Una startup per combattere lo spreco alimentare. Jacopo Visani ci spiega “SenzaSpreco”

SenzaSpreco è una startup fondata a Firenze  da un gruppo di ragazzi del luogo con un obiettivo comune: combattere lo spreco alimentare. Jacopo Visani, responsabile del settore comunicazione del progetto, ci ha spiegato come nasce e come funziona.

Al giorno d’ oggi sono sempre di più le persone che confidano nelle potenzialità del Web per sviluppare i propri progetti. Tanto meglio quando questi ultimi hanno come scopo

jacopo visani

Foto Chris King – progetto fotografico Food Waste Heroes

quello di fare qualcosa di buono per tutti. Abbiamo incontrato per voi Jacopo Visani, membro e co-fondatore del progetto SenzaSpreco, un ottimo esempio di come utilizzare le nuove tecnologie per trovare soluzioni a problemi reali. L’ idea di fondo è semplice: creare una piattaforma online all’ interno della quale mettere in contatto produttori, dettaglianti, grossisti, privati e professionisti del settore alimentare per combattere il problema dello spreco del cibo, un argomento di cui forse non si parla abbastanza.

 

 

I dati dicono infatti che circa il 30% degli alimenti che produciamo viene sprecato. In Italia si stima che ogni famiglia getti 6, 7 euro di cibo a settimana nella spazzatura, per un totale di 13 miliardi di euro all’ anno sprecati in alimenti che non sfameranno mai nessuno se contiamo anche tutto ciò che viene buttato da supermercati, ristoranti e tutte le altre sottocategorie della filiera agro-alimentare. Numeri preoccupanti e che non sono passati inosservati agli occhi di Jacopo e degli altri membri del progetto, già in passato impegnati individualmente nella lotta a questo fenomeno.

 

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Foto info.senzaspreco

SenzaSpreco prende  vita nel settembre del 2014 grazie alla volontà di un gruppo di ragazzi che non si conoscevano, accomunati da un’idea: voler combattere il problema dello spreco alimentare.
Vincono un bando pubblico, al quale hanno partecipato altri 20 progetti da tutta Italia, che gli permette di avere le risorse per il lancio e entrano a far parte della cooperativa “Le mele di Newton” con sede a Firenze della quale faceva già parte un loro componente. L’ idea di fondo è quella di abbinare diverse attività, online e offline, al fine di sensibilizzare la popolazione locale sul tema offrendo soluzioni alternative e sostenibili. La startup mette infatti a disposizione del cittadino una serie di risorse pensate per intervenire sul problema a diversi livelli.

La prima parte del progetto riguarda la creazione di un marketplace all’ interno del sito. Lo scopo è quello di  far incontrare i diversi utenti, spinti da esigenze diverse, e rendere possibile il riutilizzo di cibo che per i motivi più svariati finirebbe nella spazzatura. Una parte della piattaforma è quindi riservata ai venditori, che possono creare il proprio account e pubblicare annunci riguardanti la merce che altrimenti verrebbe gettata, scontandola almeno del 50%. Dall’ altro lato troviamo quindi l’ utente, il quale grazie alla geolocalizzazione può rintracciare il venditore più vicino a lui e acquistare prodotti a prezzi scontati.  Hanno ovviamente accesso ai beni alimentari anche tutti gli enti benefici che si registrano nel sito; questi sono i soli che possono ricevere in donazione le merci, sia direttamente che nel caso non vengano vendute.

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Foto info.senzaspreco

Ma SenzaSpreco non è solo il marketplace. Infatti sono numerose le attività offline che hanno lo scopo di sensibilizzare e fornire strumenti alla popolazione del territorio. Molte sono le collaborazioni con gli istituti scolastici al fine di contribuire allo sviluppo di una nuova generazione che sia sensibile al problema. Su tutte quella con l’Istituto Alberghiero “Chino Chini” di Borgo San Lorenzo all’ interno del quale è stato creato un corso specifico per insegnare agli studenti come riutilizzare gli avanzi in cucina. Oltre alle attività nelle scuole, SenzaSpreco si occupa anche della creazioni di laboratori utili a formare i cittadini, oltre che dal punto di vista teorico, anche sotto l’ aspetto pratico grazie alla collaborazione di nutrizionisti e esperti di cucina. A completare il quadro abbiamo infine l’ organizzazione di eventi, workshop e seminari anche in partnership con altre realtà già presenti sul territorio.

Grazie ad un approccio integrato di comunicazione online e offline, SenzaSpreco è quindi riuscita a metter sotto i riflettori un problema che, se risolto, potrebbe avere un impatto importante tanto per le nostre tasche quanto per l’ ambiente,  che risente sempre di più degli elevati ritmi produttivi voluti dal modello capitalistico.  Nonostante alcuni risultati siano già stati ottenuti per adesso solo sul territorio fiorentino, Jacopo ritiene che ci sia ancora tanto da fare, ma non esclude che in un futuro più o meno prossimo il progetto possa espandersi anche in altre zone della penisola grazie alla bontà dell’ idea di fondo e alla replicabilità del modello. E visto il successo di altre piattaforme simili all’ estero, su tutte foodsharing.de in Germania, non ci resta che confidare in un futuro senza cibo nella spazzatura. Grazie anche a SenzaSpreco.

Qui il sito del progetto.

Luigi Cazzola

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