Promuovere un’associazione culturale. L’esperienza di Kunstrasse

Attività culturali. Come farne un lavoro? Quali ostacoli si devono superare?Questo il tema del quarto appuntamento del ciclo di incontri sulle competenze in rete a cura dell’ Informagiovani Multitasking in coprogettazione con l’Associazione Social Lab.

Lo scorso 2 Marzo la Sala Tassinari di Palazzo D’Accursio ha visto ospite l’associazione bolognese Kunstrasse, che opera nel settore culturale ed ha presentato la sua esperienza.

Kunstrasse è un’associazione culturale con l’obiettivo di promuovere ogni forma di espressione artistica e la costruzione di reti che possano avvicinare artisti e professionisti al fine di creare nuove collaborazioni.

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L’associazione si muove sul territorio bolognese mettendo al servizio, di chiunque voglia farsi conoscere attraverso la propria arte, le proprie competenze, rafforzando l’immagine e la visibilità degli artisti con soluzioni personalizzate di consulenza e attività di social media management. Tra le altre attività si occupano di organizzare corsi, workshop, mostre ed eventi di lancio.

Come associazione culturale la loro intenzione è quella di promuovere forme artistiche del territorio, senza esclusioni, con un particolare occhio di riguardo verso tutto ciò che è piccolo e locale.

Un po’ di storia. L’associazione nasce nel Giugno 2013 a Bologna dopo aver vinto il bando “Il prodotto della creatività” promosso da GAER (Giovani Artisti dell’Emilia Romagna) e dalla Regione EmiliaRomagna. Iniziano la loro attività collaborando con MiroArte Gallery nella gestione della galleria. Collaborazione che prosegue per tutto il 2015 e che vede Kunstrasse impegnata nell’organizzazione del calendario delle mostre, occupandosi per ogni evento della scelta dell’artista, delle opere da esporre e di tutte le fasi legate alla realizzazione di un evento compresa la comunicazione sia online che offline.

Ma arriviamo alla domanda che è stata al centro dell’evento: come si promuovono le attività culturali per farne un lavoro?

Il primo passo è quello di creare una community. Sembra banale ma conoscere persone e farsi conoscere è un primo passo fondamentale sia per avere un base di sostenitori sulla quale fare riferimento sia per coltivare quelle collaborazioni utili alla propria attività che possano aiutare ad integrare competenze o possibilità sulle quali altrimenti non si sarebbe potuto fare affidamento.

Creare reti di contatti e partnership è proprio la strada che ha scelto Kunstrasse ad esempio collaborando con l’etichetta Electic Lorem che per l’associazione prepara mensilmente set e playlist ad hoc e che in cambio viene chiamata a partecipare attivamente ad ogni evento.

In un’associazione lo scambio di favori è fondamentale, soprattutto perché serve per riuscire a far fronte a quelle spese che non si possono sostenere. Spese come quelle legate all’arredamento che l’associazione è riuscita ad abbattere grazie alla partnership con Interscambio.

La comunicazione riveste certamente un ruolo chiave nella professionalizzazione di attività culturali. Per questo è fondamentale impostare bene fin dall’inizio un piano di comunicazione. Ogni evento deve essere comunicato online, attraverso i canali social, le newsletter, una grande importanza va data alla gestione del blog, qualora si decida di aprirne uno, e a piattaforme che veicolino informazioni sugli eventi e progetti (es. Flashgiovani). Tutto ciò senza trascurare la parte offline legata alle pubbliche relazioni con radio, seguendo l’esempio di Kunstrasse che è in contatto con Radio Città Fujiko per interviste ed interventi, comunicati stampa per testate giornalistiche etc.

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4 sono gli ostacoli potrebbero presentarsi qualora vogliate mettere in piedi un’associazione culturale:

1. No profit non significa gratuito.

Avere un’associazione culturale, classificata giuridicamente come no profit, non vuol dire che non si debba essere pagati per il proprio lavoro, soprattutto se il denaro serve per autofinanziarsi. É importante darsi il giusto valore, innanzitutto per se stessi e poi anche per i servizi che si erogano. L’attività commerciale a pagamento verso terzi, che rientra tra le attività che un’associazione può svolgere, è un erogazione di servizi in piena regola!

2. Se non c’è una community nessuno ascolterà cosa avete da dire.

Crea e nutri la tua community con contenuti di valore. Offri ai tuoi follower informazioni e coinvolgimento sul sito, sui social, ma anche fuori dal web: esci e conosci direttamente le persone, partecipa personalmente ad eventi, cene.

3. Lavorare in team aiuta a superare gli ostacoli.

Scegliere bene le persone con le quali collaborare ma soprattutto capire di quali competenze si ha bisogno. Individua quindi solo le figure necessarie.

4. Realizzazione di un’idea a partire dalla sua condivisione.

Oltre a condividere l’idea del progetto, è importante che prevalga la passione,  elemento fondamentale che deve fare da collante e tenere tutto unito.

Per concludere un ultimo consiglio che potrebbe tornarvi utile è quello di confrontarsi con realtà simili alla vostra, o a ciò che avete in mente di creare, studiare quelli che reputate possano essere i vostri competitor. Questo non solo per capire come si muovono ma anche per conoscerli, perché chi inizialmente è visto come un concorrente in futuro potrebbe diventare un vostro partner.

Le slide dell’incontro le trovate qui.

Francesco Ferrara  @_francooo_

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