L’olio di palma e la Ferrero: una scelta sostenibile

Connessa al tema di Expo 2015, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, si è svolta a Milano, nel mese di Ottobre, la European Palm Oil Conference (EPOC 2015). Durante questo convegno importanti imprese e ONG hanno raggiunto un ampio consenso sul ruolo dell’olio di palma certificato sostenibile nell’industria alimentare italiana. Organizzato da European Palm Oil Alliance (EPOA), EPOC 2015 è stato supportato dai suoi partner Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO ).  

Logo_EPOC_2015klIl dibattito (il cui comunicato stampa è disponibile online) ha dimostrato che per rispondere alla crescente domanda di oli e grassi alimentari, l’unico olio che può sostituire quello di palma è l’olio certificato di palma sostenibile (CSPO). Esso possiede delle caratteristiche idonee per la creazione di soluzioni per nutrire il pianeta e risolvere i problemi di sostenibilità globale.

Seguendo l’obiettivo di EPOA, diverse imprese alimentari italiane si sono impegnate nella diffusione di informazioni corrette sull’olio di palma certificato sostenibile al 100%. Tra queste ne è un esempio la Ferrero. In data 10 luglio 2015 Giovanni Ferrero, amministratore delegato unico, ha rilasciato un’intervista a La Repubblica in cui ha sostenuto quanto segue: “Con le conoscenze scientifiche di oggi possiamo limitare la deforestazione, non eliminarla. Il potere nutritivo dell’olio di palma è sette volte superiore a quello di altri oli e la popolazione mondiale sottonutrita è di 850 milioni di persone”. Questa è la posizione di Ferrero per rispondere all’invito di Ségolène Royal a non mangiare più la Nutella per combattere la deforestazione legata al consumo di olio di palma.

Tale dichiarazione è in linea con le informazioni reperibili dal sito web di Nutella.
Dal 2004 Ferrero è membro ordinario della RSPO. L’olio vegetale utilizzato in Nutella è olio di palma sostenibile, 100% certificato RSPO di tipo segregato. Il che significa che è tenuto separato dall’olio di palma non sostenibile attraverso tutta la sua filiera. L’olio di palma utilizzato da Ferrero proviene da piantagioni certificate secondo lo standard RSPO, che definisce norme di tutela ambientale e sociale.

img_nutellaPossiamo interpretare l’affermazione di Ferrero inerente alla superiorità nutritiva dell’olio di palma come una richiamo alle madri che per anni non hanno mai fatto mancare la Nutella ai loro figli. Queste donne si sentiranno rasserenate e certe di aver fatto il loro dovere: nutrire. Inoltre Ferrero sostiene di evitare il processo di idrogenazione, che creerebbe grassi “trans”, nocivi per la salute. Il barattolo di Nutella è l’oggetto magico e Ferrero è l’aiutante che fornisce alle madri eroine la soluzione per poter nutrire i loro figli.

Facendo riferimento alla popolazione mondiale sottonutrita, Ferrero si pone ancora una volta come l’aiutante. In linea con quanto sostenuto a EPOC 2015, l’olio di palma sostenibile riveste un ruolo importante nel nutrire il pianeta, in particolare quei paesi in via di sviluppo che soffrono la fame.

Possiamo quindi notare che Ferrero ha colto EPOC 2015 come un’occasione per dimostrare la sua trasparenza ai suoi consumatori. La svolta sul dibattito inerente l’olio di palma è stata inoltre un’opportunità per le aziende produttrici e utilizzatrici di olio di palma per garantire il loro comportamento sostenibile anche nei confronti di chi critica l’utilizzo di questo olio vegetale.

Monica L’Erario

 

 

 

 

 

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