“Calcio 2.0: il calcio italiano ai tempi del Web 2.0”. La tesi di laurea di Rocco Lucio Bergantino

Quando la passione incontra la dedizione e la determinazione di portare a termine un obiettivo, il risultato finale può essere un lavoro “magistrale”. È questo il caso di Rocco Lucio Bergantino, laureato Compass nell’ultima sessione di marzo 2016, che ha ultimato il suo percorso con una tesi di laurea dal nome:”Calcio 2.0: il calcio italiano ai tempi del Web 2.0″. Il lavoro di Rocco è volto allo studio ed all’interpretazione delle interconnessioni vigenti tra il mondo del calcio italiano e gli applicativi che caratterizzano il web nella sua determinazione attuale (la quale vede l’utente inserito in un panorama fortemente interattivo e partecipativo). Da studente Compass e autore della stessa redazione web, Rocco, durante i due anni di laurea magistrale, ha imparato a districarsi nell’ambito delle nuove tecnologie della comunicazione, riuscendo ad analizzare le dinamiche e le strategie di marketing interne applicate a qualsiasi realtà. Seguito dalla professoressa Lalli, sua relatrice, e dalla dottoressa Zingone, correlatrice, Rocco introduce le caratteristiche principali del web 2.0  andando ad indagarne peculiarità tecniche e strutturali, per poi approfondire, in termini quantitativi, un inseme di dati riferiti ad un totale di 30 diverse variabili relative alla presenza ed all’azione sul web, delle società del calcio italiano professionistico. Infine, nel terzo e ultimo capitolo del suo lavoro, Rocco si focalizza su una singola realtà calcistica, l’Internazionale di Milano, andando ad analizzare l’attività sul web della società stessa, e monitorando i feedback provenienti dagli utenti in termini di interazioni.

Rocco Lucio Bergantino

Rocco Lucio Bergantino

 

L’intervista a Rocco Lucio Bergantino:

– Congratulazioni Rocco e grazie per il tempo che ci stai dedicando. Tra le varie realtà che il Web 2.0 ha modificato, cosa ti ha spinto ad approfondire proprio il mondo del calcio?

Innanzitutto la passione per il mondo del calcio, una passione caratterizzata da una duplice natura: da una parte in termini di “cuore” in quanto tifoso, dall’altra in quanto amante del calcio in ogni sua sfaccettatura. Alla luce di questo, ho voluto intraprendere questo percorso analitico, cercando di osservare il mondo del calcio con l’occhio di un “comunicatore”.Una cosa che mi fa piacere sottolineare è che “Calcio 2.0, il calcio italiano ai tempi del web 2.0” nasce proprio all’interno del laboratorio “Redazione Web”. Una prima determinazione embrionale di questo lavoro di tesi, infatti, è stato l’articolo “Quando il calcio si fa social” (pubblicato il 2 Marzo 2015) attraverso il quale ho iniziato ad addentrarmi in un’analisi in quest’ottica. In seguito, è stato grazie al prezioso suggerimento della dottoressa Zingone in una delle canoniche riunioni di redazione, che tale progetto è nato, prima nella mia mente e poi nella concretezza, grazie alla fiducia ed al supporto nel corso della sua realizzazione proprio della Dottoressa Zingone (mia correlatrice) e della professoressa Lalli (mia relatrice).

 

– Come cambia la comunicazione sportiva con l’approdo del Web? Quanta rilevanza danno ad esso le società sportive italiane?

Le società danno grande importanza alla “comunicazione online”; infatti, nel corso degli ultimi anni, è venuto ad affermarsi un nuovo modo di comunicare, più interattivo ed ottimizzato per il web. I contenuti, dunque, vengono “webbizzati” e resi facilmente fruibili dagli utenti. Il web, tramite i suoi applicativi, consente alle società di relazionarsi efficacemente con interlocutori diversificati, all’interno di una vera e propria infrastruttura tecnologica/digitale in rete, perseguendo finalità comunicative variegate attraverso modalità e contenuti specificamente generati. In tal modo, ogni società può realizzare un “avvicinamento” personalizzato nei confronti di molteplici interlocutori. In questo senso, quindi, il web non è soltanto un mezzo di comunicazione ma un vero e proprio strumento di marketing per la fidelizzazione dei fans e protagonismo dei tifosi.

