Innovation Development Center: un’ esperienza con le tecnologie di Google

Il 21 gennaio, presso il il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Bologna, si è tenuto l’incontro di inaugurazione del nuovo laboratorio virtuale “Innovation Development Center” promosso dall’Università e Injenia, una tra le prime due aziende partner di Google in Italia, per creare un ponte tra l’università e l’impresa.

4All’incontro erano presenti duei rappresentanti del gruppo Injenia, il presidente, Silvano Pancaldi e il responsabile per il Business Development & Innovation, Federico Baffetti; i docenti del dipartimento di Ingegneria, Claudio Sartori e Paolo Bellavista; l’ingegnere dell’azienda per le infrastrutture e i trasporti Alstom, Francesco Zoletto; il pedagogista e responsabile di risorse umane Morandi e l’Assessore  all’Economia e Promozione della città, Turismo, Relazioni internazionali, Agenda Digitale del comune di Bologna, Matteo Lepore.

Gli obiettivi di Injenia, come promotori del progetto, sono riuscire ad individuare gli ambiti di utilizzo delle tecnologie per lo sviluppo delle imprese tramite le risorse umane che l’Università offre, favorendo l’esplosione dei talenti. Per riuscirci Injenia mette a disposizione degli studenti del dipartimento di Ingegneria quattro soluzioni utilizzabili all’interno del laboratorio virtuale anche da casa tramite le credenziali unibo.

3Federico Baffetti, responsabile Business Developement & Innovation, presenta Google Apps, strumento che permette di comunicare e interconnettersi con il mondo; Google Maps, “coltellino svizzero di chi ha uno smartphone”, che consente di individuare anche i luoghi di interesse nelle vicinanze oltre ad essere una mappa virtuale indispensabile per non perdersi; Google Search for work, server che offre l’opportunità di usare gli algoritmi di Google per le ricerche; Google Cloud Platform, strumento di punta che consente di organizzare i dati. La fruizione di tutti questi servizi è gratuita per gli studenti che parteciperanno al laboratorio virtuale e che vorranno sviluppare un progetto di tesi o ricerca, avvalendosi così di un’esperienza diretta e sul campo.

I relatori dell’incontro hanno sostenuto, infatti, l’importanza di sapersi confrontare con il mondo ed essere sempre più innovativi in una realtà che cambia molto velocemente. Come sostiene Morandi “bisogna imparare a far parlare i dati, non solo produrli” – è ciò che l’azienda si aspetta dai nuovi dipendenti. Sempre secondo la tesi di Morandi, “l’ingegnere deve essere allo stesso tempo filosofo, economista e statista”. Per questo afferma che chi ha studiato in un liceo classico ha una mentalità più aperta all’analisi critica dei vari contesti.

Questo non svalorizza chi ha scelto istituti tecnici. Matteo Lepore, lavorando a contatto con le aziende, ha riscontrato l’importanza delle competenze tecniche offerte nel corso di questo tipo di studi, che danno un’impronta di base al fine di completare la formazione in azienda. Spesso chi arriva dall’Università, infatti, deve essere smantellato delle sue convinzioni e rimodellato per ciò che l’azienda richiede.

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Il laboratorio virtuale appare così come il mezzo attraverso il quale gli studenti si confronteranno con i problemi reali e avranno la possibilità di capire ciò che il mercato desidera.

Maria Grazia Sanna
Valentina Mura

 

 

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