Strategie di personal branding: incontro con Francesca Sanzo

Martedì 19 aprile, nell’ambito del corso di Sociologia della Comunicazione Multimediale, tenuto dalla Professoressa Saveria Capecchi, è intervenuta Francesca Sanzo. Un incontro dedicato alla sua esperienza come digital coach e a come fare personal branding.

Francesca si occupa di blog e social media, aiuta le aziende e le persone a trovare la propria storia e trasformarla nel valore che le fa crescere online. Nel 2005 apre un blog: Panzallaria.com che è il suo progetto di personal storytelling, nel 2015 pubblica un libro: “102 chili sull’anima: la storia di una donna e della sua muta per uscire dall’obesità” che racconta la sua storia e il suo approccio al cambiamento. Il suo percorso l’ha ispirata e le ha fatto scoprire la sua vera vocazione, aiutare i propri clienti a parlare di sé.

Che cos’è dunque il personal branding?
E’ il modo in cui ci raccontiamo: il nostro reale curriculum che molto spesso emerge da Google, bisogna quindi controllare ed eventualmente modificare in che modo questo motore di ricerca ci presenta al mondo.
Francesca Sanzo ci racconta il modo in cui il suo blog è diventato il suo personal brand, e sottolinea come imparare a scrivere e parlare di sé sia fondamentale. Online servono infatti persone con competenze sui contenuti. Non bisogna avere timore di raccontare la propria storia, noi siamo lo stile narrativo che utilizziamo (personal storytelling).
Quando ci si narra online, bisogna saper mixare sapientemente contenuti legati alle proprie competenze a contenuti personali e bisogna essere coerenti con il proprio modo di essere.
Altro passo fondamentale diventa quello di riuscire ad incarnare la propria storia, ovvero lo story making, non bisogna avere paura di essere sé stessi anche nelle debolezze, quello che impari lo diventi, nell’incarnare ciò che si scrive si diventa protagonisti del proprio processo creativo.

Cosa serve?
-Competenze: acquisite attraverso la lettura e lo studio;
-capitale narrativo: ciò che si impara;
-generosità: condivisione di ciò che si impara;
-apertura: avere il coraggio di cambiare idea.
Una storia funziona se genera empatia, è coerente ed inclusiva, deve riuscire a mischiare le emozioni. Bisogna imparare a mettersi in gioco in prima persona, imparando dai propri errori e senza farsi bloccare dalla paura di sbagliare, è importantissimo leggere ed esercitarsi nella scrittura online e coltivare la propria community essendo propositivi e senza scoraggiarsi.

Narrarsi online
Il primo step è rappresentato dalla scelta degli obiettivi. Bisogna essere in grado di trasformare il proprio percorso in un’avventura e coinvolgere le persone nel racconto.
Il consiglio di Francesca è quello di partire da carta e matita, creare una sorta di mappa mentale, porsi delle domande ed imparare il meccanismo dei luoghi online.
Non bisogna avere paura di usare uno stile personale, è bene imparare ad essere coraggiosi ed inserire qualcosa di sé nel testo, ogni esperienza è importante e può trasformarsi in un valore per la propria narrazione. Nel nostro lavoro c’è la nostra storia, quello che siamo oggi e quello che eravamo ieri, infatti non bisogna aver paura di cambiare il proprio stile di scrittura.

Il blog
Il blog deve essere identificato come la propria casa, la casa che viene acquistata e non affittata, come potremmo immaginarci lo spazio che abbiamo su Facebook.
Prima di aprire un blog pensiamo al perché lo vogliamo aprire. Prendiamo carta e penna, post it e matite, o apriamo un file digitale e mettiamo in fila tutti gli argomenti di cui vogliamo parlare.
Nello scrivere il nostro blog dobbiamo tenere in considerazione alcuni suggerimenti; innanzitutto considerare ogni post come una microstoria, secondariamente tenere in considerazione il fatto che l’homepage sia morta, ed inoltre cavalcare notizie di attualità. Può essere molto utile seguire blogger di successo e studiare il loro stile di scrittura e le modalità con le quali comunicano.

Per finire Francesca ha indicato alcune linee guida da seguire sempre. Per citarne qualcuno, essere concreti, utilizzando verbi che invitino all’azione ed eliminando aggettivi superflui, ma soprattutto non dare mai nulla per scontato.

Cecilia Ferrari

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