Digital Branding: il potere delle immagini

Che cos’è il Digital Branding e come funziona? Ce lo spiega Carlotta Silvestrini, Digital Branding Strategist, che è intervenuta durante il corso di Comunicazione e Web del Professor De Nobili.
Il Digital Branding è il posizionamento del prodotto nel mercato digitale, questa strategia sta prendendo sempre più piede nell’ambito pubblicitario, in quanto, come abbiamo più volte rimarcato, il web è diventato uno strumento fondamentale nel settore dell’advertising.
Uno degli elementi più preminenti di questa strategia è l‘immagine, in grado di condizionare le scelte dei consumatori attraverso il coinvolgimento e l’immedesimazione.

La potenza dell’immagine
L’immagine è uno strumento potentissimo che, sapientemente utilizzato, è addirittura in grado di modificare il ROI dei siti web, ma in che modo?
La mente si lascia condizionare dall’immagine che crea coinvolgimento in coloro che la stanno osservando, tale coinvolgimento è un dato fondamentale per chi fa marketing. L’engagement è in grado di spingere l’utente non convinto a completare un acquisto.
Partiamo dai dati:

  • Gli utenti trascorrono il 10% del tempo in più ad osservare un immagine, piuttosto che a leggere il contenuto associato;
  • Inserire elementi visivi nelle campagne Facebook genera un +65% di engagement anche solo dopo un mese di attività;
  • Tweet con immagini o foto possono generare fino a +150% retweet rispetto a quelli senza immagini;
  • Call to action con immagini sono più efficaci del 43% rispetto a quelle senza;

Immagine e coinvolgimento
Durante una campagna di advertising bisogna fare molta attenzione ad utilizzare l’immagine giusta, se si utilizza un esempio sbagliato il guadagno viene influenzato negativamente. Nel presentare un prodotto bisogna rispecchiare il proprio target di riferimento e dare vita a situazioni nelle quali l’utente possa rispecchiarsi.
L’immagine ha il potere di cambiare la percezione del prodotto, l’associazione visiva è infatti fondamentale per vendere, se ad esempio durante una campagna vengono sbagliati colore o struttura rischiamo di inficiare il numero delle vendite.
A questo proposito facciamo riferimento ai Visual Hammers, ovvero strumenti che attraverso le immagini fissano nella mente un concetto verbale che se fosse rimasto unicamente verbale avrebbe avuto molte meno probabilità di imprimersi con forza nella mente dei consumatori.
Alcuni esempi possono essere:
Coca Cola: riconoscibile dalla sagoma della propria bottiglia
Loboutin: scarpe con suola rossa
Coccolino: caratterizzato dall’immagine dell’orsetto
Questi esempi ci fanno capire che per un Digital Branding efficace bisogna pensare al modo in cui il prodotto si infila nella mente del cliente.

Coccolino brand

Coccolino brand

L’immagine perfetta
Le immagini quindi comunicano, e sono in grado di creare connessioni, coinvolgimento e incrementare le vendite, ma in che modo possiamo creare l’immagine perfetta?
Gli ingredienti che costituiscono un immagine efficace sono:
– La coerenza con il target e il contenuto testuale;
– Soggetti che generano emozione;
– Composizione essenziale;
Denotatività degli elementi.
L’immagine giusta possiede quindi un mix di caratteristiche che correttamente utilizzate possono dare valore alle campagne marketing e sono addirittura in grado di sostituire le parole.

Attenzione ai social
Sappiamo bene che oggi integrare le campagne sui social network è diventato un passaggio fondamentale, ma come in ogni altro ambito bisogna fare attenzione a non incorrere in alcuni errori.
Innanzitutto è fondamentale rispettare alcune linee guida per non incappare nella censura, in quanto, vedere il proprio contenuto pubblicitario censurato oltre che controproducente non è affatto piacevole. Inoltre è bene utilizzare le immagini seguendo le dimensioni suggerite ed infine rendere compatibile la pubblicità sui social con le campagne di advertising in modo da non proporre i contenuti più disparati.

Concludo ricordando che non tutto su internet è gratis, dobbiamo infatti fare molta attenzione alle varie licenze e verificare la fonte di ogni immagine se non vogliamo avere brutti scherzi, in questi casi quindi l’immagine è potere, solo se sappiamo come usarla.

Cecilia Ferrari

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