana è stata curata da Uisp (Unione italiana sport per tutti). Durante il convegno sono stati esposti dati preoccupanti.

L’inattività fisica è diventata uno dei principali fat­tori di rischio per la salute, in quanto è  giudicata responsabile ogni anno di un milione di decessi e di 8,3 milioni di anni persi al netto della disabilità (fonte Disability-adjusted life years, DALY). Si stima che l’inattività fisi­ca sia colpevole del 5% delle affezioni coronariche, del 7% dei diabeti di tipo 2, del 9% dei tumori al seno e del 10% dei tumori del colon. Molti paesi hanno visto le percentuali relative al numero di persone in sovrappeso e obese aumentare negli ultimi decen­ni: in 46 paesi (l’87% dell’Europa) oltre la metà degli adulti sono in sovrappeso od obesi.

La situazione tra i giovani è particolarmente preoccupante, dato l’aumento della sedentarietà di bambini e ado­lescenti. Solo il 34% degli adolescenti europei tra i tredici e i quindici anni è fisicamente attivo ai livelli consigliati dal­le presenti linee guida. Questo contribuisce all’aumento dei bambini in sovrappeso ed obesi in Europa, specialmente tra le fasce socio-economi­che più deboli. In aggiunta, in quasi tutti i paesi europei i livelli di attività fisica prati­cata iniziano a ridursi considerevolmente tra gli undici e i quindici anni di età, in particolar modo tra le ragazze.

Dal convegno si è manifestata dunque la necessità di politiche pubbliche integrate, per salute, urbanistica, ambiente e sport. Solo così si potrà cambiare il volto delle città e lo stile di vita delle persone. Regioni, Comuni, Asl e terzo settore chiedono quindi di promuovere la buona salute per tutti mediante la cultura del movimento, accorpando attività fisica, educazione, ambiente, benessere e diritti di cittadinanza.

Tra le iniziative più recenti, subito dopo la chiusura delle Olimpiadi, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini ha manifestato la volontà di investire 140 milioni di euro per lo sport nelle scuole italiane.
L’obiettivo primario consiste nel far sì che l’attività sportiva diventi sempre più e sempre meglio diffusa nelle attività scolastiche curriculari, sin dalla scuola primaria. Il Ministro definisce le scuole come “prima palestra di vita”, per questo l’investimento sarà indispensabile per aumentare le ore di attività fisica, per accrescere la partecipazione degli studenti a gare sportive regionali e nazionali, per ottimizzare le palestre esistenti e costruirne di nuove.

 Altro programma di investimento che punta a coinvolgere i bambini e i giovani è quello promosso da Sport England, l’ente nazionale inglese che si occupa di promuovere lo sviluppo e la pratica sportiva in Inghilterra.
Nel dicembre 2015 il governo britannico ha pubblicato “Sporting Future: Una nuova strategia per una nazione attiva, un documento che definisce una strategia politica volta a incrementare la pratica sportiva in tutte le fasce di popolazione, senza distinzioni di genere, età, ceto sociale, etnia, e che è stato accolto con grande favore da Sport England. L’ente si è attivato per implementare nuovi programmi di investimento, tra cui quelli riguardanti l’organizzazione e la promozione di attività pre e post scuola. Tali attività mirano non solo ad aumentare le capacità atletiche dei bambini, ma anche a stimolare il divertimento attraverso lo sport, cosicché crescano e restino attivi per tutta la vita.

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Sport England ha inoltre condotto una ricerca per comprendere le differenti personalità dei giovani per aiutarli a essere più attivi. In collaborazione con l’agenzia di ricerca YouthSight ha dato vita al documento “Under the skinUnderstanding youth personalities to help young people get active”, una guida per capire le differenze tra i ragazzi, la loro mentalità e gli stili di vita, così da poter adattare l’offerta sportiva in base alle diverse tipologie di giovani.

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L’obiettivo di queste iniziative consiste nel fare in modo che i giovani diventino ancora più attivi e pratichino sport più spesso, influenzando i sedentari e i praticanti occasionali.

Si tratta di progetti importanti che mirano ad aiutare i giovani ad avvicinarsi serenamente allo sport, vedendolo come un divertimento e un piacere orientato alla salute e al benessere.

Monica L’Erario

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