Quando la fine dei telefilm causa una sindrome d’abbandono. E sui social scatta lo sconforto

“Questo è l’episodio che l’America non dimenticherà mai”. E così è stato. Shonda Rhimes, l’ormai famosissima autrice di ‘Grey’s Anatomy’, il celebre medical drama targato Usa, aveva annunciato che la puntata 11×23 andata in onda in America il 23 aprile 2015 sarebbe stata struggente, ma sicuramente non si aspettava una reazione del genere da parte dei fan.

Gli amanti di Grey’s Anatomy sicuramente già sapranno di cosa sto parlando, ma per rispettare chi ancora non ha visto la puntata non farò nessuno spoiler. Diciamo solo che dopo ben 10 anni e 11 stagioni, il ‘mondo’ ha dovuto dire addio a uno dei personaggi chiave della serie. I fan non l’hanno presa benissimo, anzi hanno iniziato a tempestare di messaggi e insulti la Rhimes, che è rimasta sbalordita dal fenomeno che aveva scatenato.

La pagina Twitter dell’autrice è stata presa letteralmente presa d’assalto da milioni fan inferociti:“Per colpa tua la mia vita non sarà più la stessa” si legge, o ancora: “In 40 minuti hai rovinato l’esistenza di milioni di noi”, “11 stagioni e tutti i miei personaggi preferiti sono morti. “Shonda, ti odio immensamente”, “C’è un girone dell’inferno per le persone come te”. E come se non bastasse su Facebook sono nati gruppi di protesta come ad esempio: “Andare sotto casa della Rhimes con forche e forconi”.

La Rhimes, però, non è rimasta in silenzio e ha twittato: “Faccio questo per vivere. Ricordate, non è reale, ok? Non mi twittate le vostre pazzie”. Pazzie, sì, ma tutto questo delirio ha un nome, si chiama sindrome d’abbandono da serie tv.

Una ricerca della Ohio University ha infatti rivelato che esiste un legame tra lo spettatore e i personaggi di una serie tv e che i fan sviluppano sentimenti reali nei loro confronti, proprio come farebbero con un amico o un familiare. E c’è addirittura chi ha dichiarato di percepire un disagio reale, come quando finisce un amore o un’amicizia.

Il caso di ‘Grey’s Anatomy’, che nel corso delle stagioni aveva già detto addio a molti altri personaggi chiave, non è però di certo l’unico: si pensi all’addio di Mischa Barton, la Marissa di ‘The O.C’, o al più recente addio di Ronn Moss, che ha spezzato i cuori a milioni di appassionate di ‘Beautiful’; oppure allo storico addio di George Clooney in ‘E.R.’. Una cassa di risonanza del genere non era però mai avvenuta, questo perché il target di riferimento della serie, soprattutto giovani, e le tecnologie di cui disponiamo, hanno portato a un’accentuazione del fenomeno.

Certo la cosa lascia un po’ perplessi, ma alla fine siamo pur sempre nell’era della comunicazione 2.0 e lo sviluppo di una vita parallela, per colpa anche dei social network è sempre più frequente e a questo si devono abituare anche gli attori.

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