Marketing virale e Storytelling: i 20 anni di Vodafone

E’ nel 1995 che si impone l’espressione “marketing virale”. I creatori di Hotmail avevano da poco lanciato il loro servizio di posta elettronica ed un piccolo accorgimento, aveva contribuito ad attirare milioni di utenti nel giro di pochi mesi. Get your free web-based email at Hotmail, un messaggio tanto semplice quanto efficace che compariva in fondo ad ogni email inviata. La metafora del virus, utilizzata per la prima volta proprio dagli stessi fondatori del servizio, era calzante: gli utenti avrebbero contribuito, in maniera perlopiù inconsapevole, a diffondere una comunicazione commerciale con un effetto domino che è facile da immaginare: maggiore il numero di utenti iscritti, maggiore il numero di email inviato, maggiore il numero di utenti che, a loro volta, avrebbero ricevuto esplicito invito ad iscriversi al servizio.

Metafore curiosamente derivate dalla biologia, come quella di virus o di internet meme, continuano tutt’oggi ad essere utilizzate per descrivere quei contenuti che si impongono all’attenzione di milioni di utenti attraverso le innumerevoli piattaforme che il web offre.
Come nota Henry Jenkins nel suo spreadable media (New York University Press, 2013) tuttavia, a differenza della diffusione di un virus, la popolarità ottenuta da questi contenuti è sempre più il frutto di un comportamento attivo e cosciente degli utenti che interagiscono con il contenuto stesso e, a loro volta, decidono di condividerlo con la propria rete di contatti. Dietro l’apparente semplicità di un click sul pulsante di condivisione, si delinea peraltro un processo decisionale volto a rispondere ad una serie di domande tra le quali: con chi voglio condividere? Quale messaggio intendo comunicare? Quale profilo social è più indicato per lo specifico contenuto?

Dal ’95 sono infatti ormai passati venti anni ed il contesto fluido e dinamico del web ha subito ondate continue di innovazione con l’avvento del web 2.0, o del “new web”, per riprendere una citazione del guru del marketing Seth Godin che consente di evitare l’utilizzo di un’etichetta, quella di 2.0, che rischia di essere già superata.

Vodafone_20_anni

Venti anni sono passati anche dalla nascita di Vodafone, ed in un periodo in cui i brand sembrano puntare soprattutto a ricordarci che il Natale è alle porte (vedi la recente campagna di Edeka) e che dobbiamo perciò affrettarci nella corsa ai regali, l’azienda di telefonia esce dal coro sfruttando un’arma, quella dell’anniversario, dal forte valore simbolico.
Il primo video della campagna web, che ha tutta l’aria di essere solo il teaser di un’avvincente storia d’amore, ha raggiunto in soli tre giorni oltre 1 milione visualizzazioni e, come da manuale, sembra presentare tutte le caratteristiche di un buon storytelling: un protagonista affascinante, una trama coinvolgente ed una precisa contestualizzazione nel tempo e nello spazio (Firenze, 7 dicembre 2015). L’ottima qualità grafica ed una colonna sonora carica di pathos contribuiscono infine a rendere il video di piacevole visione.

YouTube si conferma, ancora una volta, lo strumento principe dello storytelling dei brand.

Alessio Bartoli 

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...