La lettera di una laureanda: Compass, un percorso formativo che cambia continuamente e ti cambia la vi(s)ta

Novembre. E’ tempo di sedute di laurea.
Venti studenti venerdì 13 Novembre hanno discusso la tesi di laurea  e sono stati proclamati dottori magistrali in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale. Una seduta “geograficamente” eterogenea, e sicuramente molto internazionale, che tra i protagonisti ha visto studenti arrivati qui a Compass da tutta Italia, nonché da paesi asiatici e africani.
Discussioni ricche di spunti, che mettono in campo nuovi interrogativi su temi di ricerca attuali e innovativi. Tesi di cui presto potrete leggere gli abstract sul sito del corso di studio.
Domani si svolgerà la seconda ed ultima seduta di questa sessione autunnale.
Tra i laureandi c’è anche Ilaria, che ha inviato una email in Redazione chiedendoci di condividerla sul blog.
A lei e a tutti gli studenti che discuteranno facciamo un grosso in bocca al lupo!

Scrive Ilaria:
13/11/2015 

Ad un passo dalla fine di un percorso, nell’osservare ed ascoltare le discussioni di persone con cui ho condiviso esperienze, sfide ed opportunità offerte dal Corso di Studio, la vera paura dell’ultimo passo forse risiede nella difficoltà di staccarmi da un ambiente multiculturale, o meglio interculturale, a cui riconosco la mia personale crescita di anni vita vissuta, fatta di soddisfazioni e difficoltà.

Per l’occasione che ho avuto di vivere una tale esperienza, sento il dovere – frutto molto probabilmente dell’incarnazione di un principio di reciprocità – di ringraziare l’intero staff del Corso di Studio, conscia di quanto sia frutto  della passione e dell’impegno di tanti soggetti. Questi ultimi si sono dimostrati capaci di cooperare e mobilitare giovani in parte uguali, in parte diversi, generando coesione e coerenza di un’offerta formativa capace di includere, sollecitare il dialogo con il diverso, favorire il cambiamento mostrando ed insegnando cosa esso sia: un processo comunicativo, complesso e composito, nonché una sfida sempre più ingente ed attuale nello scenario globale di cui siamo parte.

Interazionismo simbolico, socio-costruttivismo, relativismo culturale: da paradigmi studiati diventano derive di analisi della società, tool kits da condividere e mettere in opera sul campo. Credo che tutto ciò sia l’esito del continuo rinnovamento, nonché della capacità dell’offerta formativa di collegarsi ad un mutevole mercato del lavoro, da cui il mondo accademico è influenzato e che a sua volta tenta di influenzare. Credere nel potenziale di cambiamento – promosso attraverso cultura e pratiche sociali, sulla base di valori agenti ed agiti attraverso la capacità di ascolto – è stato l’impegno che ho colto ed apprezzato, tanto da farmi coinvolgere e appassionare a questo micro-cosmo socio-culturale che non vorrei mai abbandonare!

A tutta l’equipe COMPASS composta dai decision makers, opinion leaders, dai vari influencers, insomma dai numerosi attori sociali che ricoprono incarichi e ruoli differenti nella più grande arena sociale dell’Alma Mater, fino a giungere all’insieme eterogeneo di tutti i compagni di viaggio,  va il mio più sentito grazie!

Ilaria Maria Di Battista (a breve e a malincuore, ex-studentessa COMPASS)

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