Cibo che passione, foto che ossessione: la nuova cultura del cibo online

Sempre più spesso, quando guardiamo la tv, possiamo porci ironicamente una domanda: ma noi paghiamo il canone o paghiamo il coperto? Questa è una domanda legittima, dal momento che la nostra televisione è stata invasa da una moltitudine di programmi culinari, come gli illustri Master chef, Il boss delle torte o Gordon Ramsey: un diavolo di chef. Anche se non tutti sono attirati da queste trasmissioni, un numero considerevole di persone le segue e le ammira restando letteralmente incollati al televisore per vedere finali e semifinali. Tanto che ormai l’importanza del cibo è completamente diversa da come lo era in passato, quando questi era concepito innanzitutto come essenziale per la sopravvivenza fisica.

CiboIn un mondo tecnologicamente avanzato cercare e condividere ricette e foto sembra essere il nuovo bisogno di sopravvivenza sociale. Nessun social network è escluso: Facebook, Instagram, Twitter, tra i principali, sono pieni di immagini di cibo che siano essi colazione, pranzo, cena e ovviamente l’immancabile aperitivo. Attraverso la cosiddetta convergenza tecnologica grazie alla quale in un unico mezzo di comunicazione si posso convogliare altri mezzi destinati a diffondere notizie, condividere su piattaforme diverse nello stesso momento è semplicissimo e veloce. Un spritz con gli amici riceve contemporaneamente i “mi piace” su Facebook, i “like” su Instagram e i “re-tweet” su Twitter. L’importante in questi casi sembra non essere più mangiare e gustare quella pietanza, ma in primis mostrarla.

Facebook, quale social network migliore per veicolare non solo foto, video ma anche ricette. Le novità però sono le video-ricette: il loro format è piuttosto rigido, durano qualche decina di secondi, mostrano le fasi salienti della realizzazione di un piatto, spesso con immagini velocizzate, assieme a istruzioni testuali sugli ingredienti e la cottura. I piatti sembrano quasi tutti molti semplici e immediati da realizzare e il risultato è sempre perfetto: più la pagina è professionale, più le inquadrature sono complete e il montaggio fluido più tendono a renderlo affascinante. Attraverso questi semplici passi riescono a catturare l’attenzione del fruitore, tanto che spesso nei commenti le persone ripropongono foto dei piatti fatti da loro seguendo la ricetta. La rapidità è la caratteristica saliente, che attira tutti alla ricerca di video simili anche con altri contenuti. Non si può non nominare il sito che ha avuto maggior successo in pochissimo tempo, Tasty con più di un miliardo di visualizzazioni dei suoi video.

Cibo_2Per non parlare degli hashtag delle immagini culinarie. Infatti su instagram l’hashtag #food raccoglie già tre milioni di foto. Non solo foodblogger, ma anche persone “comuni” sono entrate a far parte di questo circolo vizioso. Ogni pasto è uno show, tanto che con una semplice navigazione sul web troviamo tantissime pagine piene zeppe di consigli per fotografare al meglio le nostre pietanze, come per esempio articoli del tipi “I 12 consigli per una foto perfetta” e tanti altri. Pietanze da mangiare con gli occhi, dita abili e veloci che scattano fotografie e condividono immagini, specialmente nella divulgazione del nuovo hashtag #foodporn. Non bisogna lasciarsi sconvolgere dal termine, il quale assimila solo il cibo ad una forma d’arte, dove con la bellezza della foto sembra quasi possibile poter gustare il cibo, dove lo chef è visto come un “seduttore”, quasi in grado di compiere una magia. Ed ecco perché le persone non possono fare a meno di seguire i programmi prima menzionati, diventanti un cult nella nostra epoca.

Al di la della bellezza, comodità e praticità di questa nuova cultura del cibo, siamo sicuri che per qualcuno questa non sia una mania? Ci sono diverse fazioni di pensiero, tra cui molti affermano che la “tavola è morta”, il cibo non è più convivialità e che il piatto non è fatto per essere fotografato ma per essere mangiato. Forse comincia ad esserci una saturazione nel mondo del cibo online, specialmente per chi ha visto con negatività questa nuova “moda”. Infatti, si viene ad affermare anche un nuovo concetto di monomania che si delinea nel momento in cui il protagonista unico ed assoluto della fotografia è il cibo: niente sfondi, nessun amico con cui si sta condividendo il pasto, solo ed esclusivamente il piatto.
Una delle cose belle però dei social network è che se da una parte possono essere strumenti di omologazione, dall’altra permettono ad ognuno di scegliere liberamente di cosa fruire o cosa e chi seguire: il web è libero, così come tutti gli utenti. Come non concludere affermando dunque che il mondo è bello perché vario.

Danila Bronico

 

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