Intervista a Sandro Sabatini, direttore di Calciomercato.com

“Dal 1984 lavora per l’agenzia giornalistica “Tuttocalcio”, diretta da Alfio Tofanelli.
Nel 1987 approda alla redazione milanese di Tuttosport, per cui segue il Milan dei primi anni della presidenza di Silvio Berlusconi. Nel 1989 porta su Rete 4 la prima trasmissione di calciomercato in fascia pre-serale (condotta da Sandro Piccinini). Nel 1992 arriva la promozione a responsabile della redazione milanese del quotidiano Tuttosport, che lascia nel 1994.

Quell’anno infatti diventa capo ufficio stampa dell’Inter, incarico che ricopre fino al 2001. In quel periodo conosce personaggi importanti del mondo dello calcio, come l’attaccante brasiliano Ronaldo (che gli affida la creazione del suo sito internet ufficiale). Nel gennaio 2001 conclude il rapporto con l’Inter e inizia a lavorare alla televisione lombarda Antenna 3, come conduttore e responsabile della redazione sportiva.
Nel giugno 2004 approda a SKY, dove partecipa alla nascita di SKY Sport 24, il primo canale sportivo all-news. Qui è vice capo redattore e conduce quotidianamente soprattutto le edizioni della fascia serale. Dal settembre 2013 al maggio 2014 è autore e conduttore della trasmissione domenicale “Stop&Gol” su Cielo, il canale in chiaro di SKY.
Dopo undici anni, lascia Sky Sport a fine aprile 2015 e all’1 maggio assume l’incarico di direttore responsabile del sito www.calciomercato.com

Immagine tratta da www.calciomercato.com

Immagine tratta da http://www.calciomercato.com

Tale descrizione (tratta dal suo blog ufficiale) corrisponde al nome di Sandro Sabatini.
Una carriera di primissimo livello per i ruoli di grande importanza ricoperti in passato, e per il nuovo ed altrettanto ruolo di direttore responsabile di Calciomercato.com, che Sandro racconta con grande disponibilità in questa intervista esclusiva, fornendoci interessanti spunti di interesse e regalandoci importanti consigli per chiunque aspiri ad entrare nel mondo del giornalismo sportivo (e in generale).

 

Sandro Sabatini, la tua carriera è stata caratterizzata (e lo è tuttora) dalla presenza di incarichi  importanti e variegati (per i ruoli svolti). A proposito di questo, ci racconti il tuo percorso di crescita  professionale?
Ho iniziato neanche maggiorenne, tantissimi anni fa, quando nascevano le prime radio e tv locali. Ero il vice cronista delle partite di calcio e basket a Montecatini Terme, dove vivevo. Non esistevano corsi, università o master di giornalismo. Il mestiere del giornalista si imparava giorno per giorno. Poi grazie all’agenzia “Tuttocalcio” diretta da Alfio Tofanelli iniziai a collaborare con Tuttosport per la Serie C e…

Già all’età di 25 anni, sei entrato a far parte di una redazione importante come quella di Tuttosport. Ci racconti le sensazioni e le emozioni che prova un “giornalista novello” nell’entrare a far parte di  una redazione così importante?
Emozione, tanta. Determinazione, di più. E sempre curiosità di imparare qualcosa giorno per giorno dai colleghi più esperti. Gli accorgimenti del lavoro si “rubavano” spiando i più vecchi, e cercando di carpire i segreti.

Quali erano i ruoli da te svolti in redazione?
Per un mese sono stato nella redazione centrale di Tuttosport, dove impaginavo e titolavo e seguivo fino in tipografia i “pezzi” scritti dai colleghi. Poi il direttore Piero Dardanello mi trasferì alla redazione milanese, guidata da Gino Bacci. Lì ho avuto la fortuna di seguire da inviato il Milan, nei primi anni di Berlusconi e Sacchi: i migliori.

Tra il 1994 ed il 2001 hai ricoperto il ruolo di capo dell’ufficio stampa dell’Inter; ma nello specifico,  quali sono i compiti di un capo dell’ufficio stampa di una società importante come quella  nerazzurra?
I compiti sono molto cambiati, con il tempo e l’evoluzione della comunicazione. Vent’anni fa, cercavo di ottimizzare e armonizzare il rapporto tra media e le varie componenti della società: giocatori, allenatore, presidente e società in generale. E oltre a questo, c’erano le mansioni settimanali riferite a logistica e accoglienza per i giornalisti.