 

– Come è strutturato un sito web tipo di una società di calcio? A quale aspetto danno più rilevanza?

Innanzitutto bisogna precisare che la tipologia di sito a cui ci si riferisce, non è da intendersi come semplice “sito vetrina” dove mettere in mostra i propri contenuti (nell’accezione che caratterizzava i siti nelle precedenti determinazioni del web), ma si configura come un vero e proprio portale di congiunzione tra la società ed i propri tifosi. In questo senso, quindi, il sito web è un mezzo di comunicazione completamente nuovo, dotato grandi potenzialità interattive.

Seppur con minime variabili di tipo grafico e/o di layout, la struttura del “sito web tipo” si compone di alcune sezioni standard. Le sezioni in questione sono la Home page, l’area news (area dinamica del sito, all’interno della quale sono raccolte le news riguardanti la società), l’area acquisti (all’interno della quale l’utente può effettuare acquisti, tramite, ad esempio, l’e-shop, o la biglietteria online), l’area statistiche (sezione del sito all’interno della quale sono inserite statistiche di squadra, classifiche, statistiche individuali riguardano ogni singolo giocatore e di squadra come classifiche, presenze giocaotri, reti, cartellini, assist ecc), l’organico (area del sito all’interno del quale viene inserito lo staff tecnico, l’organico della prima squadra e, spesso, delle selezioni giovanili), l’organigramma societario (sezione dove sono presenti tutti i membri della società), la sezione dedicata ai contatti (mediante la quale è possibile comunicare con la società), ed infine quello che può essere definito come “l’angolo community” (il quale rappresenta l’area con il più alto coefficiente di interazione, costituita da portali di discussione, come forum e live chat, direttamente inseriti nella struttura del sito, e/o dalla connessione diretta con i profili social ufficiali della società).

 

– Partendo dal presupposto che oggi tutto è marketing, in quale misura le società sportive utilizzano i loro spazi web ufficiali per valorizzare il proprio brand/immagine e/o per promuovere eventi, sponsor e gadget?

In questo senso, le società, oltre perseguire obiettivi in virtù di una comunicazione partecipata, utilizzano gli spazi web anche con il fine di “vendersi al meglio”, questo sia in termini di reputazione sportiva che per quel che riguarda il virtual merchandising.

Rocco Lucio Bergantino

Rocco Lucio Bergantino

 

– L’informazione sportiva è stata adattata ai social? Quali sono i social network più utilizzati dalle squadre di calcio?

Senza dubbio l’informazione sportiva, come accennato prima, ha dovuto subire un processo di “webbizzazione” caratterizzato da diverso approccio comunicativo per quanto riguarda l’informazione online, rispetto a quella offline. Tuttavia bisogna precisare che gli approcci comunicativi variano non solo il relazione alla dicotomia online/offline, ma anche in riferimento al tipo di portale web che si utilizza. In questo senso, ad esempio, Facebook (il più utilizzato tra i maggiori social network, da parte delle società prese in esame) in quanto social network generalista, massivo, dà la possibilità di lasciare molto più spazio alla discussione tra utenti; Twitter, invece, è caratterizzato da un approccio più “giornalistico”, in quanto microblogging e giornalismo partecipativo; Instagram, invece, in virtù della sua natura “più intima” e confidenziale, viene utilizzato per la diffusione di contenuti che vanno fuori dall’ordinario, come foto in momenti ludici e scherzosi.

 

– Grazie ai social network la partecipazione dell’utente è aumentata. In questo contesto, l’utente medio è il tifoso?

