StartUp Day targato Unibo. Idee e Team si incontrano per costruire i progetti di domani

Il 18 Aprile si è svolta la seconda edizione dello StartUp Day, il progetto che ha l’obiettivo di valorizzare la creatività di studenti e laureati favorendo l’innovazione. L’evento ha permesso ai giovani StarUpper di presentare i loro progetti e di incontrarsi con i players per poter costruire nuovi percorsi insieme. Perché un’idea, senza un team, non va da nessuna parte.

L’evento è stato ospitato presso il Teatro Comunale di Bologna ed è stato organizzato in collaborazione con StartYou Up e con il supporto dell’ufficio Job Placement dell’Università di Bologna.

StartUp Day nasce da un’idea di tre studenti, Stefano Onofri, Alessandro Cillario e Matteo Magnaricotte, che hanno formato un team lavorando con l’Università per creare un luogo dove idee e competenze si potessero incontrare.

Dei 144 progetti proposti, provenienti da tutte le scuole dell’Alma Mater, solo 30 sono stati selezionati ed hanno avuto la possibilità di raccontarsi e farsi conoscere. Da un lato quindi, nuove idee e futuri, si spera, imprenditori, dall’altro studenti, laureandi o neolaureati, i players, che hanno avuto un ruolo attivo durante tutta la giornata mettendosi in gioco partecipando alle sessioni di team meeting.

Ai tavoli di discussione ho partecipato anche io, la curiosità di conoscere da vicino alcuni dei progetti era forte come anche tanta è stata la voglia di testare le mie conoscenze.

Come ci si aspettava il tempo concesso per ogni seduta era limitato (circa 25 minuti) ma c’è stata comunque la possibilità di riflettere sulla validità e concretezza dei progetti. Un momento di confronto per cercare di dare risposta a quelle prime domande che si palesano quando ci si vuole tuffare in improvvisi momenti di creatività per dare subito il proprio contributo ad un’idea. E del tempo, al termine della chiacchierata, per scambiarsi i contatti per non lasciarsi scappare alcune occasioni e per poter, magari, scendere nei dettagli in secondo momento con più calma. E subito via, ci si alza e si vola ad un’altra sessione ad un altro tavolo.

Team meeting StartUp Day 2016

Photo Credits: Francesco Ferrara

La giornata è stata scandita, oltre che dalle discussioni con gli StartUpper, dagli interventi di speaker d’eccezione, invitati alla giornata per stimolare e alimentare le passioni e le idee dei partecipanti all’evento.

Tra questi ho seguito ultimi due interventi pomeridiani della giornata.

Massimo Milone dell’Innovation Center di Intesa San Paolo ha sottolineato la direzione smart, nel senso tecnologico del termine, che sta prendendo la nostra società e di conseguenza il fare impresa, con nuove idee che tendono sempre più ad essere connesse alla rete e che creano quei servizi che ci aiutano anche a semplificare azioni complesse della nostra vita quotidiana.

L’ultimo intervento, che ha chiuso la giornata dedicata alle StartUp, è stato quello di Oscar Farinetti, fondatore e presidente di Eataly.

Come in altre occasioni, Farinetti invita a riflettere sulle grandi potenzialità del nostro Paese, che spesso non vengono sfruttate, per ciò che riguarda la bio-diversità che ci caratterizza a livello agro-alimentare, l’unicità delle nostre risorse, non solo territoriali ma anche culturali, e la forza che risiede nelle persone e nelle loro idee. Un contributo teso a motivare i presenti a portare avanti i propri progetti e i propri sogni anche se a prima vista possono sembrare un po’ utopici, sempre però sulla base di una buona analisi inziale. Perché “l’analisi, i numeri, sono la cosa più importante!”.

Il lungo intervento del presidente di Eataly si può riassumere nei 7 punti da lui stesso elencati:

1. Non prendete mai consigli da noi vecchi;

2. Chiedetevi sempre dove avete sbagliato voi. “Basta con la storia della burocrazia lunga o delle banche che non finanziano i progetti. Queste sono le motivazioni di un popolo pigro”.

3. Quando avete una grande idea raccontatela in giro. Tenersi per sé un’idea non serve. In Italia abbiamo sempre il terrore di essere copiati. Solo raccontando un’idea capirete se è buona. E come? Quando riuscite a raccontarla in un minuto e mezzo e l’altro capisce. E se alla fine vi dicono “eh ma ci avevo già pensato io”, vuol dire che è buona.

4. Copiare! Non significa imitare, ma trovare una grande idea in un’altra realtà e portarla nel vostro ecosistema;

5. Think local, do global. Chi ha avuto la fortuna di nascere in un paese piccolo deve pensare di vendere le sue idee al mondo. “Noi italiani piacciamo un sacco nel mondo! Sappiatelo”.

6. Cercate di riconoscere il confine tra il difficile e l’impossibile. Cercate di non perdere tempo in cose impossibili. E’ importante far le cose al momento giusto.

7. Never never never give up!
La tenacia è la cosa più importante, mai mollare. La tenacia serve forse più di tanti altri requisiti.

A conclusione del suo intervento Oscar Farinetti ha concluso affermando che non è vero che non c’è più nulla da inventare. “Il più rimane ancora da fare, per questo il nostro futuro è meraviglioso”.

Francesco Ferrara

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