Bologna, dove il piccolo mondo è molto grande

Sono uno studente svizzero. Due anni fa ho deciso di frequentare la laurea magistrale in un altro paese. Volevo fare una nuova esperienza. Ho da subito capito che volevo andare in Italia, anche perché mia nonna era italiana ed io possiedo anche la doppia cittadinanza.
Ho così deciso di andare a studiare a Bologna perché tanti italiani me l’avevano consigliata e perché l’Università di Bologna è considerata la migliore università pubblica del Paese.

Bologna_PiazzaMaggiore

Piazza Maggiore – Bologna [Credits: @michelazingone per @twiperbole]

Quando sono arrivato a Bologna non sapevo nemmeno se la magistrale di Scienza della Comunicazione Pubblica e Sociale mi avrebbe accettato. Molto presto ho scoperto che non avrei avuto problemi ad accedere con la mia laurea triennale.
Ero pronto a fare la magistrale in Scienze della Comunicazione pubblica e sociale (oggi Comunicazione Pubblica e D’impresa).

Sono rimasto impressionato dalla varietà di studenti nei corsi della magistrale. L’ Università di Bologna fa parte delle università in Europa con il numero più alto di studenti Erasmus. Inoltre ci sono tanti studenti internazionali che frequentano direttamente interi corsi di studio a Bologna. In particolare nelle lezioni della nostra magistrale ho incontrato studenti provenienti da quasi tutto il mondo, per esempio da Germania, Belgio, Nigeria, Cina, Francia, Stati Uniti etc. e quindi anche i gruppi di lavoro erano molto multiculturali. E’ stato interessante anche conoscere gente proveniente da differenti regioni d’Italia. Studenti dall’Alto Adige, dal Lazio, Sicilia, Calabria, Lombardia, Puglia, Molise etc.
Una cosa che considero molto importante nella mia carriera studentesca è aver fatto un’esperienza in ambito multiculturale. Umberto Eco ha detto che il programma Erasmus ha costruito una generazione di giovani europei, nel senso che attraverso la mobilità e la coo-perazione sta crescendo di fatto una cittadinanza europea.

Fiora Imberciadori (Coordinatrice Agenzia nazionale Lifelong Learning Programme, LLP) intende con questo termine un’europeizzazione dell’identità, sia nella sfera pubblica che pri-vata. Quindi una possibilità di mantenere o anche migliorare la comprensione fra culture di-verse. Il principio di questa mobilità si vede anche nei corsi della magistrale in cui c’è gente da tutto il mondo. Se guardo alla mia esperienza a Bologna, penso che le relazioni internazionali e il principio della mobilità menzionata, sono fattori che la contraddistinguono.

Ho avuto la possibilità di conoscere gente di altri paesi, altri modi di pensare e altre culture. Non solo mi aiuterà per la mia vita professionale, ma anche per la mia vita intera. Oggi, ho amici in Cina, Germania e in tutta l’Italia, insomma in tutto il mondo.

Dario Schellenberg

 

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