Voglio creare una Start-up!

La domanda da cui parto è: cos’è una start-up? Questo termine va ad indicare un’ attività imprenditoriale che vede la luce per la prima volta, ossia che non è mai esistita prima nel suo genere e tenta la discesa in campo commerciale.
Una start-up è genericamente di piccole dimensioni, flessibile, richiede competenze trasversali e per sua natura deve essere innovativa tanto nelle proposte quanto in come queste vengono presentate.


Lasciando parlare i numeri ogni anno vengono iscritte alla Camera di Commercio circa 400 mila nuove start-up, peccato che di tutte queste solo 1 su 12 riesca a sopravvivere: perchè? Certamente le cause sono molteplici, ma è stato riscontrato che la mancanza di una strategia di marketing a media e lunga durata influisca particolarmente sul posizionamento del nuovo brand durante i primi due anni di vita: è importante delineare fin da subito l’identità della start-up così come stabilire quali sono i valori che intende trasmettere e quali quelli da cui vuole prendere le distanze.
Come realizzare tutto ciò? Come prima cosa il suggerimento è creare un logo d’impatto e intuitivo: servirà per identificare visivamente la start-up e dovrà essere utilizzato per ogni forma di comunicazione sia interna che esterna. Il logo probabilmente sarà la prima cosa che nota chi si interfaccia con la start-up ed è importante che resti impresso in modo da creare un immediato collegamento. Un buon logo si distingue perchè è unico, è adattabile, appropriato in quanto rappresenta il patrimonio valoriale e immateriale dell’azienda ed è senza tempo.
Nel mondo del 3.0 sottovalutare l’importanza di un sito web ben fatto potrebbe essere fatale, il consiglio è, quindi, quello di vagliare anche questa possibilità in fase di elaborazione di una strategia comunicativa. Per quanto riguarda la navigazione web un occhio di riguardo all’accessibilità e all’usabilità del sito che devono permettere una navigazione semplice ed intuitiva a tutti i visitatori. Durante la creazione del sito web ci si trova davanti ad una duplice possibilità: creare un “sito vetrina” in cui ci si limita a mostrare ciò che si fa e ciò che si vuole essere o sfruttare appieno le potenzialità del web allargando il proprio mercato con l’utilizzo dello shop online.
Affiancare al sito i molteplici canali social a disposizione può rappresentare un valido aiuto: infatti i social aiutano a dare visibilità alla start-up e raccolgono potenziali clienti in maniera trasversale. Utili, quindi, in questo senso la creazione di pagine Facebook, profili Twitter, canali Youtube ma anche l’utilizzo di Pinterest, Instagram e Google+: l’errore in cui si rischia di cadere è quello di confondere il profilo privato con quello pubblico, in questo senso il consiglio è quello di mantenere le due sfere completamente separate, infatti il contrario potrebbe creare confusione negli utenti e dare la sensazione di poca professionalità. I profili aziendali è preferibile che siano riconoscibili utilizzando il logo come foto profilo e il nome per intero della start-up. Essere attivi sui diversi social può senz’altro essere un modo per creare brusio intorno alla start-up e questo può essere amplificato tramite la pubblicazione di link che rimandano ai profili degli altri social network: sperimentando questo collegamento è possibile dare un’immagine di ciò che si è a 360° oltre a comunicare un’idea di unitarietà.
Oltre a questi primi strumenti su cui mi sono soffermata in maniera più approfondita, ci si può occupare anche della gestione dei dati e della creazione della newsletter atta alla fidelizzazione del cliente.
Trascendendo, invece, dalla comunicazione web potrebbe essere un’idea valida quella di ricorrere a tipologie di comunicazione più classiche ma non per questo meno efficaci quali l’utilizzo di flyer, volantini e brochure. Questa tipologia di comunicazione si rifà al visivo, potrebbe quindi essere interessante riflettere sulla grafica e sul design proposto per poter rappresentare al meglio la start-up.
In conclusione, nonostante un’impresa neonata debba sempre fare i conti con un budget di basso profilo, il consiglio è quello di pianificare una strategia comunicativa forte e strutturata che possa fungere da base per quello che potrebbe diventare un grande brand.

Silvia Panariti

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