Gabriele Paolini: vita di un “comunicatore anomalo”

Gabriele Paolini, noto disturbatore televisivo, è stato uno dei personaggi più controversi nella storia della televisione italiana. Diventato famoso durante i mondiali di calcio del 1998, quando Paolo Frajese, giornalista di Rai 1, lo prese a calci per poi continuare la diretta televisiva come se niente fosse.

L’intento di Paolini era, con le sue comparsate televisive, quello di informare i telespettatori sull’utilità del preservativo e su come quest’oggetto possa prevenire malattie sessualmente trasmissibili come l’AIDS. Personaggio molto ambiguo, si è dichiarato omosessuale nel 2000.

Nel 2002 addirittura, riceve il premio al Guinness dei primati per i suoi 35.000 “sabotaggi catodici” nella sua carriera di “inquinatore televisivo”.

paolini arresto

Egli pertanto, cerca di fondare il suo metodo di comunicazione tramite il disturbo dei servizi televisivi, soprattutto quelli dei telegiornali.

Come mai, Paolini, cerca di utilizzare questo “particolare metodo” per farsi conoscere e farsi pubblicità?

Può essere considerato una persona un po’ egocentrica, che cerca di attirare l’attenzione dei media di comunicazione, e di sponsorizzare il suo sito.

Famosa fu la sua consegna di un preservativo al Papa Giovanni Paolo II nel 1995, quando riuscì ad evitare le forze di sicurezza e, addirittura a scambiare qualche parola col Pontefice. Negli ultimi anni però, i “sabotaggi catodici” sono diminuiti in maniera esponenziale, da quando, nel 2012, Gabriele ha deciso di intraprendere la carriera dei film hard.

Infatti, Paolini ha annunciato tramite il suo sito di ritirarsi dalle scene, ma subito dopo ci ha ripensato.

Di fatto, per tornare alla ribalta sui mezzi d’informazione, si è recato a Udine, nel dicembre 2015, dove ha fatto il bagno nella fontana di Piazza San Giacomo nel centro della piccola cittadina.

paolini bagno

Con questo suo “show”, il sabotatore voleva elogiare Udine e il suo sindaco per l’ottima amministrazione della città, che, dal canto suo, doveva essere un modello da seguire per tutta l’Italia: i mezzi pubblici nel centro abitato, la pulizia e molti altri aspetti che caratterizzano l’agglomerato urbano funzionano in maniera impeccabile.

Dopo il “bagno” nella fontana, però, si è sentito male, ed è stato portato subito in ospedale. Successivamente appena ripresosi, è stato portato in questura e gli è stato consegnato un foglio di via dalla cittadina del nord-est per ben 3 anni.

Il suo modo di comunicare quindi, cerca di andare contro i metodi tradizionali usati al giorno d’oggi. Spesso, durante i suoi comizi si appella all’art. 21 della Costituzione che prevede la libertà di espressione del pensiero in qualsiasi forma. Proprio in base a questo principio, mi vengono in mente domande fondamentali. Questo diritto può essere usato in maniera così libera da Paolini? E cosa cerca di cambiare con la sua “comunicazione anomala”? Proprio per questo Gabriele Paolini può essere considerato un “comunicatore anomalo”, in quanto nel bene o nel male, riceve attenzione da parte dei media, cercando di dare sfogo alla sua voglia di egocentrismo per spostare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle sue battaglie personali contro il bigottismo della società moderna.

Al di la delle sue vicende giudiziarie, ci si deve chiedere se, dal lato opposto anche i mass media possono fare qualcosa. Devono i mezzi di comunicazione lasciargli questo spazio? O devono reprimere comportamenti del genere? A voi l’ardua sentenza.

Marco Fabiani

 

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