Comunicazione politica ai tempi di Twitter

Nella polis dell’antica Grecia, gli uomini si riunivano nell’agorà, il luogo della democrazia per antonomasia, per discutere di questioni economiche, politiche, commerciali e religiose.

Nella società del XVII e XVIII secolo, la nuova classe borghese, che diede vita ad una sfera pubblica letteraria, si riuniva nei salotti e nelle coffeehouse: centri di informazione all’interno dei quali si leggevano i giornali che i proprietari londinesi cominciavano a redigere e a stampare in proprio e si  discuteva dei problemi riscontrati dalla nuova classe emergente.
Ad oggi, questi luoghi non sono scomparsi del tutto, ma in gran parte sono stati sostituiti dalle piazze e dalle comunità virtuali, nate grazie alle innovazioni tecnologiche e ai nuovi media.twitterTwitter è una piattaforma di social networking che sta diventando sempre più importane nel panorama del web partecipativo. Nasce nel 2006 con l’obiettivo di portare su Internet le caratteristiche degli sms attraverso la condivisione di contenuti testuali non più lunghi di 140 caratteri. Rientra nella categoria dei microblog, ossia una forma di pubblicazione che consente all’utente registrato di postare fino a numero limitato di caratteri. Su questo tipo di piattaforma si distinguono due tipi di relazione sociale: i follower e i following.

Probabilmente il caso più noto di utilizzo di Twitter è connesso alle elezioni presidenziali in Iran del 2009 e alla conseguente protesta politica di Mousavi contro i presunti brogli elettorali del candidato presidente. Twitter rappresentò un canale di comunicazione ai giovani dissidenti per l’organizzazione e la diffusione della protesta al di fuori dei confini iraniani.

È ovviamente collocato tra i must have delle campagne elettorali, soprattutto negli Stati Uniti, che da soli raccolgono il 50% degli utenti mondiali.
Ciò che rende la piattaforma funzionale alla diffusione delle informazioni è la presenza di una timeline pubblica che consente anche a coloro che non sono iscritti di seguire gli aggiornamenti di status (ovviamente solo se il gestore dell’account ha deciso di renderli pubblici).

Per quanto riguarda la natura dei tweet, sebbene spazino dalla diffusione di news alla promozione della propria attività lavorativa, gli utenti condividono principalmente pointless babble, ossia una semplice chiacchiera quotidiana priva di un reale contenuto informativo.

Nella blogosfera dei parlamentari italiani, è rintracciabile una presenza di account particolarmente vivaci e attivi, ma anche di profili “dormienti” o inattivi. Inoltre, questa piattaforma sembra riprodurre il cosiddetto effetto spillover invertito, ovvero i politici più seguiti sono soggetti politici che hanno già acquisito un’ampia visibilità sui media tradizionali. Da ciò si può dedurre che le ragioni che portano un cittadino a seguire un politico non sembrano tanto legate ai contenuti dei tweet, alle issues, quanto piuttosto all’esigenza di esprimere sostegno o affiliazione verso figure politiche di spicco della scena pubblica.

Essere su Twitter  per un politico è fondamentale per raggiungere l’attenzione degli utenti e per arrivare a fidelizzarla. Ma quali sono gli accorgimenti necessari per gestire efficacemente un profilo Twitter? Vediamo insieme alcuni possibili strade:

Curare la biografia: la bio è il canale preferenziale per promuovere in modo incisivo e diretto le caratteristiche personali, le esperienze e i contenuti del profilo. Deve fornire una panoramica del programma politico.

Attenzione al linguaggio: No ad un linguaggio troppo tecnico e autoreferenziale, soprattutto quando ci si muove in ambito locale. Si ad un linguaggio personalizzzato, attento ai sentimenti dell’utenza e ai principali argomenti di discussione.

Un Tweet, una tematica: avere un numero limitato di caratteri non vuol dire solo essere sintetici, ma anche efficaci. Meglio evitare quindi troppi riferimenti tematici.

Rispondere ai follower: interagire con i propri follower permette di guadagnare fiducia e aiuta a mettere in risalto l’interesse per il territorio e le sue problematiche.

Sapere quali sono i meccanismi di utilizzo di questo social network può aiutare a costruire un processo di comunicazione politica orientato al successo.
Nella Grecia moderna la politica, oltre ad essere presente nella storica agorà, ha conquistato anche gli spazi virtuali Img_Tsipras_twitterofferti dalle nuove tecnologie.

Il profilo Twitter di Alexis Tsipras, il Primo Ministro greco, conta quasi 180 mila follower, 126 following e più di mille tweet: un presenza attiva e corrisposta. Il divario tra seguaci e seguiti è molto evidente ma non rappresenta un’anomalia.

La bibliografia sotto al nome dell’account è sintetica, rapida e completa. Anche la scelta delle immagini presenti sul profilo rispondono ad una precisa strategia di comunicazione: ad esempio la foto profilo trasmette professionalità e al tempo stesso modernità e freschezza.

Claudia Moretti

 

 

 

 

 

Claudia Moretti

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