Innovazione sostenibile: quando la sostenibilità diventa strategia d’innovazione

Lo scorso 12 aprile l’aula Poeti della Scuola di Scienze Politiche ha ospitato l’apertura della terza tappa de “Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale”, organizzata grazie alla collaborazione tra Impronta Etica e SCS Consulting. L’evento ha visto la partecipazione di diversi stakeholder locali e ha voluto dimostrare come innovazione e sostenibilità siano direttamente connessi con il progresso economico e sociale del nostro territorio.

pina lalli innovazione sostenibile

Credits: Elena Paganini

Come sostenuto da Marisa Parmigiani, segretario generale di Impronta Etica, l’associazione ha da sempre supportato l’idea che la sostenibilità fosse un elemento distintivo e di competitività rispetto al mercato: sostenibilità intesa non come greenwashing o greenmarketing, di facciata, ma come effettivamente integrata nei processi di business e nella catena di valore aziendale. Il consumatore sta infatti sviluppando maggiore consapevolezza riguardo alle sue scelte, che modificano le dinamiche del mercato in favore delle imprese sostenibili.

Secondo Pina Lalli (Vice Presidente della Scuola di Scienze Politiche) a causa di queste nuove dinamiche di scelta nello scambio diventa importante la fiducia, che è da intendersi non soltanto come responsabilità e trasparenza dell’organizzazione nei confronti degli azionisti, ma anche nei confronti di cittadini, consumatori, abitanti del territorio e personale interno. Alla base della fiducia, come sottolineato da Vincenzo Baccari (Studente Unibo – CSRnative) vi è la comunicazione, elemento chiave per l’integrazione della sostenibilità all’interno delle aziende, ma anche all’esterno per il miglioramento dell’ambiente e della collettività. L’importanza della comunicazione viene rimarcata anche da Rossella Sobrero: è necessario fare chiarezza, e quindi semplificare il linguaggio non solo per informare, ma soprattutto per realizzare un engagement delle persone. Diventa rilevante anche per le imprese, perché chi non comprende che la sostenibilità deve entrare a far parte della strategia aziendale rischia di essere tagliato fuori dal mercato, caratterizzato sempre più dalla concorrenza.

Il ruolo delle Università
La sostenibilità deve essere integrata nel business attraverso le competenze avanzate che i giovani devono acquisire, e la formazione di tali competenze diventa importante fin dall’ingresso degli studenti nel mondo accademico: Elena Trombini, prorettore agli studenti dell’Università di Bologna, sottolinea come sia importante creare un senso di appartenenza, sentirsi parte di un “noi” per mettere in campo le risorse e le abilità di cui si è capaci contribuendo a un cambiamento sostenibile.

Elena Trombini innovazione sostenibile

Credits: Elena Paganini

Non solo. Pina Lalli ricorda che grazie all’interesse degli studenti sviluppatosi in questi ultimi anni si è scoperto che spesso l’innovazione passa anche per la piccola-media impresa, la quale grazie agli strumenti economici (spesso scarsi) di cui dispone riesce a fare innovazione sostenibile. La parola chiave diviene dunque ricerca, intesa come monitoraggio costante e sostegno reciproco. Ricerca ma, come evidenziato da Rosa Grimaldi (Docente Unibo), anche imprenditorialità, ossia una serie di iniziative per portare conoscenze e competenze e creare condizioni durature per l’inserimento degli studenti nel mondo aziendale.

Innovazione e sostenibilità
Giulia Balugani (SCS Consulting) definisce la sostenibilità come la capacità di un sistema, di un’organizzazione o di un’impresa di tenere in equilibrio nel tempo (di sostenere) la prosperità economica, l’attenzione agli stakeholder interni ed esterni e la mitigazione degli impatti ambientali. Per anni si è parlato di sostenibilità riconducendola soprattutto ad aspetti ambientali, mentre la CSR (Corporate Social Responsibility) toccava anche gli ambiti economici e sociali. Oggi non è più così, perché la sostenibilità è intesa a tutto tondo, e in alcuni casi vengono usati come sinonimi.

Giulia Balugani Sostenibilità

Credits: Elena Paganini

Centrale è il tema della riduzione dell’impatto ambientale: l’innovazione sostenibile è obiettivo primario per garantire crescita economica, e la sfida è quella di capire come conciliare tale crescita alla stabilizzazione ambientale, transitando verso una new climate economy. Questa transizione è guidata da trattati e accordi internazionali, come il COP21, o i pacchetti europei Clima e energia 2030 e sull’Economia circolare, i quali hanno come obiettivo l’introduzione di misure competitive che portino a un minor utilizzo delle risorse.
Luca Lambertini, professore di economia ambientale presso l’Università di Bologna, spiega come crescita verde non significhi carbon free, ma riportare la tecnologia a livelli che la possano rendere sopportabile dai giacimenti del nostro pianeta: non possiamo infatti permetterci di lasciare ai nostri posteri un’economia in cui essi non hanno la stessa speranza di vita di oggi.
Ma la sostenibilità non è solo ambientale: per un’impresa significa anche individuare modalità di sviluppo sociale ed economico in cui si opera creando valore. E questo può avvenire soprattutto a livello territoriale.

