Affetti da Gender Digital Divide

“Siamo tutti on line”, “Impossibile che qualcuno non sia collegato su Internet”, “Al giorno d’oggi navighiamo tutti”. Quante volte avrete sentito dire frasi del genere? Ma è davvero così? Siamo davvero tutti connessi? Diverse ricerche sul tema descrivono un panorama attuale in cui la situazione degli internauti non è proprio così e il gender digital divide è una sfida tutta da combattere.

Per chi non sapesse a cosa mi riferisco, con gender digital divide intendo quel divario che rappresenta l’esclusione all’uso degli strumenti digitali di alcuni soggetti e per diversi motivi, soprattutto quelli di genere. Pare infatti che la condizione ‘essere donna’ e ‘essere on line’ non vadano molto d’accordo e le statistiche sembrano proprio confermarlo. Ho trovato molto interessanti i dati rilevati da comScore (Abraham, Moern, Vollman, 2010) nell’aprile 2010, quando le donne rappresentavano il 45,7 % della popolazione mondiale di Internet, ma con differenze notevoli tra le diverse aree geografiche. Si pensi che nel 2007, la percentuale di utenti donne in Norvegia era intorno al 90%, quella maschile del 95%, in Germania si arrivava invece al 75% per le donne, contro l’80% per gli uomini. La situazione era simile anche in Francia con il 60% di donne connesse e il 70% di uomini. Mentre, per quanto riguarda i cosiddetti stati a Sud dell’Europa la panoramica è molto diversa. I dati per l’Italia vedono la percentuale di utenti donne ferma al 38%, quella maschile al 50%, invece in Spagna va un po’ meglio con il 50% di donne e il 60% di uomini connessi. Voglio sottolineare che questi dati risalgono a cinque anni fa, chissà se studi più recenti hanno dimostrato che questo gap si è ridotto.

A questo punto c’è da domandarsi quali siano i motivi per i quali si riscontrano queste disuguaglianze e se riguardano veramente solo il genere. Per capire bene il fenomeno del cosiddetto gap si possono distinguere differenze nell’ “accesso”, relative alla qualità della connessione; nelle “competenze”, ossia le abilità necessarie per utilizzare computer e rete; nell’ “uso”, parlando delle attività che effettivamente si svolgono quando si è connessi. La prima difficoltà infatti riguarda la disponibilità della dotazione tecnologica, il fatto di avere un computer in casa consente più opportunità alle donne di collegarsi in un ambiente più tranquillo rispetto all’eventuale postazione del lavoro. Tuttavia, la presenza di figli può diventare un ostacolo all’uso dei mezzi. Per quanto riguarda invece le competenze, negli studi sembra emergere un altro fattore discriminante, ossia le donne tendono a sottovalutare le proprie capacità di usare le tecnologie, pensando che sia ‘una cosa da uomini’ e questo inevitabilmente va ad incidere nel loro approccio alla rete. Anche l’uso che donne e uomini fanno della rete tende a distinguersi e creare divisioni. Se per gli uomini internet è fonte di notizie, aggiornamenti e accrescimento personale, per le donne spesso è solo motivo di passatempo e cura delle relazioni interpersonali.

C’è da dire che se anche la situazione è drastica, si stanno facendo molti sforzi per cambiarla e soprattutto le nuove generazioni sembrano portare una ventata di cambiamento. Secondo il gergo tecnico le ragazzine connesse vengono definite ‘neofite’ e per ora usano internet soprattutto per i social network e per tenere relazioni con gli altri. Quelle invece costrette dal lavoro ma in realtà disinteressate alla tecnologia sono chiamate ‘cooptate’. A tenere la bandiera delle always on ci sono le ‘relazionali digitali’, perlopiù studentesse sempre connesse ma non per motivi lavorativi, ed infine le ‘esperte’, donne connesse sia dal lavoro sia da casa grazie a qualsiasi strumento loro disponibile.

Tra le politiche e gli obiettivi dell’Unione Europa per il futuro, quello della cancellazione del gender digital divide è sicuramente un punto centrale ma per ottenerlo ci dev’essere anche lo sforzo da parte delle donne di attivarsi e cambiare le cose. Per ora non ci resta che continuare a coltivare le nostre esperienze on line e sensibilizzare le donne che ci stanno vicino ad un uso più proficuo e consapevole di internet.

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