Il cinema, YouTube e la critica: incontro sul rapporto tra vecchi media e social network

Dal 3 all’8 Maggio si è tenuta a Bologna la 18esima edizione del Future Film Festival, uno dei più importanti eventi in Italia dedicati alla tecnologie per l’animazione, al cinema, ai videogame e ai new media, che rappresenta ormai un osservatorio non solo sul futuro del cinema, ma su tutte le nuove tecnologie.

Il tema di questa edizione è stato “Welcome Aliens”: in un momento storico come quello che stiamo vivendo in cui valori come accoglienza e integrazione sono al centro del dibattito della società civile, il festival ha analizzato l’evoluzione della rappresentazione del rapporto tra “Noi” e “Loro”.

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Durante il festival si è parlato quindi anche dell’integrazione tra “vecchie” e “nuove” forme di comunicazione, come possono essere YouTube e il cinema. L’incontro “Il Cinema, YouTube e la critica”, che si è svolto il 6 Maggio al Cinema Lumiere, ha rappresentato l’occasione di un confronto fra studiosi e youtuber sul rapporto tra media audiovisivi, media digitali e l’importanza della mediazione critica fra di essi. Alcuni interrogativi hanno fatto da filo conduttore dell’incontro, ci si è chiesti quanto e come il cinema si è riversato su YouTube e come, invece, “il Tubo” è stato in grado di influenzare le forme del racconto cinematografico e che importanza ha rivestito l’evoluzione della tecnologia nell’estetica cinematografica e negli audiovisivi.

Ma prima, ripercorriamo un po’ la storia di questo social: Youtube è una piattaforma web che permette agli utenti di caricare video che poi possono essere condivisi e visualizzati sulla rete. Nasce il 23 Aprile del 2005, anche se ormai sembra far parte delle nostre vite da sempre. Il primo contenuto caricato è stato un video in cui era presente uno dei tre fondatori (Jawed Karim), tre giovani ragazzi che in passato avevano lavorato per PayPal, che si trova di fronte ad una gabbia di elefanti dello Zoo di San Diego. Da quel momento in poi sono stati caricati su Youtube una quantità di contenuti infiniti e assolutamente eterogenei fra loro.

Lo “Youtuber day”, coordinato dal semiologo Gabriele Marino, si è aperto con il contributo video di Luca Vecchi, attore sceneggiatore e regista dei The Pills, un gruppo di youtuber tra i più famosi in Italia, che con le sue riflessioni ha contribuito ad alimentare la polemica e allo stesso tempo ha permesso agli altri interlocutori di entrare nel vivo della discussione. Vecchi sostiene che il cinema abbia sfruttato YouTube unicamente come spazio per pubblicizzare e lanciare prodotti cinematografici sulla rete, crede che sia YouTube ad aver offerto un’opportunità al cinema, fornendo un terreno in cui è possibile sperimentare e dimostrando che spesso con poche risorse e mezzi a disposizione sia comunque possibile realizzare prodotti di successo.

La youtuber Barbie Xanax, sostiene che sia stato l’indotto cinematografico a sfruttare Youtube e le sue potenzialità da piattaforma digitale, utili soprattutto ai fini della sponsorizzazione di un prodotto, diversamente dal cinema in quanto forma di espressione artistica che invece si è ispirato molto a YouTube per la creazione di diversi film, tra questi, “Hardcore!” girato completamente in soggettiva.

In maniera assolutamente opposta la pensa l’altro noto Youtuber presente, Federico Frusciante, che da proprietario di una videoteca è diventato critico cinematografico, proprio sulla rete. Secondo Frusciante, il cinema “vero” rimane la proiezione di uno spettacolo filmato in una sala con un pubblico: si deve quindi fare una distinzione tra il cinema come esperienza e la fruizione del cinema, il cinema è un esperienza solo in sala quindi non nella sua fruizione singola. YouTube, per Frusciante, non riesce ad influenzare il cinema e anzi rimangono due mondi completamente distanti, tanto che in tutti i casi in cui i youtuber si sono cimentati con il mondo del cinema hanno avuto scarso successo e al box-office si sono rivelati dei flop.
Sia il cinema in quanto industria, che le case cinematografiche, per aumentare l’hype e l’attenzione sui prodotti cinematografici, preparano dei prodotti adatti alla diffusione su YouTube e sulla rete.

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Credits Photo: Simona Patanè

“YouTube ha offerto a molti la possibilità di esprimere la propria opinione su diversi temi, tra questi, la critica cinematografica, perché nessuno ha più diritto di far sentire le proprie idee più di un altro”, afferma Franco Marineo, critico, storico e teorico del cinema. Egli sostiene che YouTube ha portato, senza dubbio, ad una modificazione dell’esperienza cinematografica, infatti, in alcuni video su YouTube c’è la “gemmazione” di una pellicola cinematografica.

Vito Campanelli, teorico dei nuovi media, ritiene che YouTube nonostante abbia favorito per certi aspetti il cinema, di certo ha avuto degli effetti negativi per tutto ciò che riguarda il caricamento on-line di video che generano problemi legati ai diritti d’autore, alla SIAE e alla pirateria. Tra gli aspetti positivi c’è sicuramente il fatto che YouTube ha dato vita a nuove frontiere del linguaggio e ha permesso la creazione di contenuti innovativi. La piattaforma di Google ha rappresentato un terreno di sperimentazione per il cinema, facilitando il cambiamento ed ha portato, pian piano, ad una modificazione del senso estetico. Infatti dalla ricerca della perfezione della qualità di audiovisivi, inseguita da lungo tempo da tutti gli addetti ai lavori, ci si è abituati a video di scarsa qualità che però trasmettono allo spettatore verità e naturalezza.

La semiologa Agata Meneghelli ribadisce l’importanza di Youtube perché permette agli utenti di diventare autori, ed è “pura interattività”. Per quanto riguarda il rapporto tra YouTube e la critica, afferma che YouTube ha sdoganato la serialità, caratteristica che è presente nel cinema già da molto tempo, ma che grazie a questo è stata “riportata alla luce” soprattutto perché il pubblico più giovane, abituato al format di YouTube, è soggetto a molti deficit di attenzione e preferisce un prodotto serializzato per colmare la propria mancanza di tempo e di attenzione.

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Credits Photo: Simona Patanè

Sicuramente, la tendenza di grande successo di YouTube rispetto al cinema è data dal fatto che una piattaforma digitale come questa consente forme di fruizione che meglio si adattano all’essere multitasking dei giovani di oggi. Inoltre i modelli cinematografici che sembrano essere stati importati da YouTube esistono già da tempo, un esempio da citare a questo proposito è certamente il film “Caro Diario” di Nanni Moretti, film basato su una visione completamente autobiografica e soggettiva del regista, come se fosse un lunghissimo video di un utente di YouTube.

In conclusione, forse la contaminazione tra due forme di comunicazione è sempre esistita, d’altronde cos’è il cinema se non un’opera che parla di un’altra opera? E voi, cosa ne pensate della contaminazione tra forme di comunicazione tradizionali e social network?

Simona Patanè

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