Intervista a Eva Franceschini: una studentessa/lavoratrice italiana a Londra

Com’è essere studenti/lavoratori in Inghilterra? Vi sono agevolazioni, o notevoli difficoltà nel far combaciare gli impegni lavorativi con i corsi da frequentare e con le ore di studio? Ce lo racconta Eva Franceschini, studentessa iscritta al corso di laurea in Advertising & Marketing presso l’università di Greenwich e barista part-time a Londra.

L: Quando e perché hai deciso di trasferirti a Londra?

E: Mi sono trasferita a Londra a maggio del 2013, sono passati quasi due anni. Inizialmente l’idea era di restare solo un paio di mesi, volevo imparare l’inglese, o almeno le basi. Il volo per tornare a casa era già prenotato. Dopo circa un mese però ho deciso di fermarmi per più tempo, non c’era una motivazione precisa, questa città però mi trasmetteva qualcosa, una sensazione positiva. Non sapevo ancora ci fosse l’opportunità per me di studiare, comunque volevo restare ancora per qualche mese. Lavoravo a tempo pieno e riuscivo a mantenermi. Poi la scoperta di poter frequentare l’università e ormai ho già quasi finito il primo anno.

L: Come hai scoperto che potevi iscriverti all’università pur lavorando?

Eva con i colleghi italiani al lavoro

Eva con i colleghi italiani al lavoro

E: Ho scoperto di avere l’opportunità di studiare parlando con amici, persone che lo avevano fatto in precedenza. Ho cominciato a fare ricerche per orientarmi un po’ e ho compilato tutti i moduli d’iscrizione con i documenti richiesti. Sono stata fortunata perché in quel periodo una ragazza mi ha contattata dicendo di lavorare per una compagnia che aiuta gli stranieri ad iscriversi all’università. Così questa compagnia mi ha aiutata a preparare i documenti e il test di inglese. Non sapevo ancora se e quanto avrei potuto lavorare, l’ho scoperto solo dopo l’inizio dell’università.

L: Sei comunque riuscita a mantenere il lavoro dunque?

E: Si, anzi il mio manager mi aiuta molto. Al momento lavoro tre giorni a settimana, lavoro 12 ore al giorno ma è una mia decisione perché a Londra purtroppo il costo della vita è veramente alto. Essendo al primo anno riesco a lavorare abbastanza, il prossimo anno l’università impegnerà più tempo ma cercherò di lavorare comunque almeno un paio di giorni alla settimana.

L: Come hai detto il costo della vita è molto alto a Londra, riesci a mantenerti lavorando o hai avuto delle agevolazioni?

Eva il primo giorno di università a Greenwich

Eva il primo giorno di università a Greenwich

E: Normalmente riesco a mantenermi, dividendo l’affitto poi è un po’ più semplice. Il mio contratto è comunque part-time anche se in realtà faccio più ore. Per fortuna non devo pagare le tasse e questo è un ulteriore piccolo aiuto. Un’altra agevolazione viene dallo Stato: io, come tutti gli studenti stranieri, al momento non sto pagando i miei studi. Prima dell’inizio dell’università ci sono diversi moduli da compilare riguardo al “Loan”, il prestito che viene dato dallo Stato agli studenti per consentire loro di studiare. Consiste in 9.000 £ all’anno, per un totale di 27.000 £ che verranno richiesti dallo Stato solo nel momento in cui lo studente, ormai laureato, troverà un lavoro e guadagnerà un reddito tale da permettergli di restituire il prestito. Inoltre ogni anno mi vengono dati 200 £ per pagare i libri scolastici.

L: Ti sei pentita di non esserti iscritta all’università in Italia?

E: Sinceramente no, paragonando le due situazioni, a Londra per un giovane è molto più facile studiare e lavorare contemporaneamente. Ho molti amici che studiano all’università in Italia ma davvero pochi di loro riescono a trovare un lavoro compatibile con gli orari universitari. Qui in Inghilterra lo stato aiuta in tante cose e lo studente è agevolato anche se decide di lavorare. Gli orari lavorativi vengono incastrati con gli impegni universitari settimanalmente e infatti economicamente parlando è molto più semplice essere uno studente/lavoratore. Il lavoro qui ora come ora non manca e lo stipendio permette allo studente di vivere senza disagi. Certamente l’impegno non deve mancare, sia nel lavoro che nello studio bisogna impegnarsi il doppio ma io sono contenta della mia scelta.

Va precisato che sono moltissimi gli studenti universitari che lavorano in Inghilterra, stranieri e non e questa è solo una testimonianza tra innumerevoli situazioni complesse. Ogni situazione è un caso unico, a sé, ma il fatto che emerge è che si è molto più agevolati nell’essere studenti/lavoratori nel Regno Unito rispetto che in Italia.

Licia Franceschini

Annunci

2 pensieri su “Intervista a Eva Franceschini: una studentessa/lavoratrice italiana a Londra

  1. Pingback: Lo status di studenti/lavoratori: approfondiamo l’argomento | CompassUnibo blog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...