La sicurezza dei metodi di comunicazione

Quanto possono essere considerate sicure le nostre connessioni su internet? Quali sono i rischi che possiamo correre all’interno della rete? Le nostre password potranno mai essere rubate? Cerchiamo di capire come il mondo della comunicazione e la sua relativa privacy stanno cambiando.

Ormai i social network ed ogni altro mezzo di comunicazione hanno completamente cambiato la vita di tutti i giorni di un utente. Facebook, Twitter e le app di messaggistica istantanea come Whatsapp hanno dato a tutti la possibilità di avere una connessione anche con persone che si trovano dall’altra parte del mondo. Il vantaggio che ha portato la tecnologia moderna deve però essere messo in contrapposizione con la minore privacy di ciascun utente nel campo delle comunicazioni. Infatti basta fare un giro su internet per vedere quanti modi ci sono per appropriarsi di password, mail e addirittura dei profili di una persona sui social network. Sono proprio loro, gli hacker di professione, che minano il tanto famoso “diritto alla riservatezza”.

Ma proviamo innanzitutto a capire cosa fanno e perché. In generale essi sono degli esperti di sistemi informatici in grado di introdursi in reti informatiche protette, con lo scopo di acquisire un’approfondita conoscenza del sistema sul quale intervengono, per poi essere in grado di accedervi o adattarlo alle proprie esigenze. Cercano strade alternative a quelle esistenti, spesso vincolate da copyright e soggette a forti interessi economici. Non cercano informazioni che sono irrilevanti, ma sono alla ricerca di dati e notizie cruciali da poter sfruttare. Negli ultimi anni hanno fatto grandi passi in avanti, non lavorando solo singolarmente, ma spesso collaborando tra di loro creando un vero e proprio gruppo di hacktivisti. Ebbene si, lavorano in gang, pianificano i loro i loro blitz a tavolino per raggiungere i loro obiettivi. A testimonianza di questo, è stata creata una nota serie televisiva statunitense dal titolo Mr. Robot, divenuta una delle serie di maggior successo nel 2015 che descrive la vita degli hacker mostrandone il tipo di organizzazione.

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Una delle frasi simbolo del telefilm “Mr. Robot”

In principio, gli hacker spaventavano soprattutto grandi aziende, le quali cercavano di proteggere enormi quantità di dati dal famoso virus chiamato “cavallo di troia”, che è in grado di criptare tutti i file di un pc solo attraverso un click. Pian piano però anche i singoli utenti sono stati attaccati. Perfino il mondo delle celebrità ha subito un famoso attacco a immagini e video personali, dove sono stati colpiti molti divi di Hollywood colpendo i loro iCloud, ovvero sistemi di archiviazione di documenti in rete, ideato dalla Apple, che è stato violato dai famosi hacker di Anonymous. Scandalo chiamato “celebgate” in cui, tra le vittime, spiccano nomi quali: Scarlett Johansson, Rihanna, Paris Hilton e Emily Ratajkowski. La nota casa produttrice fondata da Steve Jobs fin da subito si è difesa affermando la massima sicurezza del sistema iCloud dando la colpa alle password deboli e inefficaci delle stesse star hackerate. Anche se minimamente rassicurante, tutto questo ci fa capire che nessuno è completamente al riparo dalla possibile violazione della propria privacy. Tutt’ora non si sa ancora chi siano i responsabili di questa intrusione, poiché è quasi impossibile, riuscire a rintracciarli tramite il loro indirizzo IP.

La Apple si è ritrovata immischiata anche in un altro famoso caso, quella dello sblocco dell’Iphone del terrorista Syed Farook autore della strage di San Bernardino, da parte dell’FBI. È stato un grandissimo colpo di scena che riguarda la privacy degli iPhone e delle indagini sui terroristi e altri crimini. Non è ancora chiaro come gli agenti dell’Ufficio Federale d’investigazione siano riusciti ad accedere a queste informazioni, ma questo ci dovrebbe far riflettere su come la sicurezza dei nostri smartphone spesso sia oltrepassabile.
Gli hacker ovviamente non risparmiano nemmeno tutte quelle persone che fin ad ora hanno goduto dei famosi “paradisi fiscali”. Anche per loro sta tremando la terra sotto i piedi, soprattutto dopo il caso dei Panama Papers. Molti giornalisti si sono uniti per pubblicare documenti, pervenuti da fonti anonime, che rivelano come leader internazionali, celebrità e altre persone ancora abbiano sfruttato società off shore per non rendere pubblici i loro patrimoni e, in alcuni casi, forse per evadere il fisco o nascondere attività illegali.

Ma aldilà di queste storie, noi cittadini abbiamo un modo per difenderci? Whatsapp ci viene in contro, cercando di salvaguardare le nostre conversazioni. Molti di voi avranno visto la comparsa sulle proprie chat della crittografia “end-to-end” che ha lo scopo di rendere molto più difficile intercettare messaggi e chiamate effettuate tramite WhatsApp che ha scelto di utilizzare il Signal Protocol della Open Whisper System. Si tratta di un cambiamento importante che permetterà agli utilizzatori di uno dei servizi di messaggistica più utilizzati al mondo, di mantenere la massima riservatezza sui propri dati personali evitando la raccolta di informazioni sensibili riguardanti l’utente o l’utilizzo che fa del servizio.

whatsapp-crittografia-end-to-end

Questi appena descritti sono solo alcuni degli ultimi avvenimenti resi noti al grande pubblico. Ogni giorno però, da un momento all’altro, sia il singolo utente, sia un’organizzazione o un’istituzione possono, per esempio, subire un phishing, ovvero una truffa ai danni dei propri dati personali.
A voi è mai successo di essere stati “hackerati”? Avete mai conosciuto qualcuno a cui è capitato? Le vostre password sono a prova di hacker?
Marco Fabiani

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