Canoni di bellezza femminile: da ammirare o da evitare?

Siamo ormai in piena estate e già da diversi mesi vengono diffusi messaggi che diffondono consigli su come modellare il proprio corpo in un numero irrisorio di giorni. Le destinatarie di queste comunicazioni sono specialmente le donne, le quali, troppo spesso, invidiano gli stereotipi creati dalla persistente oggettivazione dei loro corpi. Ma vediamo come sono mutati nel tempo tali standard di immagine corporea e quali conseguenze comportano.Sin dall’età antica, la bellezza femminile è stata misurata sulla base di canoni estetici. “Maggiore è la somiglianza di una donna rispetto ai parametri definiti, maggiormente essa è considerata bella” . Ciò nonostante l’ideale estetico non è un criterio immutabile, bensì simboleggia una costruzione socioculturale destinata a mutare in relazione alle mode e consuetudini.

Nel periodo rinascimentale, il sovrappeso veniva orgogliosamente sfoggiato come equivalente di agiatezza e salute. Durante il Settecento e Ottocento, il prototipo della donna ricca e bella ha forme morbide, interrotte dal “vitino da vespa”. Nel Novecento si sono verificati cambiamenti più improvvisi: ogni 10-15 anni si è riscontrata una rivoluzione estetica. Dalla garçonne degli anni Venti si passa alle “maggiorate” degli anni Cinquanta, per poi arrivare alla “donna grissino” degli anni Sessanta. Negli anni Ottanta ritroviamo un rinnovato amore per le forme, tuttavia, negli anni Novanta si riafferma la magrezza come ideale estetico. Oggi assistiamo a un bombardamento mediatico i cui protagonisti sono corpi irrealistici. Le immagini autentiche delle modelle vengono mutate mediante foto-ritocco, così da renderle ancor più fedeli all’ideale di perfezione propagandato.

Perfect_body

Dal video The perfect body – Fonte: The Independent

I media illudono che sia possibile raggiungere tale ideale da loro imposto, dunque sempre più donne si ritrovano a disprezzare le immagini corporee non conformi al canone estetico. Ciò conduce a un maggior rischio di sviluppare disturbi del comportamento alimentare. È stato palesemente rilevato come a partire dal periodo in cui il canone di bellezza è stato associato a una eccessiva magrezza si è riscontrato una aumento delle incidenze di DCA. Un altro problema consiste nel bullismo femminile . Una ragazza bella può esporre alla derisione le ragazze considerate meno belle in base ai canoni di bellezza del proprio tempo. Ad accendere le ragioni del bullismo  sono infatti fattori legati all’esteriorità, l’immagine e l’apparire. Il 59% dei casi deriva proprio dalla mancata adesione da parte delle vittime ai modelli dominanti di bellezza femminile.

Un caso di cyberbullismo è quello subito da Cassey Ho , guru del social media fitness. Dopo i commenti meschini che gli utenti scrivevano riguardo al suo fisico, Cassey ha creato un video in cui immagina come sarebbe il corpo perfetto sulla base di quei commenti. Cassey ha poi scritto:

“Come facciamo a sapere che tipo di bellezza può essere naturalmente raggiunta quando tutto intorno a noi è così ingannevole?”.

Internet_safer_day (2)In tema di prevenzione, il 9 febbraio 2016 si è tenuta la tredicesima edizione del Safer Internet Day , la giornata per la sicurezza in rete, promossa dalla Commissione europea. Nell’occasione il Miur ha ribadito il suo obiettivo di opporsi al fenomeno del bullismo sul web. Nel 2015 sono infatti state elaborate le Linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Esse hanno lo scopo di dare continuità ai progetti avviati nelle istituzioni scolastiche, integrandole con nuove riflessioni. Si afferma che è nella disinformazione e nel pregiudizio che si nascondono quei fenomeni di devianza giovanile che possono provocare violenza e azioni di bullismo. Ciò che viene evidenziato è che va rafforzato non tanto, e non solo, il controllo sul digitale, quanto la libertà nel reale. La libertà cioè di esprimersi per come si è, e quindi, di accettare la diversità. Questo è ciò che ognuno, a mio parere, dovrebbe comprendere. Per imparare ad amare la singolarità di ogni persona e a vedere la perfezione dell’imperfezione.

Monica L’Erario

 

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