Il vicinato 2.0: il fenomeno delle Social Street

Le Social Street sono diventate un fenomeno di cui si parla sempre più spesso e che ha riscosso un notevole successo non solo in Italia ma anche nel resto del mondo. Ma come è nato? Come si è sviluppato? E soprattutto, facilita davvero la vita delle persone? Tutte queste domande sono state l’oggetto di studio del mio lavoro di tesi: Quando il web 2.0 facilita la vita quotidiana: il fenomeno delle Social Street. Il caso di Via Fondazza a Bologna, discussa lo scorso mese di marzo con la professoressa Saveria Capecchi e la dottoressa Michela Zingone.  

In questo lavoro ho voluto analizzare quelle nuove forme di interazione tra le persone che si sono diffuse con lo sviluppo del web 2.0; in particolare l’avvento dei social network e delle piattaforme digitali ha rivoluzionato gli spazi di interazione quotidiana presentandosi come una vera e propria opportunità che ha inciso sulla sfera relazionale delle persone. In quest’ottica ho deciso di prendere come caso di studio il fenomeno delle Social Street: un fenomeno nuovo nato proprio qui a Bologna, in via Fondazza, nel settembre 2013, che rappresenta un modo diverso di vivere il rapporto tra vicini di casa, attraverso l’uso della rete.

Infatti il fondatore, Federico Bastiani, residente in via Fondazza, si era reso conto di non conoscere i propri vicini di casa cioè il rapporto non andava oltre un semplice saluto. Per questa esigenza di socializzare, ha deciso di aprire un gruppo chiuso su Facebook “Residenti in via Fondazza-Bologna” e per far conoscere questa iniziativa ha attaccato dei semplici volantini lungo la strada. Dopo le prime iscrizioni si è venuto a creare un vero e proprio gruppo dove, a una prima conoscenza in rete, l’obiettivo era quello di passare concretamente nella dimensione reale.
Questa iniziativa ha riscosso davvero un grande successo grazie al passaparola e all’interesse mediatico, tanto che oggi si possono contare più di 300 Social Street in tutta Italia e una ventina anche nel resto del mondo.

L’obiettivo del mio lavoro di tesi è stato quello di analizzare se le nuove forme di interazione del web 2.0 siano in grado di apportare miglioramenti nella vita quotidiana delle persone e, in riferimento al caso specifico della Social Street, se favorisce la creazione di relazioni di vicinato solide portando vantaggi e benefici non solo dal punto di vista pratico, ma anche sociale.
Per fare ciò ho utilizzato principalmente due tecniche di rilevazione empirica: l’osservazione partecipante attraverso l’iscrizione al gruppo Facebook della Social Street di via Fondazza e le interviste al fondatore e a dieci residenti membri del gruppo.

Per quanto riguarda l’osservazione partecipante, monitorando il flusso quotidiano degli annunci, ho analizzato i livelli di partecipazione, di interazione e i contenuti. Ho potuto notare che vi è un’attiva partecipazione online, che non riguarda solo gli aspetti quotidiani della strada o la proposta di iniziative ed eventi, ma vi è un vero e proprio scambio di informazioni e conoscenze anche a livello materiale, come ad esempio la proposta di scambio di oggetti inutilizzati, la richiesta di prestito di determinati oggetti o ancora la richiesta di aiuto per affrontare un trasloco e così via.

Con le interviste ho potuto constatare un grande entusiasmo delle persone nei confronti di questa iniziativa e tutti mi hanno confermato che sicuramente hanno ottenuto dei miglioramenti nella qualità della vita e dei benefici non solo a livello pratico ma anche, e soprattutto, a livello di conoscenze. Grazie alla Social Street, infatti, hanno potuto conoscere nuove persone, instaurare dei veri e propri rapporti di amicizia con persone che, nonostante abitino nella stessa strada, non hanno mai avuto l’occasione di incontrare. Le Social Street possono, quindi, essere considerate dei modelli virtuosi che dal virtuale si riversano nel reale proprio grazie all’utilizzo del social network.

Un aspetto importante, infatti, è proprio il ruolo che ha Facebook in tutta questa iniziativa. Viene ribaltato l’utilizzo stesso di Facebook dal momento che è stato creato con l’intento di facilitare la comunicazione tra persone lontane, in questo caso, invece, si creano interazioni tra persone vicine che condividono la stessa realtà territoriale. Facebook, dunque, per la sua semplicità e immediatezza viene considerato una valida opportunità che si aggiunge ai tradizionali spazi di interazione quotidiana; facilita l’interazione e lo scambio di conoscenze con l’obiettivo principale di non fermarsi alla dimensione online, ma di andare oltre e creare interazione anche nella dimensione reale.

E’ stato, quindi, necessario per creare quella fiducia e quel senso di appartenenza in grado di abbattere lo scoglio della diffidenza e motivare le persone a incontrarsi e conoscersi in modo da ricreare quel vero e proprio tessuto sociale di cui si fa promotrice la Social Street.

Le Social Street, dunque, avvalendosi della potenza della tecnologia, migliorano la quotidianità delle persone ricreando un senso di comunità nelle città a partire proprio dalla conoscenza del vicinato, così da costruire un rapporto di fiducia e invogliare le persone a prendersi cura degli aspetti concreti della propria realtà abitativa.

Elena Serafini 

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