Coniugare emozioni e marketing: come? Ce lo spiega Valentina Gottardo nella sua tesi di laurea magistrale

Come ogni anno, nel mese di marzo, arrivano applausi, fiori e corone d’alloro per i laureati Compass, proclamati dottori magistrali in Scienze della comunicazione pubblica e sociale.

 

vale

Valentina Gottardo

In quest’ultima sessione tra i neodottori c’era anche Valentina Gottardo, vicentina di nascita, che ha elaborato una tesi in Models of marketing con il professore Massimo di Menna in qualità di relatore.
Vengono sviluppati due ambiti molto importanti per questo nostro corso di studi, così come si evince già dal titolo stesso della tesi: il marketing artistico come processo culturale: una costumer satisfaction delle emozioni.

Composta di cinque capitoli, la tesi di Valentina passa da uno studio teorico abbracciando temi quali “studi sulla cultura”, “creatori e ricevitori culturali”, “ il settore artistico tra creatività e marketing” per arrivare ad un’analisi empirica fatta direttamente sulla mostra “CIRCOLARE” di CaravanSetUp e la rappresentazione delle emozioni. Argomenti che meritano un approfondimento anche su questo blog e che abbiamo deciso di far presentare direttamente alla neo-dottoressa, con la speranza che la sua tesi di laurea possa essere una fonte di spunti e riflessioni anche per altri studenti in comunicazione.

Danila: come mai hai scelto questo argomento come approfondimento per la tua tesi di laurea?

Valentina: In primo luogo perché ho un forte interesse riguardo le nuove strategie di marketing. Nonostante io abbia visto che il marketing emozionale, quello che ho deciso di analizzare, sia un po’ difficile da concretizzare, poiché spesso molto fumoso e perché le emozioni sono difficili da misurare, ho notato che se viene messo in parallelo con le caratteristiche culturali e sociali delle persone può farci capire realmente i gusti artistici di un dato gruppo sociale e spiegare quali sono i meccanismi di interazione che confermano le loro scelte.

D: Trattando di marketing, hai usato qualche strumento in particolare?

V: Ho usato lo strumento della customer satisfaction, cioè la soddisfazione del cliente, che normalmente viene utilizzato in ambito commerciale e ho cercato di adattarlo al settore artistico il quale si è sempre un po’ escluso dal marketing poiché l’arte si è sempre definita elitaria o d’elitè. Invece in questo tipo di organizzazione dove ho lavorato nel periodo in cui ho scritto la tesi, hanno trovato degli aspetti positivi nell’utilizzazione di questa tecnica. Mi sono distaccata dal classico questionario utilizzando anzi, una rilevazione più emozionale essendo l’emozione sia la motivazione che porta un utente a diventare visitatore della mostra sia la sua soddisfazione.
Ed è proprio la soddisfazione il punto cruciale: nell’ambito commerciale, con la customer satisfaction vai a giudicare quanto quel servizio ha soddisfatto il cliente, sperando sempre in una risposta positiva. Nella mostra d’arte non si può dire “questa opera mi ha soddisfatto” poiché anche se il cliente ha provato un’emozione negativa può comunque essere un gradimento.

Customer
D: Nella tua tesi infatti c’è un intero capitolo di applicazione pratica, vuoi spiegarci i trucchi del mestiere?

V: Ho usato uno strumento sulla falsa riga del lavoro fatto da Nicola Farronato, titolare di una Start Up chiamata MySmark il quale aveva già svolto un lavoro simile sulle emozioni durante un evento artistico. Ho utilizzato un flyer molto semplice diviso in tre parti, una in cui chiedevo informazioni anagrafiche che mi servivano per conoscere meglio il campione, una seconda parte in cui chiedevo di scegliere tra delle emoticon, simili a quelle utilizzate su Whatsapp, le quali formavano la rosa delle emozioni e che effettivamente mi hanno fatto rilevare i sentimenti, e infine una terza parte in cui chiedevo di fare un commento libero. Per finire ho fatto una categorizzazione in base ai dati del campione prescelto attraverso i tipi di commenti che sono stati fatti da loro.

D: Grazie a questo studio e alla tua ricerca, a quale conclusione sei arrivata?

V: Sono arrivata a sviluppare una profilazione, cioè l’elaborazione dei dati raccolti sugli utenti del campione da me analizzato. Le tipologie di persone si dividevano in impiegati, liberi professionisti, creativi e insegnanti. Ho notato risposte molto diverse tra loro; per esempio i creativi hanno dato risposte più pragmatiche, erano molto più interessati all’allestimento e alle luci della mostra a differenza degli impiegati che si sono soffermati molto di più sul lato emozionale, esprimendo i loro sentimenti, cercando di tirare fuori dalla mostra un insegnamento o una frase che mostrasse il loro stato d’animo in quel momento e cercando anche di razionalizzare quello che hanno provato. Inoltre questa profilazione dell’utente è servita anche all’azienda che ha allestito la mostra, sia per vedere cosa ha gradito maggiormente un determinato target di persone e successivamente anche pianificare una futura esposizione cercando di migliorare la soddisfazione degli utenti già studiati o riferirsi ad un tipo di target di cui non si sono occupati, in questo caso gli studenti.

foto mostra

Una foto della mostra

D: Vuoi condividere con i nostri lettori qualche tua impressione personale su questa tua esperienza di ricerca per tesi? Qualche consiglio per i futuri laureandi?

V: Mi è piaciuto molto lavorare su questo tema anche se ho notato, nel corso dell’analisi, che lavorare soltanto sulle emozioni e il marketing era un po’ riduttivo e dunque ho preferito ampliare l’analisi anche dal punto di vista sociale. Infatti questo tipo di profilazione acquista maggior senso se viene accompagnato dalle caratteristiche strutturali delle persone riferendosi al loro status, alla loro professione, al genere e all’età. Estendere in questo modo ti fa avere un’analisi più alternativa rispetto alle classiche prospettive della customer satisfaction. Essendo un settore molto appassionante consiglio di approfondire questi argomenti a tutti quelli che sono interessati a questi aspetti. Vorrei dare un consiglio per effettuare questo tipo di ricerca e cioè avere un occhio di riguardo anche sulla prospettiva psicologica per quanto riguarda le emozioni e vedere come quest’ottica si può ripercuotere sul sociale. Passare dalla psicologia, alla sociologia e infine arrivare al marketing potrebbe essere un percorso molto interessante.

D: In conclusione, da neodottoressa, quali sono adesso i tuoi progetti futuri?

V: L’esperienza della mia tesi mi ha fatto rendere conto che mi piacerebbe continuare a lavorare nell’ambito del marketing, specialmente nell’ambito nelle rilevazioni,anche se a dire il vero so che questo argomento è molto particolare e quindi non escludo di incontrare alcune difficoltà. Sicuramente valuterò altri ambiti come quello dei servizi o quello commerciale. Nel frattempo mi godo questo titolo di dottoressa, aspettando di pianificare al meglio il mio futuro.

 

Danila Bronico

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...