Gli anni di frequentazione della sede interista, ti hanno portato a conoscere personaggi illustri del  mondo del calcio (calciatori e non), tra cui il “fenomeno” Ronaldo. Proprio lui ti ha affidato il compito di creare il suo sito internet ufficiale; quanto è stato importante il fatto che un personaggio  come “il fenomeno” abbia affidato a te la creazione del suo sito internet ufficiale?
Tantissimo, perchè ha rappresentato la miglior dimostrazione della fiducia che mi aveva accordato. Ma in generale ho avuto ottimi rapporti con tutti i giocatori che in quegli anni sono transitati dall’Inter.

Passando ad una domanda meramente tecnica, come ci si deve muovere se incaricati da qualche  “personaggio noto” (del mondo del calcio e non) della creazione di un sito personale? Quali sono  i  passi da seguire?
Semplicemente cercare di rappresentare al meglio il personaggio, esaltandone gli aspetti positivi in generale e in particolare le qualità meno conosciute, in campo e fuori.

Si può dire che sei uno dei padri della redazione di SkySport24. Ci racconti un po’ come nasce un  progetto del genere?
Grazie per il “padre”, in effetti lo sono stato anche per tanti giovani colleghi che adesso sono cresciuti e occupano posizioni di responsabilità. Il progetto Sky Sport 24 inizialmente venne curato da un manager australiano, Jim Rudder, e dal primo direttore Fabio Guadagnini. Poi è stato sviluppato e migliorato da Massimo Corcione. Si basava – e dovrebbe basarsi tuttora per non tradire la fiducia degli abbonati – sull’unione tra il ritmo live delle news e la familiare professionalità con cui le notizie venivano trattate e approfondite dai conduttori. Alla base c’era – e dovrebbe esserci sempre – la forza propulsiva della redazione: idee, cura dei dettagli, integrazione con altri media, alternanza tra notizie e commenti. Il motto che ci venne insegnato in avvio era “Primi e senza errori”. Poi con il tempo questo “comandamento” si è evoluto.

Come si svolge la giornata in una redazione di un telegiornale “no-stop”?
Si svolge attraverso tre turni di lavoro, che si sviluppano dalle 5 di mattina all’una di notte. Tre turni che compongono quattro squadre fondamentali: Intake (i giornalisti che producono servizi), Output (quelli che provvedono alle scalette per la messa in onda), Planning (i giornalisti che organizzano e pianificano), Presenters (i conduttori che usufruiscono del lavoro altrui, esaltandolo attivamente durante la diretta).

Noi spettatori dietro lo schermo percepiamo, nelle varie edizioni quotidiane del TG, un clima di complicità ed allegria, nel quale oltre ad essere colleghi che lavorano spalla a spalla, siete complici e riuscite a ridere e scherzare pur facendo informazione. Quanto è importante, in questo mestiere, “non prendersi troppo sul serio”?
L’armonia nel lavoro è fondamentale. E affinchè tutti eseguano bene i propri compiti, non serve autorità: basta l’autorevolezza.

Passiamo alla storia recente. Hai lasciato la redazione di SkySport dopo 11 anni per il ruolo di  direttore di Calciomercato.com. Quali sono i progetti per questa nuova esperienza?
Ho lasciato perchè non ero più in sintonia con la nuova direzione. A calciomercato.com spero e penso di portare l’esperienza multimediale maturata in tanti anni e declinata abbattendo le finte barriere tra stampa, tv, radio, web e social.

Cosa cambia, nella vita lavorativa di un giornalista, passando dalla redazione di un TG a quella di un importante sito di informazione?
Cambia poco: la passione è la stessa, le differenze di orari pochissime.

Pensando a tutti i ruoli svolti ed ambienti lavorativi frequentati, a quale esperienza passata sei  maggiormente legato, per quello che ti ha donato sia dal punto di vista professionale che personale?
I primi tre anni di Sky Sport 24 e la festa dei mille giorni dalla nascita del canale. Quel millesimo giorno, dalle 8 del mattino all’una di notte, si alternarono sul canale 200 tutti i personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo, compreso Fiorello. La ricordo ancora come una straordinaria giornata di partecipazione collettiva. Giocatori, allenatori, presidenti, dirigenti e tifosi: una continua partecipazione collettiva, e tutta rigorosamente in diretta. Uno sforzo creativo e produttivo di rara bellezza e di grande significato. E chi conosce un po’ la televisione, sa immaginarne il valore.

La maggior parte dei lettori di questa intervista, saranno aspiranti comunicatori che sognano,  magari un giorno, di riuscire a fare anche solo una minima parte di quello che sei riuscito a fare tu nella tua carriera. Quali consigli ti senti di dar loro?
Di non arrendersi mai nell’inseguire la propria passione, cercando sempre di sperimentare qualcosa di nuovo. E sperando anche di avere un po’ di fortuna, che per il mondo del lavoro attuale davvero non guasta. In bocca al lupo!

di Rocco Lucio Bergantino

 

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