Newsletter marketing: benefici e consigli per il marketing integrato

Per una buona strategia di marketing bisogna integrare e far dialogare tra di loro i vari strumenti di marketing scelti per il proprio business, le cosiddette “leve”.

Fotolia_32780279_L_INGRANAGGIQueste possono essere paragonate a degli ingranaggi la cui dentatura, combaciando alla perfezione, permette alla macchina-marketing di muoversi per raggiungere gli obiettivi aziendali.

Esempi di leve aziendali sono il sito, il blog, la chat esterna con cliente o interna tra impiegati, il call center, il social network, dinamiche di sconti e couponing, offertistiche, depliant, brochure, article marketing e affiliate marketing. Per molti potrebbero bastare questi, se corredati da una buona grafica e un buon content management. In realtà c’è uno strumento che potrebbe fare davvero la differenza se usato nel modo giusto: la newsletter.

Tendiamo a non prendere spesso in considerazione questa leva di marketing perché il più delle volte per noi la cartella “promozioni” della casella di posta equivale a una seconda cartella “spam”. L’atteggiamento più diffuso è quello di selezionare tutto e cancellare le mail senza nemmeno vedere di che si tratta. La nostra mente, bersagliata continuamente da pubblicità e messaggi promozionali, si chiude a riccio: la nostra attenzione è satura. Allora perché dovremmo considerare la newsletter una leva strategica della comunicazione aziendale?

La newsletter è un tipo di DEM (Direct Email Marketing) che presenta sicuramente benefici e svantaggi come qualsiasi elemento con cui siamo abituati a interfacciarci tanto nel marketing quanto nella vita in generale. Facendo attenzione al modo in cui la si applica al proprio mercato si può essere sicuri del contenimento degli errori e degli svantaggi.

Prima di tutto analizziamone i benefici:

1. Creano occasioni di dialogo intelligente
dialogo intelligenteContattare un cliente significa aprirsi un canale per comunicare con lui, cercando di attirare la sua attenzione e rompere quell’area di impassibilità verso i messaggi esterni. Bisogna sfruttare ogni momento, trasformandolo in quello “giusto” per mettere in risalto l’azienda e i suoi prodotti, convogliando le visite verso le piattaforme più coerenti agli obiettivi aziendali del momento (sito web, pagine social, blog).

 

2. Fidelizzano il cliente con comunicazioni cucite su misura
Ci permettono di far percepire al cliente la nostra attenzione costante verso le novità del mercato, e la prontezza a rivendergliele. Questo lo fa sentire al centro delle attenzioni dell’azienda, dandogli la sensazione di un contenuto cucito su misura per lui. Qualora il contenuto non fosse semplicemente informativo (e quindi divulgabile indistintamente a tutti), si potrebbe personalizzare l’invio della mail ricercando coerenza tra contenuto e destinatario.

3. Creano e incanalano la domanda, a basso costo
Permettono di raggiungere tantissimi destinatari a prezzi bassissimi. Considerando che non sempre i bisogni di un cliente sono delineati, sia nel B2C che nel B2B, le newsletter aiutano a chiarire l’offerta, creando bisogni nel cliente.

4. Si integrano ad altre leve del vostro marketing mix
Le newsletter non possono resistere nel vostro piano operativo se non in sinergia con altre leve. L’integrazione è molto semplice, perché altro non fanno se non rimandare a questi altri canali aziendali.

5. Permettono di misurare i risultati effettivimisurare
Tramite le reportistiche di invio, possiamo valutare l’efficacia delle nostre campagne DEM. Ovviamente, si possono sperimentare mail leggermente diverse con lo stesso messaggio, da mandare a due campioni distinti di destinatari (AB test). A seconda del risultato, si possono avere informazioni utili sui tipi di comunicazione che il nostro database preferisce ed effettuare delle distinzioni per gli invii futuri.

Per ottenere questi benefici cerchiamo di tenere sempre a mente dei suggerimenti che in molti si sono prodigati a dare nel corso degli anni valutando i risultati ottenuti nelle campagne di marketing. Qui ve ne propongo qualcuno, tra i più importanti.

1. Database
Deve essere pulito (un elenco di indirizzi che siamo sicuri siano attivi) e profilato(quante più categorie si riescono a delineare, tanto maggiore sarà la conversione, perché la comunicazione sarà maggiormente targettizzata);

numeri2. I numeri che contano davvero…

…sono quelli che riguardano le risposte, non gli invii. Ecco perché è importante delineare una conversazione quanto più simile al 1:1 per poter parlare di una strategia utile ed efficace! In questo modo un alto numero di risposte sarà più probabile.

3. La prima cosa che si vede è l’oggetto
Deve catturare quel poco di attenzione che resta al cliente. Deve essere breve e incuriosire; non deve contenere parole ormai considerate come spam o inflazionate (es. droga, sex, free, gratis, soldi, pills, nuovo). L’oggetto deve invogliare all’apertura mentre il testo all’interazione.

4. Predisporre call to action
Una mail priva di call-to-action o link che rimandi a compiere un’azione su qualche altra leva di marketing (sito, social) non ha senso. Aver convinto il cliente ad aprire la mail ma non aver saputo cogliere l’occasione di fargli fare qualcosa per noi è una occasione persa.

5. Non fare valutazioni affrettatevelocità
La vita media di una newsletter è di 3 giorni, quindi entro questo lasso di tempo potrebbe essere aperta. Per valutare i risultati di una newsletter conviene sempre attendere la settimana dopo l’invio.

6. Un messaggio con pochi codici
Non inserire nel testo della newsletter troppi elementi appartenenti a codici diversi. Una immagine è più che sufficiente e il testo deve veicolare un’idea sola. Tra immagine e testo vi deve essere pertinenza.

7. Non ripetere mai lo stesso invio nella stessa settimana
Ricordando la vita media di una newsletter, non inviare mai lo stesso contenuto nella stessa settimana allo stesso destinatario, così come potrebbe essere controproducente mandare più di una mail in una stessa giornata alla stessa persona. Si rischia di perdere l’attenzione del cliente.

papiro egitto8. Nessuna nostalgia per l’Antico Egitto

Le newsletter lunghe quanto papiri egizi, rischiano di annoiare. Siate concisi e ricordate di includere il logo aziendale, così come, per legge, il tasto di dis-iscrizione dalla mailing list. Testate l’invio e la ricezione anche su mobile.

9. Coerenza tra newsletter e contenuto della pagina di arrivo
Si deve rimandare alla pagina più specifica e coerente col testo della mail. La home del sito è troppo generica per sua natura quindi non serve linkarla. La coerenza premierà con un maggiore tasso di conversione. Evitate di rimandare però a pagine che richiedano subito l’acquisto: sono viste come troppo invasive. Predisponete come prima cosa una panoramica sul prodotto. Solo se il cliente lo vuole, cliccherà sul tasto per l’acquisto.
10. Stabilire un piano editoriale
Fissate una cadenza regolare con tipi di contenuti differenziati a seconda dello scopo e dei destinatari, sfruttando le date rilevanti del calendario (festività) e della vita aziendale (ricorrenze, lanci di prodotto e servizi, offerte).
E voi? Applichereste la newsletter nella vostra strategia di marketing?

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