Share It l’evento di comunicazione per associazioni no profit

Oggi vi parliamo di “Share It” il Training Course organizzato dall’associazione Scambieuropei sulla promozione di strumenti e tecniche di social media marketing per le per le Associazioni No Profit (ONG) che ha coinvolto numerosi partecipanti da diversi paesi europei per apprendere e dire la loro su tutto ciò che riguarda la comunicazione online 2.0 .

Ma partiamo dall’inizio. Scambieuropei è un progetto nato nel 2009 dall’incontro di due ragazzi che hanno sentito il bisogno di rendere più accessibili le informazioni sulle numerose possibilità che i giovani hanno per poter intraprendere esperienze all’estero, troppo spesso poco pubblicizzate o nascoste nei meandri di siti istituzionali. Da questa esigenza viene creato così il primo portale italiano sulla mobilità giovanile in Europa e nel mondo che mette a disposizione informazioni rapide e complete riguardo a borse di studio, offerte di lavoro e tirocini all’estero, sul Progetto Leonardo, SVE e scambi culturali.

Nato come blog di respiro europeo, nel giro di pochi anni si trasforma in una vera e propria miniera di informazioni per tutti quei giovani desiderosi di sperimentare esperienze lavorative e di studio fuori dai propri confini, diventando così un’associazione culturale direttamente coinvolta nell’organizzazione di progetti e nella loro promozione e diffusione.

Welcome Share it

[credits by Scambieuropei]

Per capire meglio come si è svolto “Share It”, l’evento sulla comunicazione 2.0 per associazioni no profit, e quali sono state le tematiche affrontate ho fatto qualche domanda a Eleonora Schulze Battman, collaboratrice editoriale e social media manager, nonché ex studentessa di Compass laureatasi lo scorso Novembre, che durante i giorni del training course ha contribuito come esperta di comunicazione.

Qual è stato il programma delle varie giornate? Come avete documentato le attività?

Il training course “Share It!”, organizzato da Scambieuropei a Bologna dal 24 al 31 ottobre 2015, ha trattato come tematica centrale le strategie e gli strumenti di comunicazione per le associazioni no-profit. Per tutta la durata del progetto, il team di Scambieuropei ha trattato argomenti diversi, cercando di ampliare le conoscenze e la formazione dei giovani partecipanti provenienti da tutta Europa. Durante il progetto i ragazzi hanno anche avuto modo di visitare musei e altre “best practices” della realtà bolognese, quali Dynamo e Sfera Cubica, in modo da eseguire una sorta di formazione itinerante e allo stesso tempo far conoscere la città. I partecipanti e l’Associazione hanno condiviso sui propri profili social le foto e i momenti più significativi del progetto, segnalando l’hashtag #shareitbo. E’ stato creato uno Storify che raccoglie tutte queste testimonianze in un’unica pagina, un ottimo modo per seguire passo dopo passo il corso di formazione.

Workshop.jpg

[credits by Scambieuropei]

– Quali sono stati i temi, o le piattaforme, affrontate e analizzate?

Prima di tutto, questo tipo di training course o scambi culturali prevede durante il primo giorno delle attività di “ice breaking” per far conoscere e familiarizzare tutti i partecipanti. Nei giorni seguenti, invece, sono stati trattati gli argomenti chiave del progetto utilizzando metodi di educazione informali. Pertanto sono state organizzate attività quali: la costruzione di un piano di comunicazione per le organizzazioni partner; la presentazione e visita di altre associazioni, anch’esse molto presenti sul web; e infine ci sono state due giornate dedicate alle strategie e agli strumenti di comunicazione per il no-profit, trattando anche il digital, il social marketing e le tecniche di crowdfunding.

-Gli ospiti stranieri erano lì solo per imparare oppure ognuno ha presentato il proprio caso e la propria esperienza?

Al training course hanno partecipato 7 diverse associazioni dell’Unione Europea: Italia, Spagna, Croazia, Cipro, Lettonia, Turchia e Portogallo, per un totale di 24 partecipanti. Alla fine del progetto ogni paese ha presentato il proprio piano di comunicazione, prendendo come riferimento la propria “Sending Organization” o un’associazione da loro ideata.

– Eravate già in contatto con i ragazzi delle associazioni ospiti?

