Progetto Overseas: l’esperienza di Isabella a San Paolo

A Febbraio la nostra collega Isabella Mongiello ha iniziato la sua esperienza di Overseas in Brasile, nella città di San Paolo. Il suo progetto è ancora in corso e noi l’abbiamo intervistata per conoscere le sue prime impressioni su questa esperienza e qualche informazione sull’università brasiliana che frequenta.

Isabella Brasile

Isabella Mongiello

Perché hai deciso di iniziare questa esperienza di Overseas e come mai hai scelto il Brasile?

Ho deciso di fare questa esperienza perché, oltre ad essere importante per la ricerca di lavoro, avevo la necessità di mettermi alla prova, gettandomi in un mondo completamente diverso dal mio. Inoltre il Brasile è una terra che da sempre mi affascina, per la sua natura e diversità. Ogni giorno che passa sono sempre più innamorata di questo posto!

Come ti sei preparata per la partenza? Quale è stata la parte più difficile dei preparativi?

La preparazione per la partenza è stata dura, ma anche l’ arrivo non è stato facile. Il Brasile è un paese con tanta burocrazia, richiede molti documenti: passaporti, visti, assicurazione sanitaria ecc.. Il visto è stata la parte più difficile. Sono dovuta andare a Milano personalmente due volte, per richiedere e per ritirare il visto. L’ambasciata poi necessita di una serie di documenti  tra cui gli estratti conti dei genitori, i carichi pendenti, biglietto di andata e ritorno per il Brasile. Insomma c’è tanto da fare prima della partenza.

Come hai trovato casa?

La casa è stata molto difficile da trovare. Ho chiesto informazione all’ostello in cui alloggiavo, alla gente che ho conosciuto, ma poi l’ho trovata su Facebook. Qui esistono le Repubbliche: case molto grandi condivise dagli studenti universitari. Su Facebook ci sono molte pagine in cui i ragazzi stessi scrivono gli annunci, mettono foto ecc.. Funziona  come in Italia, solo che in una casa possono esserci anche 20 persone. La prima casa in cui ho abitato era composta  da 14 persone, le camere erano molto piccole ma la sala era grande e c’erano tanti spazi comuni. Purtroppo sono dovuta andare via dopo due giorni da quella casa perché ho scoperto dell’amianto all’interno dell’ abitazione. Dopo questa piccola disavventura però ho trovato la casa dove attualmente abito, che è molto più grande e con molta meno gente. Vivo in una zona tranquillissima, molto vicino alla metropolitana .

Come si chiama l’università che frequenti? Com’è organizzata?

L’università si chiama Universidade de São Paulo (USP), è un università pubblica e completamente gratuita. Viene considerata la migliore università dell’America Latina, per poter entrare è necessario passare un test che, a livello di proporzione, conta 1 posto per 75 richieste di ammissione.

L’ università è situata in un luogo chiamato cidade universitaria (città universitaria) che è una vera e proprio città, è organizzata con autobus gratuiti per gli studenti, ogni fermata del bus è vicina a una facoltà e porta il suo nome . Oltre ad essere completamente immersa del verde, con alberi giganteschi e palme ovunque, c’è la possibilità di fare sport all’interno della città universitaria, dal calcio maschile e femminile, alla canoa, al basket, alla capoeira ecc.. (ovviamente sempre tutto gratuito). All’ interno dell’ università esiste il bandejão ovvero la mensa universitaria, il costo per un pasto completo è di 1,90 reais per gli studenti, che corrisponde a 44 centesimi di euro. L’ università ha anche a disposizione un cinema per gli studenti di arte, ogni settimana gli studenti di cinema mettono a disposizione un film a cui tutti gli studenti possono accedere gratuitamente.

Hai trovate differenze nel metodo di studio richiesto durante i corsi?

Io frequento il corso di marketing, che si trova nella USP leste, situata nell’ area est della città. Il metodo di insegnamento è molto diverso qui, le classi sono composta da 15-20 persone massimo, i professori danno dei compiti settimanali e dei progetti da svolgere durante tutto il corso. Non è necessario studiare sui libri, molti professori non danno una bibliografia utile per orientarsi. La frequenza è obbligatoria, ogni mattina viene fatto l’appello e la regola generale vuole che si possano saltare 4 lezioni, se di più non si potrà sostenere l’ esame alla fine del corso, ma solo nel secondo appello utile a luglio (in totale ci sono solo 2 appelli).  L’ università assorbe gran parte del mio tempo, tra esercizi e progetti sono all’università tutto il giorno tutti i giorni.

Come sono organizzati gli esami? In che lingua dovrai sostenerli?

Gli esami sono scritti, parte del voto è determinata dagli esercizi e dai progetti che si fanno durante le lezioni. Gli esami dovrò sostenerli tutti in portoghese.

Com’è la vita a San Paolo? Come sono i brasiliani e com’è il cibo?

La vita qui è molto diversa, le persone sono sempre tutte di corsa e si spostano da una parta all’ altra della città in continuazione. San Paolo è una megalopoli, è qui il centro economico di tutto il Brasile. Per quanto riguarda le persone penso che questa città  sia un caso a parte, molti infatti mi parlano dei “veri brasiliani”, quelli che vivono in città più piccole. San Paolo ospita ben  11,3 milioni di persone di differenti culture, sono qui da poco tempo ma per quello che ho potuto vedere posso affermare che se c’ è una cosa che caratterizza i brasiliani: il sorriso. La gente qui lavora sodo ma nessuno si lamenta, non ho mai visto un brasiliano arrabbiato o che non fosse pronto a darmi una mano quando ne avevo bisogno. Per la questione cibo, qui c’è molta varietà e molta influenza italiana poiché San Paolo ospita ad oggi la più grande popolazione italiana (fuori dall’Italia ovviamente). Ho conosciuto tantissimi ragazzi e ragazze che hanno nonni o bisnonni italiani, e quando parlo con loro sono molto curiosi di conoscere le loro origini. Quando mi chiedono di dove sono, rispondo che sono di Bologna pensando che per loro sia più facile riconoscere la zona da cui provengo, ma nessuno sa dove si trova. La cosa divertente è che qui mangiano il molho bolognesa, il nostro ragù alla bolognese, e quando dico che provengo  dalla città che ha inventato il ragù, la gente rimane incredula ed inizia a farmi mille domande sulla città.

Che consiglio daresti a chi vorrebbe fare questa esperienza di Overseas a San Paolo?

Il consiglio che mi sento di dare è non abbiate paura. San Paolo può spaventare un europeo, è una città di contrasti perché vivono contemporaneamente il lusso e la povertà estrema. Questa città mi sta insegnando molte cose, prima di tutto che è inutile lamentarsi. Se deciderete di fare questa esperienza dovrete essere coraggiosi, non fatevi spaventare dalla grandezza della città, non fatevi spaventare dalla gente povera, perché qui ce n’è tanta. E’ importante avere qualche accorgimento quando si gira per la città in determinate zone, ma fatto questo scoprirete un luogo meraviglioso, fatto di cultura, diversità, allegria e buona musica.

Cristina Musso

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