#ItaliaCreativa: l’industria musicale e lo sviluppo del digitale

La SIAE ha commissionato alla società Ernst & Young “Italia Creativa”, il primo studio analitico sull’industria della cultura e della creatività in Italia. Questa ricerca, presentata il 20 gennaio 2016 alla Triennale di Milano, ha visto il supporto delle associazioni di categoria del mondo della cultura, e ha misurato gli 11 settori dell’industria creativa italiana: architettura, arti performative e visive, cinema, libri, musica, pubblicità, quotidiani e periodici, radio televisione e home entertainment, videogiochi.

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[Credits: Ernst & Young]

Secondo lo studio la creatività in Italia ha generato nel 2014 un valore economico complessivo di 46,8 miliardi di euro. Di questi l’86% derivano direttamente da attività legate alla filiera creativa (produzione e distribuzione), mentre il restante 14% attribuisce i suoi ricavi in maniera indiretta ad attività collaterali.

L’industria musicale
Il settore della musica è un ambito complesso, che comprende l’insegnamento, la creazione, la produzione e la diffusione dei contenuti musicali. Nel 2014 ha generato un volume di affari per oltre 4,3 miliardi di euro, contando quasi 161.000 occupati. Complessivamente, tale ambito è quello che genera più risorse alla SIAE (446 milioni di euro, l’80% del totale).

Molto importante è quindi il ruolo del diritto d’autore: la SIAE (Società Italiana degli Autori e degli Editori) si adopera infatti per la tutela dell’originalità e della creatività caratterizzanti le opere dell’ingegno. La sua missione è quella di assicurare ad autori ed editori l’adeguata remunerazione delle loro opere per ciascun tipo di utilizzazione. Le opere dell’ingegno sono infatti generalmente costose da realizzare, a causa del dispendio di risorse finanziarie, intellettuali e tempistiche che occorre per far venire alla luce un’opera. La legge attribuisce dunque all’autore una serie di diritti:

  1. Morali: diritti a tutela della personalità dell’autore, quali il diritto alla paternità dell’opera, alla sua integrità, di inedito e di pentimento.
  2. Patrimoniali: diritti esclusivi dell’autore di utilizzare economicamente la sua opera in ogni forma e modo e di percepire un compenso per ogni tipo di utilizzazione della stessa.

La pirateria rimane un problema centrale nell’industria musicale. “Con il termine ‘pirateria’ si intende, solitamente, la volontaria violazione del diritto d’autore con precisi fini di lucro o commerciali”. Internet ha facilitato notevolmente tale fenomeno, grazie alle nuove tecnologie che consentono la rapida distribuzione e acquisizione di canzoni senza la necessità di particolari competenze. IFPI, la Federazione Internazionale dell’Industria Fonografica, stima che nel 2014 circa il 20% degli utenti usufruiscono con regolarità di servizi che infrangono il copyright musicale, causando una riduzione delle vendite.

Mentre la vendita su supporto fisico ha mostrato una riduzione dei volumi e dei ricavi, nel 2014 si è assistito a una crescita del 55% dei dischi in vinile, raggiungendo i 261 milioni di euro. Inoltre, la musica dal vivo ha registrato un evidente trend positivo, trainato dai concerti di musica leggera e soprattutto da quelli tenuti negli stadi in cui si esibiscono i grandi artisti nazionali e internazionali. Nel 2014 sono stati 3.664 gli spettacoli organizzati, circa il 26% in più dell’anno precedente, e i concerti di musica leggera hanno incassato sui 229 milioni di euro. Secondo lo studio, in termini di biglietti venduti, ai primi posti troviamo Rolling Stones, Ligabue e Vasco Rossi.

Biglietti venduti

[Credits: Ernst & Young]

 

Quali sfide?
Italia Creativa sostiene che sia necessario il rilancio della competitività italiana, includendo le nuove generazioni in tale processo. Lo sviluppo del digitale è altresì importante: i modelli di business vanno innovati, aprendosi a collaborazioni esterne e sfruttando l’opportunità del passaggio all’era digitale per dare uno slancio all’occupazione e all’economia del paese. Ciò anche attraverso le nuove figure professionali, quali il “Web/Social media analyst”, il “digital copywriter”, il “SEO expert” ecc.

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[Credits: Ernst & Young]

Tali nuove professioni sono importanti nel settore creativo, e incontrano gli interessi delle nuove generazioni favorendone l’ingresso nel mondo del lavoro.
Secondo Enzo Mazza (CEO FIMI), intervistato per la sezione “musica” di Italia Creativa, la rivoluzione digitale è molto più che un’opportunità: “in pochi anni tutto il settore sarà completamente rivoluzionato dai new media. Dal punto di vista dei consumatori l’accesso al contenuto è sempre più ampio e con modelli di fruizione molto innovativi anche sul piano dei costi. Dal punto di vista artistico la comunicazione con i fan e l’interazione con essi su vari fronti, ad esempio anche a livello social media, si è sviluppata moltissimo, grazie alle nuove tecnologie” .

Come sostenuto da Andrea Bassanino, partner EY, “il mondo della cultura e della creatività può assumere un ruolo chiave all’interno del quadro economico italiano”.
È dunque importante utilizzare le nuove tecnologie offerte dall’era digitale per innovare l’industria creativa italiana, valorizzando i nuovi artisti e le figure professionali emergenti, le quali contribuiranno all’aumento occupazionale e al rilancio della competitività e del patrimonio artistico italiano.

Elena Paganini

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