Web storytelling, appunti di laboratorio

Il laboratorio di Web Storyelling, coordinato da Elena Scarpellini, ci ha posto di fronte alla sfida di coniugare teoria narrativa, prosa, espedienti del racconto e tecniche video con realtà lontane dalla nostra quotidianità, realtà attraverso le quali abbiamo potuto osservare il mondo dell’individualità con prospettive differenti, cercando di rappresentarlo nel miglior modo possibile, su video come sulla carta.

All’inizio del laboratorio, per entrare nell’ottica della storia, ci siamo cimentate in esercizi di scrittura, avvicinandoci alla costruzione del racconto imparando a giocare con il punto di vista, agganci testuali, definizione dei personaggi, descrizione di tempo, spazio, principi e conclusioni. Successivamente, attraverso VoLaBo siamo entrate in contatto con varie associazioni di volontariato, delle quali avremmo dovuto raccontare, attraverso la tecnica dello Storytelling, alcune storie che loro avrebbero reso disponibili a una nostra rielaborazione e divulgazione, al fine di valorizzare le attività di cui si occupa la figura del volontario.

volontariatoAbbiamo voluto cercare di evidenziare non soltanto la parte attiva del volontariato, ma anche e soprattutto il punto di vista di coloro che costantemente vengono assistiti dai volontari. Si tratta di individui che, in momenti di difficoltà, hanno trovato sostegno in figure a loro inizialmente estranee ma che con il tempo sono arrivate a rappresentare un importantissimo punto di riferimento e di forza.
Tuttavia, nel corso del laboratorio abbiamo scoperto che il volontariato non è solo questo, non consiste soltanto nell’aiutare chi è in difficoltà: il volontariato è anche, e in molti casi soprattutto, aiutare se stessi, imparare a dare valore alle cose realmente importanti della vita, stare bene nel far stare bene gli altri.

Le associazioni con cui siamo entrate in contatto per raccogliere le testimonianze sono state: Ant, Centro Servizi Villa Tamba, Associazione Emiliani, Comivis, Urp del Policlinico Sant’Orsola, Associazione Le Chiavi di Casa.
Essendo noi in otto, ci siamo suddivise le associazioni, di conseguenza ciascuna esperienza è stata molto diversa dalle altre, anche in base alle problematiche di cui le rispettive associazioni si occupano.
Le nostre impressioni riguardo l’esito complessivo del laboratorio sono state, tuttavia, simili tra loro, in riferimento all’intensità dell’esperienza e alla crescita personale affrontata.
Riportiamo qui sotto alcune testimonianze molto intense e molto belle riguardanti il nostro percorso.

Domiziana: «Per quanto mi riguarda la cosa che ho più apprezzato di questo laboratorio è stato l’entrare Piazza Santo Stefanoin contatto con le diverse associazioni. Ci è stata data la possibilità di entrare nel mondo del volontariato, un mondo che non tutti conoscevano. Nella maggior parte dei casi si è creato un bel rapporto di complicità e collaborazione tra noi e loro, che ha portato anche a un interesse personale al di fuori del laboratorio.

Per quanto riguarda lo storytelling a mio parere la parte finale del laboratorio in cui abbiamo deciso come scrivere le storie e la loro correzione assieme è stata la parte più interessante e quella che mi ha lasciato di più a livello istruttivo. Collaborare insieme ai progetti di tutti è stato un po’ come essere parte di una piccola redazione in cui ognuno fa la propria parte per la realizzazione finale del progetto e non solo per quello che riguarda la sua parte. Abbiamo imparato che scrivere, e in particolare scrivere per il web, non è facile come sembra, e che scrivere di volontariato sia ancora più difficile perché i temi da affrontare sono delicati, non devi annoiare, essere troppo irruento, troppo melodrammatico. Devi rispettare la storia che vuoi raccontare ma introdurre elementi che ne facilitino la lettura e spronino il lettore ad esserne interessato >> .

Letìcia: «Ciò che mi ha maggiormente colpito di questo laboratorio è stata la possibilità di realizzare un lavoro pratico, applicando i concetti base di storytelling a un linguaggio multimediale attraverso la creazione di video storie rivolte alle piattaforme social. Inoltre, mi sono confrontata con diverse realtà del volontariato che non avevo mai avuto l’opportunità di conoscere. Il laboratorio mi fatto crescere non solo a livello professionale ma anche personale>>.

Daniela: «All’inizio di quest’avventura ero un po’ disorientata. Dagli esercizi in aula non avevo ben capito cosa volesse dire fare “storytelling”. Il tutto è cambiato, però, quando siamo entrati nel “vivo” del laboratorio. Il contatto con le associazioni, lo sguardo dei volontari mentre raccontavano la propria storia, mi ha fatto capire il valore dello storytelling nelle realtà onlus.
La parte più complicata, per me, è stata dare “dignità” ai loro racconti; far diventare mia la loro realtà, per poi poterla narrare agli altri… Per essere la prima esperienza direi che siamo state brave!!! 
Abbiamo imparato ad ascoltare, essere sensibili e creative. Proprio la creatività ci ha permesso di racconta il volontariato dandogli un volto nuovo, mostrando con semplicità e schiettezza il ruolo del volontario. 
Il momento migliore del laboratorio è stato quello in cui abbiamo smesso di ragionare da singoli per divenire gruppo; il scambiarsi pareri positivi e negativi e ad aiutarci.
Abbiamo migliorato il nostro metodo di scrittura, abbiamo imparato a montare brevi contenuti multimediali e a predisporre una campagna social… piccoli, grandi, passi per entrare in un’ottica lavorativa>> .

Sara Del Dot

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...