Innovazione e sostenibilità come fonte di competitività per il territorio
L’intervento di Matteo Lepore (Assessore Economia, Turismo, Relazioni Internazionali del Comune di Bologna) ha disegnato un quadro del nostro territorio, al cui interno vivono le persone e crescono le imprese, e in cui l’amministrazione deve raggiungere gli obiettivi di innovazione sostenibile. Fondamentali sono i beni comuni, e per questo motivo l’amministrazione ha creato i Patti di Collaborazione, strumenti che permettono ai cittadini di individuare un bene per prendersene cura, chiedendo all’amministrazione comunale di stringere un patto. È attraverso di essi che si crea cittadinanza e appartenenza e numerose sono le iniziative, quali il Bando Incredibol o il Mercato Suonato in San Donato. Partire dunque dalla comunità per costruire percorsi di innovazione, ecco la scelta che rende sostenibile lo sviluppo urbano.

Matteo Lepore innovazione sostenibile

Credits: Elena Paganini

Beni comuni ma anche agricoltura biologica, ossia la scelta di assumersi la responsabilità di fare del proprio oggetto di lavoro lo strumento di cambiamento. Alce Nero sta dimostrando come tali economie siano possibili: l’agricoltura industriale si è portata dietro una squalificazione del lavoro in cui gli agricoltori sono operatori che devono solamente applicare processi al terreno da coltivare. Il biologico invece sta portando lavoro qualificato, dove la cosa fondamentale è conoscere il proprio campo per ristabilire il legame tra l’uomo e la terra.

Un altro esempio portato al “Salone della CSR e dell’innovazione sociale” è stato quello di Granarolo. Myriam Finocchiaro ha dichiarato come negli anni l’azienda sia cresciuta in modo significativo, perdendo di vista l’attenzione ad aspetti legati alla sostenibilità ambientale e sociale. Di recente ha compreso però che questi temi sono molto importanti per i suoi stakeholder, e ciò è avvenuto attraverso l’ascolto delle persone, soprattutto in rete: qui è stata fatta un’analisi dei brand che Granarolo rappresenta, esaminando al tempo stesso l’uso di parole come latte, veganesimo o vegetarianesimo che condizionano l’atteggiamento delle persone nell’acquisto dei prodotti. Quest’attività di ascolto ha portato a investire su prototipi di bottiglie biocompostabili, alla conversione verso il biologico, ma anche a progetti di cittadinanza attiva: uno dei programmi di successo è Allattami, la Banca del latte umano donato a Bologna: le mamme dichiarate idonee donano il latte, che verrà poi pastorizzato e distribuito agli ospedali che hanno terapie intensive neo-natali: questo progetto, che ha avuto un grande successo presso il Sant’Orsola, sta varcando i confini bolognesi per arrivare anche a Ferrara, Imola e Parma.

Infine un esempio di cosa significhi sostenibilità da un punto di vista sociale è stato presentato da Alessandro Tortelli, presidente di Piazza Grande. Il mondo in cui viviamo si trova infatti di fronte a delle sfide enormi in cui non possiamo accettare che le persone nelle nostre città vivano in condizioni di povertà estrema. Ciò è infatti un costo sociale da dover affrontare, ma ogni spesa per fare fronte tale problema deve invece essere vista come un investimento: la povertà non è da intendere come assenza di cose, ma come assenza di opportunità, e dare potere alle persone può significare rendere i servizi più efficaci e meno costosi. L’impresa sociale può quindi produrre valore per la comunità e rendere il nostro paese migliore.

Sostenibilità, comunicazione, fiducia, istruzione, territorio: sono dunque questi alcuni degli elementi centrali di cui si è discusso nella sede di Scienze Politiche. Temi che vogliono essere stimoli di riflessione spinta dall’esigenza di un futuro che sia in grado di sostenere la prosperità economica, l’innovazione, l’attenzione agli stakeholder e la mitigazione degli impatti ambientali.

Elena Paganini

Un pensiero su “Innovazione sostenibile: quando la sostenibilità diventa strategia d’innovazione

  1. Pingback: Innovazione sostenibile e consumatore digitale | CompassUnibo Blog

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...