Nella maggior parte dei casi l’utente medio è sicuramente tifoso, tuttavia non è una regola in quanto un utente che si trova a navigare negli spazi web di una determinata società non è necessariamente un tifoso della squadra in questione, ma può essere, ad esempio, un semplice amante del calcio in generale in cerca di news.

 

– Hai riscontrato differenze tra il calcio italiano e gli altri Paesi, in questo nuovo mondo digitale? 

Nella concretezza, gli approcci comunicativi tra società del calcio italiano e quelle degli altri campionati sono sostanzialmente simili, nel senso che non vi sono più differenze di quelle che possono esserci tra due società del nostro campionato, in quanto ognuno può adottare modelli diversi e utilizzare i propri spazi come meglio crede (prediligendo, ad esempio, contenuti di impatto visivo come le foto, piuttosto che lunghi post testuali, indipendentemente dal campionato di appartenenza). È normale che se si va a prendere in considerazione società come il Real Madrid ed il Barcellona (le quali hanno fan page su Facebook con circa 90 milioni di seguaci) verosimilmente diventa difficile confrontare i loro dati con la fan page di qualsiasi società del nostro campionato. Ma questo è una diretta conseguenza della caratura internazionale dei club in questione e non dipende certo da una strategia comunicativa più efficiente rispetto ad altre.

 

– Perché hai scelto di approfondire proprio il caso “Inter”? Quali sono i punti di forza e, se esistenti, quelli di debolezza della società milanese?

Seppur possa sembra dettata da ragioni di “tifo” in realtà si tratta di una scelta ponderata (anche perché non è neanche la mia squadra del cuore). La valutazione che mi ha condotto a questa scelta ruota attorno al fatto che l’Inter, tra le 96 società prese in analisi, è una di quelle che fa l’utilizzo più equilibrato dei propri spazi web, senza trascurare nulla; nell’ottica di un percorso di analisi, quindi, sarebbe stato possibile (come è stato) ricavare, da una sola realtà presa in esame, molteplici spunti di interesse.

inter su twitter

Inter su Twitter

 

– Le tue conclusioni dopo il lavoro di ricerca?

In un’era come quella nella quale ci troviamo, dove il web rappresenta sempre più il principale veicolo di intermediazione e interconnessione tra individui, il mondo della comunicazione in ambito calcistico va ad iscriversi perfettamente al suo interno con un grande utilizzo, da parte dei suoi attori, dei vari applicativi e canali social; in tal senso, è chiaro come in questi ultimi anni si stia affermano una nuova determinazione dell’informazione sportiva in ambito calcistico, la quale viene a configurarsi come marcatamente partecipativa e, di conseguenza, porta l’utente a seguire le vicende sportive della propria squadra del cuore (e non solo), secondo un’ottica che non lo rilega più oltre i confini rappresentati dalle barriere comunicative ma che, di contro, lo proietta direttamente all’interno delle dinamiche che vengono a crearsi, in quello che può essere definito un “Calcio 2.0”.

 

– Ora che ti sei laureato Rocco, quali sono i tuoi progetti e i tuoi obiettivi futuri?

Fare tesoro delle tantissime nozioni, teoriche e pratiche, apprese in due anni di Compass, cercando di indirizzarle verso il raggiungimento del mio sogno che da sempre coltivo, ossia quello di entrare nell’ambito della comunicazione sportiva e, più specificamente, diventare (un giorno) un giornalista sportivo.

 

-Qualche consiglio per i futuri laureandi Compass?

Quello che posso dire è di avere sempre nuovi obiettivi da raggiungere, traguardi da tagliare, gradini da salire, e di fare tutto (che sia lo studio per un esame, oppure la frequentazione di un laboratorio) non “perché si deve” ma come passo importante per la propria crescita personale e umana. In bocca al lupo a tutti.

Abstract Tesi

Abstract Tesi

Francesco Tavella @checcotavella

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