Arte Fiera 2016: scenari e figure del mercato dell’arte

Ieri si è conclusa la 40° edizione di Arte Fiera che, in occasione del suo anniversario, ha proposto una mostra degli artisti più presenti dal 1975 ad oggi e occupando un padiglione aggiuntivo ha dimostrato la sua crescita, confermandosi il più grande salone internazionale di arte moderna e contemporanea in Italia.

Erano presenti 190 gallerie e 222 espositori che si configurano come il risultato di un incremento, rispettivamente del 41% e del 28% in rapporto al 2013. La fiera, curata dalla direzione artistica di Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti, non è solo uno spazio espositivo per collezionisti, galleristi e curiosi ma anche un ambiente di confronto sullo stato dell’arte in Italia.  Sono stati molti i convegni all’interno della mostra a cui si poteva assistere facendo una pausa dagli affollati spazi espositivi.

Tra i temi emersi, la percezione di contrapposizione tra tutela e valorizzazione del patrimonio artistico che si ha nel nostro paese. Ha approfondito abbondantemente l’argomento l’onorevole Rampi, affermando che tra tutela e valorizzazione c’è un rapporto di interdipendenza reciproca e per questo è importante che non si impedisca la circuitazione delle opere: il passato serve per il futuro se lo facciamo vivere. In virtù di questo obiettivo, non si può prescindere dai privati perché li si ritiene lontani da finalità di tutela attribuite solitamente al pubblico. Questi due settori possono, infatti, lavorare senza contrastarsi perché spinti da un unico motore: l’arte come patrimonio culturale dell’umanità.

Il privato, come emerso dalle interviste ad alcuni giovani artisti, è visto come un importante fonte di sostegno di fronte alla mancanza di aiuti di stato. Attraverso l’organizzazione di premi e varie forme di investimento nell’arte, aziende private, come Illy e Faber solo per citarne alcune, perseguono legittimamente il loro scopo di lucro e assolvono contemporaneamente a una funzione “pubblica”. Allo stesso tempo, le gallerie d’arte private continuano a ricoprire il loro ruolo di mecenati all’interno di un circuito d’inserimento che risulta essere ancora quello principale per i giovani artisti, ma quanto mai difficoltoso perché necessita di intercettare altre figure, da critici e storici dell’arte a collezionisti e case d’asta. Fattore questo, che porta i giovani artisti a fare del web uno degli strumenti imprescindibili per promuovere la loro arte.

Tanti collezionisti si affidano ai siti web per lo studio e la valutazione delle opere e dei concetti da esse espressi prima di un eventuale acquisto. Allo stesso modo i galleristi curano molto i loro siti e le pagine social aggiornandole costantemente per pubblicizzare le attività in corso e i loro artisti, pur prediligendo il contatto diretto che si manifesta in occasioni come le fiere d’arte. In quanto luoghi di interesse per figure molto diverse, la fiera d’arte deve essere scelta accuratamente dai galleristi, i cui stand sono soggetti anche alla valutazione di professionisti del settore come gli art advisory che ricercano informazioni sulla situazione del mercato dell’arte per consigliare i loro clienti negli investimenti.

Dall’intervista ad una di questi analisti è emerso che oggi si è passati dall’arte per l’arte, come estetica e godimento, all’arte come puro investimento nell’acquisto di un’opera che in futuro sarà più quotata come fosse un’azione o un’obbligazione. Questa situazione dispiace in quanto fa si che l’opera d’artigianato diventi opera d’arte solo quando riesce ad inserirsi in tale meccanismo. Tuttavia l’arte riesce a non essere di nicchia, e lo dimostra il numero sempre crescente di persone che se ne interessano in semplice veste di amatori. In questo, le fiere rappresentano il contenitore principale per fruire delle molteplici forme dell’arte e di quelle discipline, come la sound art (si veda il lavoro di Douglas Henderson nella galerie Mario Mazzoli) che trova la sua espressione in installazioni sonore, diffuse in tutto il mondo e ancora poco comprese nel nostro paese. Bologna si conferma una tappa immancabile nello scenario delle fiere di tutta Italia.

 

Maria Grazia Sanna

Valeria B. Covella

 

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