Travel 2.0 e Social Travel: il settore turistico oggi passa per i social

Travelling e web 2.0:  questi i due oggetti strettamente connessi e interdipendenti dell’analisi che abbiamo sviluppato, non solo attraverso una serie di dati e statistiche che fanno un confronto col passato,  ma anche andando a cercare testimonianze dirette, a raccogliere   opinioni , per conoscere le ragioni che stanno dietro le scelte di tanti viaggiatori e avere così degli elementi in più per comprendere l’evoluzione di cui il settore turistico è stato protagonista negli ultimi anni.

Dal turismo di massa degli anni ’80 si è passati ad un’esperienza di viaggio molto più eterogenea e segmentata, basata sempre più sugli interessi dei viaggiatori, sulle caratteristiche “alternative” e sui valori del territorio.

Tutto ciò trova spazio nel Web 2.0, ambiente funzionale alle nuove esigenze del turismo poiché caratterizzato da tematiche che consentono una segmentazione della clientela estremamente elevata, oltre a mettere a disposizione canali e social media che offrono la possibilità di valorizzare le caratteristiche di strutture e territori.

Stanno prendendo piede nella relazione tra rete e turismo la ricerca di qualità e la conoscenza del web, quest’ultima diventata ormai una necessità.
Questo comporta sia l’esigenza di adattarsi alle caratteristiche delle piattaforme standard sia l’innovazione costante da parte del marketing turistico.

Al giorno d’oggi il viaggiatore è colui che, navigando sulla rete, sfrutta mai come prima d’ora le applicazioni mobile per tablet e smartphone, bypassando non solo l’agenzia quale luogo tradizionale per l’organizzazione di viaggi e soggiorni, ma anche la fonte che sta all’origine di un determinato servizio, come una compagnia aerea per prenotare un volo o una struttura alberghiera per una stanza.

Conseguenza del fenomeno è la comparsa delle cosiddette Online Travel Agency (OTA), tra cui Booking.com, Expedia ed e-Dreams, seguite dall’avvento dei comparatori di prezzi, ovvero motori di ricerca raffinati ed efficienti in grado di confrontare le tariffe offerte dalle agenzie di viaggio online come Trivago, Skyscanner e Kayak.

Si è analizzato il recente fenomeno attraverso due interviste: una al responsabile della comunicazione di Booking.com e l’altra al rappresentante di Trivago.

Il futuro del turismo prende dunque il nome di “Social Travel” poiché sono proprio la socialità e la condivisione di esperienze di viaggio che portano l’individuo a spostarsi.

Perché viaggiamo? La risposta sta nella teoria di Crompton, il quale fa un elenco delle motivazioni che ci spingono a compiere determinate scelte:

  • evasione dall’ambiente di vita quotidiano e abituale
  • esplorazione e valutazione di se stessi
  • rilassamento fisico e mentale
  • prestigio
  • regressione a forme di comportamento infantili e adolescenziali
  • miglioramento delle relazioni familiari ed amichevoli
  • facilitazione delle interazioni sociali

E le caratteristiche proprie degli spazi? Innanzitutto devono essere luoghi, quindi possedere tre caratteristiche: identità, storicità e relazionalità. Queste ultime stanno diventando proprie dei social media in cui si viene a concretizzare la socialità del viaggio.

Il web non si limita infatti ad accompagnare l’utente nella scelta della destinazione, passando per la prenotazione di quella che è la struttura ricettiva o il mezzo di trasporto, ma lo affianca anche durante e dopo la vacanza attraverso i social network e il loro uso sui dispositivi mobile.

La condivisione di foto, gli aggiornamenti di stato, i check-in su geo-social sono la dimostrazione di come postare i dettagli del proprio soggiorno stia diventando un’abitudine largamente diffusa, sia durante la vacanza che a casa.

Per tutti questi motivi non è da sottovalutare il ruolo che i social network rivestono nel contribuire al successo di un hotel, ad esempio, oppure alla notorietà di una destinazione. Se utilizzati con le giuste modalità essi sono in grado di innescare spontaneamente engagement, ovvero interazioni, passaparola e citazioni che portano benefici a livello di reputazione, autorevolezza, fiducia e visibilità nella rete.

Alessia Poletti

 

 

Fonti consultate:

http://www.turismoeconsigli.com

http://www.cinowang.com

http://www.espresso.repubblica.it

http://www.bookingblog.com

http://www.ilsole24ore.com

http://www.travel2.it

 

Annunci

Un pensiero su “Travel 2.0 e Social Travel: il settore turistico oggi passa per i social

  1. Pingback: Travel 2.0: tra piattaforme online e app cambia il modo di viaggiare | CompassUnibo blog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...