Cosa dicono i social network dell’Expo 2015?

Trattandosi di un evento mondiale di straordinaria importanza, l’Expo 2015 è stato l’argomento più dibattuto nell’ultimo periodo, e di cui si continua a parlare, non solo tramite i mezzi di comunicazione e informazione tradizionali, ma anche e soprattutto sui media digitali.
L’interesse per l’Expo, sul web, è cresciuto col tempo, infatti già da mesi, sui social network quali Facebook e Twitter, si è registrato un numero sempre più cospicuo di commenti, tweet, foto e pagine.
Mi sono interrogata su quale sia stato l’impatto a livello mediatico, con uno sguardo in particolare sui social network, di un avvenimento cosi importante per il nostro paese.

L’Expo 2015 ha fatto un massiccio utilizzo dei social network per mobilitare gran parte degli italiani e promuovere l’interattività dei cittadini. Tramite la rete sociale gli utenti hanno assunto un ruolo centrale contribuendo a formare l’opinione pubblica svincolata dalle logiche dei media tradizionali, e instaurando con il pubblico una comunicazione più complessa, ottenendo il moltiplicarsi delle fonti informative.  Obiettivo comunicativo dell’ Expo, presentato come “la prima esposizione universale social“, è appunto far conoscere i dettagli dell’evento offrendo al popolo del web aggiornamenti costanti e condividendo esperienze in tempo reale.

L’esposizione universale ha utilizzato diverse piattaforme, per aggiornare i cittadini sugli sviluppi dei lavori, dello spazio espositivo, dell’organizzazione e dei partner, trasformando l’evento in un corollario di notizie in tempo reale.

Oltre al sito ufficiale in costante aggiornamento, l’Expo ha fatto largamente uso di Twitter, Facebook, riuscendo a coinvolgere più di un milione di persone, e poi ancora, Instagram, Pinterest e Periscope, la nuova app per lo streaming video di Twitter, per tenerci aggiornati su tutto quello che succede nei padiglioni, raggiungendo in poco tempo migliaia di utenti. Un altro importante strumento di comunicazione utilizzato è la guida #Exprogram, con la quale l’Expo analizza e monitora i social media pubblicando ogni settimana un taccuino online con l’aggiornamento delle preferenze dei visitatori.

Ma quali sono stati gli argomenti che hanno riscosso più successo sui social?

Tra i messaggi rilevanti, numerosi sono quelli che sono stati inviati dalle personalità di spicco del mondo della musica, della politica e dello spettacolo.  Molti di loro hanno accresciuto la popolarità dell’evento twittando le novità, esprimendo la propria opinione o disapprovazione. Lo stesso hanno fatto gli utenti, che senza troppi indugi hanno iniziato a partecipare e a condividere notizie.

Proprio dai social sono partiti degli eventi comunicativi che sono diventati in poco tempo virali, incidendo in maniera significativa sulla reputazione on-line e off-line dell’evento.  La prima notizia che ha coinvolto e allo stesso tempo sconvolto gran parte degli utenti è stata la decisione della partecipazione del Mc Donalds e della Coca Cola come official sponsor. La notizia non è stata digerita da molti, e ancora prima che ne parlassero i giornali,  sui social network è partita una deprorevole battaglia che ha accusato l’Expo di non tener conto del suo tema centrale: “Nutrire il pianeta“.

Ma non è finita qui. Dopo le prime notizie scandalo, che hanno portato alla creazione di una forte indignazione messa in atto con la creazione di pagine e hashtag “NoExpo“, sono seguite una raffica di notizie  che hanno sempre più fatto discutere. Una di queste è stato il render del Parco della Biodiversità, uno spazio espositivo che valorizza le “eccellenze agricole e agroalimentari del paese”. L’immagine falsata, con figure umane che quasi sembrano irreali, ha prodotto una cascata di pagine Facebook colmate da critiche e parodie. Centinaia i commenti. C’è chi ironizza: “E’ severamente vietato all’Expo di entrare con la propria ombra“, e chi critica con un “Siete dei cialtroni!!

Poco dopo questa gaffe, ne è seguita un’altra. L’organizzazione della fiera universale è incappata in un clamoroso errore pubblicitario. Sono stati affissi sul territorio milanese cartelloni ufficiali dell’Expo 2015, con un incredibile errore di battitura: “But your tickets” anziché “Buy your tickets”. Il refuso non è sfuggito agli occhi dei cittadini che in poco tempo hanno ridicolizzato la notizia su Twitter rendendo l’errore un vero e proprio “epic fail”.

Insomma a conti fatti, l’evento sui social è stato più discusso che inneggiato e il popolo del web si dimostra più vicino ai giudizi negativi che a quelli positivi. La mia ipotesi è che i social media abbiano facilitato la comunicazione, accentuando la divisione tra coloro che considerano l’evento uno spreco di risorse e coloro che vedono l’Expo come l’evento del futuro, dalla quale l’Italia cercherà di ripartire. I Noexpo, per quanto possano essere considerati sovversivi, hanno permesso all’utente di venire a conoscenza anche di quelle questioni che i mezzi tradizionali non ci raccontano. Hanno costruito una forma collettiva di critica, che credo sia legittima in uno stato democratico.

Antonietta Nardella

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