Campagna elettorale online: parte la corsa di Hillary Clinton

È passato un mese da quando l’ex Segretario di Stato USA Hillary Clinton ha comunicato che si sarebbe candidata alle primarie democratiche per le presidenziali del 2016. Vediamo in breve come funzionano le elezioni negli Stati Uniti d’America.

L’elezione presidenziale avviene in base ad un procedimento complesso e articolato in due fasi: la prima fase, non disciplinata dalla Costituzione, porta alle designazione dei candidati alla Presidenza e alla Vice-presidenza nelle Convenzioni nazionali del partito democratico e di quello repubblicano. La scelta dei candidati a tali Convenzioni è stata affidata direttamente al corpo elettorale con il metodo delle primarie, in base al quale i delegati sono eletti dagli elettori simpatizzanti del relativo partito (primarie chiuse) o da qualsiasi elettore (primarie aperte).

La seconda fase prevede in ogni Stato ai primi di novembre l’elezione, attribuita dai singoli Stati in origine ai rispettivi Parlamenti, poi al corpo elettorale, degli elettori presidenziali. Successivamente questo votano a scrutinio segreto per Presidente e Vice-presidente ed all’inizio di gennaio il Presidente del Senato effettua lo spoglio di fronte alle Camere riunite e proclama eletti i candidati che ottengono la maggioranza assoluta dei voti. Infine, il 20 gennaio il Presidente prende ufficialmente possesso della carica.

Ma dal 2012 in America qualcosa è cambiato.
La campagna elettorale per la rielezione di Barack Obama, che vede sconfitta proprio l’avversaria Hillary Clinton, è stata organizzata con una strategia definita “cross-mediale”: oltre ai mezzi di comunicazione più ortodossi come Radio e Tv, sono stati ampiamente utilizzati anche i nuovi mezzi di comunicazione di massa. L’intera campagna è stata coordinata dal manager Jim Messina e dal ‘superconsulente’ per la comunicazione David Axelrod. Il punto di forza della loro campagna è stata proprio la comunicazione, sia interna che esterna. Ogni settore legato alla comunicazione lavorava spalla a spalla, così che il team che si occupava specificatamente della Tv sapeva anche quello che succedeva nel settore Radio, e la stessa cosa valeva per i social media e l’ufficio stampa.

I messaggi del candidato si sono diramati negli Stati Uniti attraverso la creazione di forum di discussione online, con la condivisione di file e l’uso di chat, email-marketing e il classico ‘porta a porta’. Dal quel momento in poi post, video, tweet e immagini hanno conquistato il mondo della politica americana e non solo. Non è un caso, quindi, che questa volta la corsa della candidata parta proprio da Twitter.

Il primo a darne annuncio è il suo consigliere John Podest: “Volevo essere sicuro di essere il primo a dirvelo: è ufficiale, Hillary correrà per diventare presidente”

Tweet

Qualche ora dopo è arrivato anche il tweet della candidata:Correrò per l’America”.

La sua candidatura viene annunciata anche da un video, caricato sulla sua pagina Youtube e in poco tempo condiviso su tutti gli altri suoi profili social. Dura circa 90 secondi e lei compare soltanto alla fine. I primi protagonisti sono, infatti, le voci e i volti della gente comune: donne e uomini, madri e padri, giovani e anziani, omosessuali e eterosessuali, amanti degli animali o imprenditori.
Tutte queste persone hanno in comune il bisogno che qualcuno li protegga e combatta per loro.

“Sono pronta anche io a fare qualcosa: correrò per la presidenza. Gli americani si sono battuti per uscire da duri tempi economici, ma il tetto è ancora fermo a favore di chi si trova in alto. Ogni giorno gli americani hanno bisogno di un campione e io voglio essere quel campione”: è con queste parole che Hillary Clinton annuncia la corsa alla presidenza.

tweet H. Clinton

Uno staff di esperti aiuterà la candidata a gestire la comunicazione sui social. Ma non c’è da preoccuparsi, ci sarà anche lei, in prima persona, a comunicare con i cittadini americani. I suoi post saranno firmati da una “-H” alla fine.

tweet lingua spagnolaUn esempio è il tweet in lingua spagnola, e qui il messaggio è chiaro: la politica della Clinton include tutti e si spoglia di ogni vecchia discriminazione.

È richiesta la massima partecipazione e per otternerla viene studiato ogni piccolo particolare. Ad esempio, una forma di engagement politico è la scelta di un determinato linguaggio. In questo caso il richiamo al mondo sportivo attraverso il termine “Run” permette di attirare l’attenzione dei giovani e di influire sulla loro sfera emotiva.

Persino il logo della sua campagna sembra riflette la volontà di essere il più possibile inclusiva: è stato usato, infatti, sia il rosso (il colore del Repubblicani) sia il blu (quello dei Democratici).

logo Clinton

Ma il popolo del web ha da subito mostrato la sua disapprovazione sulla scelta stilistica di questo logo: ad alcuni sembra più l’indicazione di un ospedale, ad altri una possibile svolta a destra.

Dal 12 aprile in poi, tutti i suoi profili sono costantemente aggiornati con le tappe della sua corsa e non lasciano possibilità all’elettore – che nelle campagne postmoderne è definito “a fedeltà leggera” – di distrarsi e restare indietro. Ma la campagna di Hillary Clinton è appena all’inizio e noi continueremo a seguirla per parlarne con voi lettori.

Claudia Moretti

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