Come qualsiasi altro training course o scambio culturale, la selezione dei partecipanti è stata effettuata dalle nostre associazioni partner straniere (eccetto per i partecipanti italiani).

– Quanto è diventata importante impostare una strategia di comunicazione online e sui social network per il settore del No Profit?

Per Scambieuropei il mondo della comunicazione online e dei social network è fondamentale ogni giorno. Perciò impostare una strategia di comunicazione online è estremamente importante, specialmente per il settore no-profit. La nostra mission è promuovere la mobilità giovanile europea, pubblicando ogni giorno sul nostro sito offerte di stage, lavori, scambi interculturali, servizi di volontariato europeo, borse di studio, corsi di formazione e tante altre occasioni importanti per i giovani sia da un punto di vista personale che professionale.

About communication 2.0

[credits by Scambieuropei]

Strumenti quali il Web e i Social Network ci permettono di soddisfare i nostri obiettivi, raggiungendo un pubblico più ampio, e tutta la redazione è sempre pronta a sostenere ogni singolo utente, rispondendo ad ogni email, messaggio e intervenendo ad ogni commento presente sui Social Network, perché sono gli utenti la cosa più importante. La nostra associazione e le nostre strategie di comunicazione online sono state presentate anche durante il training course “Share It!”, e ne è risultata una grande partecipazione e coinvolgimento da parte dei giovani partecipanti stranieri.

Il nostro principale canale di informazione online è sicuramente il sito internet, seguito dalla nostra pagina Facebook, Twitter, LinkedIn e da poco anche Instagram. Con il nostro lavoro, Scambieuropei rappresenta dal 2009 un punto di partenza per tutti i giovani italiani che hanno voglia di  mettersi in gioco in Europa e nel Mondo.

-Avete avuto modo di fare un confronto tra la situazione italiana e quelle straniere ospitate riguardo l’utilizzo di strategie di comunicazione? Quali sono le realtà che meglio stanno sfruttando le potenzialità dei nuovi media?

Tutte le associazioni partner che hanno partecipato a “Share it!”, quali Oportunidades Europeas (Spagna), Do Sveta (Repubblica Ceca), Baltic Regional Fund (Lettonia), Gaziantep Eğitim Ve Gençlik Derneği (Turchia), Akm Kasta Morrelly (Romania), e Droni (Georgia) sono presenti anche online. Tutte possiedono un proprio sito web o blog e quasi tutte hanno anche una pagina su Facebook o Twitter. Tuttavia abbiamo potuto riscontrare che le realtà son ben diverse dalla nostra, ma ognuna, nel suo piccolo, cerca di sfruttare al meglio la grande forza del Web.

– Com’è la risposta del pubblico alle strategie che applicate? L’engagement del pubblico è diverso nel settore del No Profit rispetto a quello prettamente commerciale? A grandi linee hai/avete notato differenze negli atteggiamenti?

Il nostro pubblico è composto da giovani, dai 17-18 anni a oltre 30 anni. Avendo questo target dobbiamo puntare verso un determinato tipo di comunicazione e di contenuto, perciò le nostre strategie sono abbastanza diverse rispetto a quelle di un’azienda. Gli atteggiamenti e l’engagement del pubblico, a nostro parere, sono estremamente diversi, ma tutto dipende dalla tematica trattata dall’associazione no-profit in questione.

– Soddisfatti di questa edizione? Avete in programmi altri Training Courses in futuro?

Siamo rimasti molto soddisfatti della riuscita di “Share It!” e per il futuro abbiamo tanti progetti in mente, cercando di toccare anche tematiche diverse. In un’iniziativa come quella di uno scambio culturale o di un training course, gruppi di giovani provenienti da contesti diversi e da più paesi hanno l’opportunità di incontrarsi, discutere e confrontarsi su diversi temi, nonché di acquisire conoscenze sui rispettivi paesi e contesti culturali. Il tutto aiuta a creare, costruire e rafforzare il sentimento di cittadinanza europea, già abbastanza forte a livello politico, ma non a livello culturale e personale. Noi continueremo a lavorare verso questo obiettivo, continuando a promuovere iniziative come “Share It!”, sensibilizzando i giovani italiani ed europei verso questo tipo di proposte formative.

Francesco Ferrara  ( @_francooo_ )

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